Koufonissi, l’isola di capitan Nikolas

A Koufonìssi (www.koufonisia.gr, anche in italiano, www.beautifulkoufonisia.com), a sud-est di Naxos, gli dei dell’Olimpo quel giorno, il giorno della creazione, erano in vena di regali: presero una tavolozza di colori con tutte le sfumature dal blu al turchese, dall’azzurro al celeste per colorare l’acqua di questa mini-isola. Che rimase cristallina e trasparente, e dai colori che a raccontarli quasi non ci si crede. 
Eppure Koufonissi esiste, e il suo mare è assai poco “umano”. Da restare a bocca aperta.

Il primo impatto con Koufonissi (che si può girare tutta in una giornata visti i suoi 3,5 chilometri quadrati) non può non essere dal mare: qui ci sono quattro strade in croce, figuriamoci un aeroporto. C’è però una stazioncina marittima che ha il suo bel daffare: traghetti veloci, traghettoni, catamarani, catorcini dell’età di Ulisse, barche in visita giornaliera. Tutti per vedere questo paradiso della tranquillità e dei bagnetti.

E dal mare la si vede tutta: a sinistra, il vecchio mulino restaurato e i “cantieri navali”; davanti, un altro mulino, oggi bar, su una collina; e a destra, nascosto tra le viuzze un po’ in salita, il paesino; di fronte, la spiaggia del “porto” che… avercela!!!

A voler essere precisi, quella davanti a voi, con i suoi 366 abitanti, è Pàno Koufonissi (Koufonissi di Sopra). “Koufo” di Sotto – che è l’isoletta a destra – si chiama Kàto Koufonissi, abitata da qualche pastore, molte capre, alcune pecore, un asino, e qualche altro essere umano bipede con villa estiva. Davanti ai 366 koufonissiani, un altro isolotto, stavolta sì senza esseri viventi, colonizzato dai pastori di Naxos e Amorgos: è Kéros, nota alle cronache – unicamente greche – perché lì gli archeologi hanno ritrovato due piccole statue, simboli della civiltà precicladica (2800-2300 a.C.): il flautista e l’arpista, oggi conservate al museo archeologico di Atene.

Insomma, benvenuti nelle Piccole Cicladi!

Se il Pinguino dovesse scegliere un simbolo di Koufonissi (la chiamano semplicemente così, il capoluogo), beh, sarebbe capitan Nikolas. Questo omino basso, dalla corporatura media, viso segnato e capelli castano-bianchi, è un pescatore che ha saputo cogliere al volo l’enorme potenzialità della sua isola: così è rimasto pescatore, ma ha messo su una taverna con tre terrazze, dove si serve solo pesce fresco (pescato a questo punto non solo da lui, visto il numero dei coperti…), e dove i prezzi non sono mai esagerati. Questo, in realtà, per dirvi due cose: la prima, è che qui a Koufonissi si mangia esclusivamente pesce fresco e frutti di mare (oltre al turismo, sono il sarago e il branzino che fanno vivere le 366 anime di Koufo). Seconda, che a differenza di altre isole, qui hotel, studios, bar e taverne sono di proprietà dei locali. Una ventina di anni fa sono arrivati i primi turisti, evidentemente entusiasti, e da allora i terreni dei koufonissiani non hanno ospitato solo più orti, pecore o caprette, ma anche (un po’ di) cemento. Per i turisti. Il risultato? Che adesso il paesino – la Chora – è vero, appare un po’ nascosto, ma nulla di esagerato, accogliente e curato com’è. Dopodiché, non resta che sperare nella elefantiaca burocrazia ellenica, che ritarda – e forse spaventa – più di qualche novello imprenditore alberghiero. Morale: andateci ma fatelo presto, prima che questo paradiso, che ogni anno attira sempre più turisti, diventi un inferno di ombrelloni, chiasso, tour operator e bipedi vocianti. Anche perché da qualche parte il Pinguino ha letto che vorrebbero fare di Koufo una meta un po’ “in”, stile Mykonos, tanto per capirci. Chissà se è proprio così, certo è però che i prezzi di hotel e studios (forse perché sono comunque pochini e non di grandi dimensioni) sono più alti rispetto ad altre isole della Grecia.

Ad ogni modo, è facile innamorarsi di Koufonissi: cinque spiagge meravigliose, incontaminate, ottima cucina, e una tranquillità assicurata anche dal fatto che di macchine in giro ce ne sono davvero poche. Praticamente, quelle di qualche locale, perché qui, su questi 3,5 chilometri quadrati, non ci sono rent a car e nemmeno affitta-motorini. Al massimo, ti noleggiano biciclette. Ed essendoci quattro strade (contate!), non c’è nemmeno bisogno di una grande illuminazione stradale. Anzi. Così, ad esempio, se dalla spiaggia vi dirigete a ovest, verso il porticciolo dei pescatori, vi faranno compagnia soltanto le lucine inserite lungo il muretto della passeggiata. E una volta arrivati in camera, potrete finalmente ammirare un meraviglioso cielo stellato! Se poi vi capiterà di sbarcare di notte con la luna piena, allora vedrete le vostre ombre riflesse sulle strade, e penserete a quanto siete fortunati a essere lì, in quel momento. E fate un’altra cosa: voltatevi verso Keros. I koufonissiani dicono che abbia la forma di una donna distesa sulle acque dell’Egeo. Vero!!!

Pur essendo la più piccola delle Cicladi, Koufo è il cuore delle Piccole Cicladi (che comprendono anche Iraklia, Schoinoussa e Donoussa) di cui è il capoluogo. Ed è anche la più popolosa: 366 abitanti, appunto, ma con 110 giovani, che è qualcosa di unico per gli standard isolani. Tra asilo, elementari, medie e superiori, ci sono 70 studenti. Ma c’è un altro record che appartiene a Koufo: qui ci sono 35 grandi barconi per la pesca (senza tener in considerazione i caicchi utilizzati per dar la caccia al polipo e le barche più piccole), in percentuale agli abitanti la più grande flotta da pesca della Grecia! Curiosità: qui le prime linee delle telecomunicazioni sono state attivate nel 1964, l’elettricità nell’84.

Notizie utili

Siete su un’isola, ma non siete isolati dal mondo. Ci sono hotel, studios, stanze in affitto (nel paese e – a est – lungo la strada verso la spiaggia di Finikas), c’è un bancomat (e si consiglia di prelevare al mattino, la sera è più difficile trovarci degli euro!), un centro medico con ambulanza, un mini ufficio postale, la farmacia (la domenica apre solo la sera, ma c’è un numero di telefono di emergenza), la panetteria-pasticceria (aperta anche la domenica mattina. Ottime le pita con mele, cioccolata o salate al formaggio, buona la pizzetta, e squisita la barca, un superpanino tagliato in due con formaggio, prosciutto, pomodori e peperoni. E poi c’è il riso con latte, le ciambelline fritte e vi fanno anche il caffé frappé), tre supermarket, un’agenzia viaggi che vi vende i biglietti dei traghetti, un’edicola con anche i giornali italiani, un servizio di taxi boat verso le spiaggie di Ano e Kato Koufonissi, un porticciolo turistico e persino, in mezzo all’isola e invisibile, il benzinaio. Il campeggio libero non dovrebbe essere permesso, però qualche tenda “clandestina” c’è. Il campeggio vero e proprio c’era, ma è stato chiuso. All’imbarcadero troverete una cartina con la posizione e il nome di hotel, studios e affittacamere.

Come arrivarci

Le Piccole Cicladi, e quindi anche Koufo, sono collegate con il Pireo tutto l’anno, durata della traversata in traghetto 8 ore e mezza. Ma Koufo è pure collegata regolamente anche con Naxos, Paros, Irakleia, Schoinoussa, Milos, Folegandros, Ios, Santorini e Amorgos. Il Pinguino l’ha raggiunta all’andata da Naxos con un catamarano veloce della compagnia Seajets (www.seajets.gr): partenza tutti i giorni da Naxos alle 13.50, arrivo a Koufo alle 14.25, costo 20,20 euro a persona. Al ritorno, invece, ha preso la Nel Lines (www.nel.gr), traghetto partito alle 13.25 e arrivato a Naxos alle 15.25. Un’altra compagnia, ma solo tre giorni la settimana, è la Blue Star Ferries (www.bluestarferries.gr), oppure, decisamente più economico ancora è il buon vecchio Express Skopelitis, un traghetto che fa avanti e indietro, in estate tutti i giorni eccetto la domenica, tra Naxos e Amorgos passando per le Piccole Cicladi. Non ha un suo sito, non si prenota, ci mette – in teoria – due ore e 20 minuti da Naxos a Koufo e costa 8 euro. Ma a Koufo arriva anche l’Anek (www.anek.gr). Ad ogni modo, se volete avere il quadro delle possibilità marittime per raggiungere o partire da Koufo, andate su questo sito: www.gtp.gr e troverete orari, compagnie e costi, con la possibilità di prenotare il biglietto.

Altra possibilità, la crociera di un giorno – ogni lunedì e venerdì – con la Naxos Star della Panteleos Cruises: Naxos 9.30 – Paros 9.55, Paros 10 – Irakleia 11.10 (sosta libera), Irakleia 12.20 – Koufonissi 12.45 (sosta libera), Koufonissi 17.15 – Paros 18.30, Naxos 19.15. Più o meno dovrebbe essere sui 40 euro a persona. I biglietti si acquistano in qualsiasi agenzia.

Dormire

Christina’s House (chrishouse21@yahoo.gr, telefono 0030 22850 71736, vicino al mulino in collina, a sinistra dell’imbarcadero guardando dal mare) è stata la scelta del Pinguino. Scelta forzata, dato che gli altri studios e alberghi o erano tutti pieni o non hanno mai risposto alle mail pinguinesche. Il prezzo, 80 euro a notte lo studio. Una camera grande, spaziosa, a tre letti, con frigorifero, cucinetta, bollitore acqua, macchina per fare toast e frappé, due fornelli, aria condizionata, cambio quotidiano degli asciugamani e pulizia della camera. Il balconcino, con nulla davanti se non la vista sull’Egeo, Keros e su Pano Koufonissi, è qualcosa di spettacolare. Ci sono venuti a prendere al porto – gratis – su nostra richiesta ma non occorreva, sono 5 minuti a piedi (se però si è dotati di valigia, meglio sfruttare la cortesia). Appena arrivati, in frigo ad aspettarci c’erano due coche e una bottiglia d’acqua, pensiero assai gradito visto che se hai sete il riferimento è comunque il paesino. Il silenzio qui è assoluto, niente macchine, niente scooter, è vero, vicino c’è il bar Mulino, però la musica è tenuta bassa e a una certa ora, sicuramente non oltre mezzanotte, chiudeva. Tutti a nanna, nel silenzio, sotto un cielo stellato. L’unico “rumore”, il mare spezzato dalla mole dei traghetti e dai catamarani: uno spettacolo, dice l’altra metà del Pinguino, svegliarsi di notte e vedere questi scafoni illuminati entrare nel porticciolo di Koufo. Perdere un po’ di sonno e osservare questo spettacolo è un’insonnia decisamente sana.

Altrimenti potete provare con l’agenzia Koufonissia Tours (www.koufonissiatours.gr): vi possono trovare stanze, studios e appartamenti, oltre a organizzare escursioni in barca sulle isole vicine delle Piccole Cicladi (Kato Koufonissi, Schoinoussa, Donoussa, Irakleia). E poi c’è il sito www.koufonisia.gr che vi propone la lista con numero di telefono, sito ed e-mail di hotel e affittacamere dell’isola. Infine, che ne dite di una vacanza in un mulino? A Koufo si può: cliccate su www.windmill-villa.gr oppure telefonate allo 0030 6944 572 607.

Uno strano nome

Esistono tre versioni per spiegare la provenienza del nome dell’isola: “koufos” vuol dire sordo, e il riferimento allora potrebbe essere al porto “sordo”, cioé senza vento, perciò sicuro. Oppure, con il tempo, il nome è stato storpiato essendo in origine “facoussa” (lenticchia), dalla forma dell’isola. Terza ipotesi: il nome deriverebbe da “koufios”, cavità, e “nissi”, isola. Arrivando dal mare, in effetti, noterete gli anfratti e le rocce erose dal vento, ottimo asilo (fino all’Ottocento) per i pirati.

La Chora

Se prendete come riferimento la spiaggia ad arco che vi si presenta alla vostra destra appena sbarcati, non dovete far altro che risalire la stradina a sinistra della spiaggia, tra un vecchio supermercato e alcuni caffé-bar (Roussetos e Nikitas, che prepara anche le colazioni, con un gestore molto cordiale). Superati i bar più vicini alla spiaggia, sempre lungo questa leggerissima salitella, il secondo supermercato, Benetis: ombrelloni a 10 euro, a 2 le stuoie, e a 1 euro l’utilissimo portabottiglie isolante che terrà fresche le vostre bibite tutto il giorno. A seguire, il Kalamia Music café, il centro medico, l’ottimo panificio, il bar Kalimera, la taverna Fanari (anche pizzeria), e il terzo supermercato, che si chiama Kolonaki. E a questo punto, si gira a sinistra, ed ecco a voi la stradina principale e il paesino vero e proprio. Stradina principale con tanto di – in ordine sparso – taverna Melissa (molto quotata), KEP (una casina bianca a due piani con il Comune, il dentista e un parco giochi per bimbi davanti), la chiesa di Aghios Georgios (deliziosa dentro e fuori con l’albero di una nave a fare da palo della bandiera), negozietti di vestitini e souvenir (anche cartoline e cartina dell’isola), edicola (con anche i quotidiani italiani), caffè-pasticceria, la finestrella di una casa per un ghiros o un souvlaki take away (solo la sera, naturalmente, 2 euro e 50) o da mangiare seduti su tavolini di plastica, l’agenzia con all’esterno appesi gli orari dei traghetti, catamarani e quant’altro da e per Koufonissi (compresi i barchini che vi portano su e giù per le spiagge di Pano e Kato Koufonissi), la farmacia e Scholeio (aperto dalle 19, bar creperie) per finire, seguendo la stradina stavolta in discesa, davanti a Capitan Nikolas. Ancora oltre, alla vostra destra, il mulino restaurato (e in affitto) con sotto i “cantieri navali” e in parte una chesina (Aghios Nikolaos) e il piccolo cimitero. Lungo la passeggiata per raggiungere il mulino in affitto, i tavolini di una – ottima – taverna a pochi centimetri dall’acqua. E’ l’ouzerì Karnaghiò.

Come avete capito, l’agognato bancomat non sta qui, l’hanno nascosto per bene. Il riferimento è l’hotel Roussetos, vicinissimo alla spiaggia del porto: prendete la stradina a sinistra che lo costeggia, proseguendo noterete a destra un negozietto di vestitini, collane, oggettini, dalle finestre colorate di verde pistacchio. Bene, lì, a destra rispetto all’ingresso, c’è il bancomat. A dir la verità c’è pure un cartello che indica il negozietto anche come “posta”.

Se invece costeggiate la spiaggia del porto e proseguite e est, ecco a voi una stradina (che poi si trasformerà in uno sterrato facile fino a Porì) con bar, un paio di negozietti (il primo sulla destra noleggia anche biciclette), alberghi e studios.

C’è un’ultima stradina, che dal supermercato Kolonaki gira a destra: non c’è nulla, solo qualche studios, pochi hotel, campi e casette.

Merita due parole il supermarket Benetis, quello subito alle spalle della spiaggiona del paesino. Lo gestisce un’anziana signora, avrà 80 anni, capelli raccolti, baffetti. Grande, il suo supermercato è il supermercato del disordine (e sicuramente può essere considerato il museo etnografico, sociografico, merceologico del paese!): accanto a ombrelloni arrugginiti, palloni per giocare in spiaggia del tutto sgonfi. Chissà da quanti decenni aspettano un bimbo… Ma ce ne sono, eh, di ombrelloni nuovi: qui costano 7 euro e 50, 2 euro e 50 in meno rispetto al “super” lungo la stradina perpendicolare al porto. Un affare! Peccato siano mignon, praticamente comoda sta solo una persona. Il motivo è il vento, meno alto è meno fa resistenza. Quindi, per evitare di finire come un souvlaki, dovreste fate doppia scorta e sperare che il meltemi non sia troppo forte! Tanto per darvi altri prezzi, qui mezzo litro di acqua costa 40 centesimi, una lattina 70. E’ il posto decisamente più conveniente. La cosa ridicola è che in quel museo di oggetti, latte arrugginite, souvenir kitsch, quando il Pinguino assetato ha messo piede in quel mondo di – almeno – mezzo secolo fa, c’era un ragazzo indiano che puliva gli scaffali (o meglio, gli spazi vuoti degli scaffali) dalla polvere. Lavoro inutile, in quel totale casino. “Tutto molto greco”, direbbe qualcuno.

Le spiagge a Pano Koufonissi…

A Koufonissi si va per il mare. E solo per quello. Ma basta e avanza! Già la spiaggina ad arco del paesino (Megali ammos, la spiaggia grande), a poche decine di metri dal molo traghetti e della stazioncina marittima in pietra a vista, a noi popolo delle sabbie – spesso mobili – dell’Adriatico basterebbe… sigh. Sabbia fine, mare superceleste e poco profondo (perfetta per i bimbi), un po’ di tamerici per l’ombra (attenzione alla resina, poi non brontolate!), qualche panchina blu a chiudere la spiaggia per godersi magari il tramonto. Oltre le boe che delimitano quello specchio celeste, i barchini colorati e buffi dei pescatori. Meraviglioso. Non è attrezzata. Siccome però dietro avete il paesino, potete acquistare in uno dei tre supermarket l’ombrellone.

Tutte le altre spiagge di Koufo sono allineate a est, e si raggiungono o con il barchino (vedi sotto) o a piedi, in una camminata di al massimo 45 minuti. Per raggiungerle, si piglia la strada in fondo alla spiaggia (spalle al mare, a destra, non potete sbagliare, è l’unica). E’ una strada bellissima, vedrete calette su calette, grotte, e sarete accompagnati dai gigli bianchi, specie rara e tipica delle Cicladi. Tutta questa pace e questo isolamento favorisce, oltre al campeggio libero, il nudismo. Non c’è una spiaggia in particolare dove praticarlo. Il solo posto dove il Pinguino non abbia visto nudisti è a Megali Ammos.

La prima spiaggia oltre il paesino, la Chora, è Finikas, 10 minuti a piedi: sabbia dorata, un’insenatura anche questa (un po’ strettina, la spiaggia, però), una taverna, una serie di casette in affitto alle spalle. Non è attrezzata, ma si può trovare dell’ombra grazie alle tamerici. Ottima per bimbi. La parte più vicina alla Chora ha anche gli scogli.

Si costeggia il camping abbandonato ed ecco Fanos: anche qui c’è una taverna e uno snack bar e anche qui si può trovare un pochino di ombra. Strettina, con una parte rocciosa, è comunque una bella spiaggia ad arco. Studios in affitto. Non attrezzata. Per bimbi.

Peggio, per l’ombra, la situazione a Italìda, la più grande delle tre e anche la più affollata (non attrezzata). Si chiama così in onore di una signora italiana che ha comprato casa proprio qui. Ma qui non c’è uno spicchietto d’ombra, nemmeno quando nel pomeriggio il sole inizia a tramontare. Né ci sono taverne. Forse per i bimbi non è proprio il top. E nemmeno per i non attrezzati (ma potete sempre starvene un paio di orette e poi pigliare il barchino verso un’altra destinazione).

A 4 km dalla Chora, infine, ecco Porì (non attrezzata): se le prime sono insenature praticamente contigue l’una all’altra, Pori è staccata, almeno un quarto d’ora di camminata da Italìda in leggera salita tra rocce e dune di sabbia tra cui fioriscono i gigli e cresce una profumatissima macchia mediterranea. E’ affacciata su un’ampia baia profonda e semicircolare per cui il mare all’interno è piatto anche quando “fuori” è mosso. Nella prima parte, arrivando a piedi, troverete i nudisti, poi la spiaggia si allarga. C’è solo qualche tamerice isolata a fare ombra, ma c’è una taverna sulla spiaggia (costosissimo bere: 6 euro 2 frappé e 7 euro due granite) e una seconda più all’interno, e quindi quasi deserta. Anche qui studios in affitto (per chi?).

Si può arrivare direttamente con la macchina o con la bici, però è un peccato, perché farete una stradina interna che non vi permetterà di vedere e “sentire” la vegetazione né le calette, le piscine naturali, le scogliere battute dal vento e gli azzurri di quel mare. Alla fine dell’arco, a meno di cento metri, un moletto e tre panchine azzurre vi segnalano l’imbarcadero. Non c’è un segnale con gli orari, potete chiedere ai bar-taverne. Forse più che con le infradito, per questi 4 chilometri, il Pinguino suggerisce i sandali.

Se avete voglia, fatevi una camminata lungo il promotorio roccioso di Kavos, il panorama è spettacolare. Le alte scogliere, le onde che si infrangono, la spuma bianca, meritano la scarpinata.

Insomma, le più frequentate sono Finikas e Italida, la più calma è Fanos, e la più bella è Porì. Viceversa, con il vento, meglio Italida.

…e quelle a Kato Koufonissi (duecento metri di mare)

Con il barchino avete due spiagge comode comode. Prima scelta: sbarcate alla prima fermata, vicino alla chiesetta di Panaghia. Lasciate stare questa spiaggia, stretta, piccola e sporchina, e seguite il sentiero lastricato che vi porta alla taverna, non più di 50 m. Subito dopo, ecco uno stavlo con tanto di teschi di caproni sullo stipite della porta e poco avanti – dopo aver salutato qualche pecorella – un recinto, sulla sinistra, con la scritta Paralìa Oi Lakoi, con, scritto in inglese e italiano, “si prega di chiudere la porta”. Una breve discesa tra le rocce, e si arriva in questa spiaggia spettacolare ad arco, di ciottoloni e di ciottoloni pure in mare. Ci sono nudisti ma non c’è ombra (ma c’è la taverna vicina per le emergenze). Tanti pesciolini. Il problema è che è dura stare distesi su quei ciottoloni e fa molto caldo (per questi motivi non consigliabile ai bimbi), quindi, dopo due ore e qualche bagnetto spettacolare, via. Si torna al molo, si aspetta il barchino, e con lo stesso biglietto il Pinguino va alla scoperta di Nerò, a ovest.

Spiaggia lunga, con ciottoloni neri e ciottoloni misto sabbia in mare, decisamente più abbordabile questa spiaggia per i bimbi ma, attenzione, qui non ci sono né bar né taverne (portatevi da bere, almeno). Qui i pesci sono di meno rispetto a Lakoi ma questa spiaggia rimarrà nella memoria del Pinguino perché qui, a una decina di metri di profondità, è stato avvistata la cena preferita dal Pinguino medesimo: il polipo. Che passa i minuti a guardarlo mentre si nasconde tra le rocce, appare e scompare, meraviglioso. Meraviglioso davvero notare la sua eleganza mentre con i suoi tentacoli nuota e poi si stringe alla roccia, timido com’è. Il Pinguino non avrebbe mai creduto che fosse così aggraziato. Peccato che sia così buono sulla griglia…

Nerò è spiaggia di nudisti, a volte nudisti campeggiatori. Nel senso che sotto il costone di roccia troverete diversi ragazzi accampati lì con la loro tenda e i loro fornelletti. Fanno la spesa a Pano, e poi tornano con il barchino. E “vivono” in spiaggia, che alle 17.30, l’orario dell’ultimo barchino, si svuota. Rimangono soli, anzi no: restano con il mare e le stelle, fino all’indomani mattina, quando un altro barchino svuoterà sulla spiaggia altri turisti. Oltre ai nudisti, potreste ritrovarvi sulla spiaggia (soprattutto a Nerò) qualche capretta: Kato è interamente loro, a parte i pastori e qualche villetta che pare non dare segni di vita. Attenzione, quindi, a cosa lasciate sull’asciugamano (cibo, intendo).

Il Pinguino non c’è stato, ma ha sentito parlare molto bene della spiagga di Deti, oltre – ma non sa quanto – Oi Lakoi, direzione ovest, una spiaggiona prima di Nerò (peraltro, è segnata nella cartina dell’isola, così come almeno altre due, ma sul come raggiungerle l’unica cosa da fare è chiedere al personale del barchino, ad esempio).

Gli orari del barchino

Giornaliero. Parte dal molo dei traghetti, di fronte al bar del porto, vicino al cartellone dove troverete tutti gli orari. Si paga a bordo, non rilasciano biglietto, 5 euro andata e ritorno a persona, i bambini 2,50. Vi permette di salire e scendere a piacimento, nel senso che se vi stufate dopo due ore di Finikas e volete vedere Porì, potete riprendere la barca senza pagare di nuovo il biglietto che è, appunto, giornaliero. Lo stesso discorso vale anche al contrario.

Dal porto (ferma a Finikas, Fanos, Italida, Porì): alle 12, 14, 16, 18;

da Porì: alle 12.30, 14.30, 16.30. 18.30;

Sempre dallo stesso posto e sempre ogni giorno, parte un altro barchino verso Kato Koufonissi. Fa due fermate: vicino alla chiesetta di Panaghia (10-15 minuti di traversata) e alla spiaggiona di Nerò (20-25 minuti).

Dal porto: alle 11, 13, 15, 17, 20.

Da Kato: alle 11.30, 13.30, 15.30, 17.30. 20.15, 23. Attenzione: ultimo ritorno da Nerò alle 17.30; dalla taverna di Panaghia ultimo ritorno alle 23.

Biciclette

Obiettivamente, al Pinguino sembra inutile noleggiare la due ruote. Primo: perché per andare alle spiagge, se proprio non volete camminare, c’è il barchino: costa uguale, e fate meno fatica. Secondo: per andare dove, visto che non ci sono strade e che tutta Koufo è lì, tra quelle 366 anime? Ad ogni modo ci sono due posti che le noleggiano: spalle alla spiaggia, sulla destra, all’inizio della strada che porta alle altre spiaggie, c’è – proprio all’angolo della strada – un negozietto che vende un po’ di tutto che le noleggia, 5 euro al giorno, le dovete restituire alle 22. Altrimenti, lungo la strada prima di Finikas c’è Vartan Bikes. Con la bici, per andare a Porì, dovete prendere – per evitare la sabbia e lo sterrato della strada costiera – la strada asfaltata interna. Dicono sia un sali e scendi, seppur non lunghissimo….

La pappa

Pesce, pesce, pesce. Appassionati delle lische, sfogatevi. Il Pinguino, a dir la verità, nella manciata di giorni che è stato a Koufonissi, ha testato con il proprio becco esclusivamente Capitan Nikolas e la taverna poco distante, lungo il molo, praticamente sotto il mulino in affitto. Promossi. Tanto per darvi un’idea, da Capitan Nikolas due saraghi di 550 grammi ognuno, 2 insalate – fresche – di polipo, patate, vino e birra 54 euro. Stessa cifra per l’astakomakaronada, gli spaghetti con l’aragosta. Nulla da dire sull’aragosta, ma il sughino degli spaghetti, leggermente scotti, beh, sinceramente non valeva la pena. Killeraggio inutile di un’aragosta e sughetto assai poco di mare. In aggiunta, sempre per i 54 euro pagati, vino, acqua e i marides, piccoli pesciolini fritti, freschissimi. La scelta è comunque amplissima: saraghi, dentici, triglie, ricciole, gamberi, branzini da scegliere, quello che c’è, dentro il locale. Già, qui vi portano quello che scegliete voi in cucina. Guardate, scegliete primo, secondo, contorno, e poi ve lo portano i camerieri (che parlano italiano). Lo pagherete a peso.

L’altra taverna è l’ouzerì Karnaghiò, pesce pescato e freschissimo anche qui, specialissimo il polipo alla brace. Economico oltre che romantico.

Nei bar dell’isola bisogna assolutamente chiedere il rakomelo, liquore che viene utilizzato dagli abitanti del luogo sia come aperitivo che nel dopo pasto: per capirci, al Pinguino ricorda il vin-brulè servito freddo (chiaro no?). In reltà il rakomelo viene preparato con una parte di raki (la grappa greca, bianca, molto forte e non particolarmente secca), una parte di acqua, una parte di miele un cucchiaino di zucchero, chiodi di garofano, cannella e una fetta di limone. Il tutto viene fatto bollire e mischiato. Viene però servito freddo. Attenzione: non costa poco. Al bar viene servito in bicchierini ma si trova anche in bottiglia al Kolonaki, l’ultimo supermercato sulla destra lungo la salita che dalla spiaggia “cittadina” porta alla strada che attraversa poi tutto il paese: ebbene, sono 10 euro la bottiglia (bottiglia peraltro chiusa con un tappo di sughero appena appoggiato sopra: state attenti, non resisterebbe nemmeno al trasporto in aliscafo! Conviene quindi il travaso in altre bottiglie, magari quelle di plastica dell’acqua…).

Il rakomelo si trova anche nella vicina Naxos nel negozio della cooperativa allevatori dell’isola, sul lungomare principale, però in realtà non è originario nè di Naxos e nemmeno di Koufo: la ricetta nasce infatti ad Amorgos, un’altra delle Cicladi, dove nel monastero di Panagia Hozoviotissa, la patrona dell’isola, i monaci tradizionalmente danno il benvenuto ai pellegrini offrendo loro rakomelo e loukoumades (dolci serviti coperti di miele).

Ferragosto, la festa della Madonna

Le feste tradizionali, se ne avete l’occasione, non perdetele mai. E’ l’occasione di non sentirsi solo un turista ma un viaggiatore che con curiosità e rispetto si avvicina a coloro che lo ospitano. A Koufo, in estate, sono due gli appuntamenti clou: la Festa del pescatore e quella della Madonna a Ferragosto.

La Festa del pescatore si tiene l’ultimo sabato di giugno: si ballano danze tradizionali, si suona e si canta, vengono offerti pesci freschissimi e da bere a tutti. C’è poi, il 20 luglio, la Festa del profeta Elia ma soprattutto, il 15 di agosto, ecco la grande sagra di Ferragosto: tutti gli abitanti di Pano Koufo arrivano in caicco a Kato Koufonissi, alla chiesetta della Madonna. Dopo la messa e la benedizione del pane dei fedeli, viene offerto del cibo a tutti. E al ritorno i cacchi fanno a gara sul mare celeste.

(Il Pinguino è stato a Koufonissi dal 26 al 30 agosto 2010 e dal 31 agosto al 5 settembre 2011 ed è stato accompagnato nel suo soggiorno dalle guide: Isole della Grecia, Rough Guides; Atene e le Isole Greche, Routard; Isole della Grecia, Lonely Planet).

di Donatella Tretjak

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21 Risposte a“Koufonissi, l’isola di capitan Nikolas”

  1. Algon ha detto:

    Ringrazio l’autore di quest’articolo che ci è stato utile nella nostra vacanza a Koufonissi.
    Qualche precisazione:
    Il supermarket dell’anziana e baffuta signora non è il Benetis: il posto non ha un vero e proprio nome. La signora è simpatica ma è una furbastra: con la scusa della bonomia, Italiani/Greci stessa faccia ecc, ha i prezzi più cari, non solo gli ombrelloni ma persino l’acqua.
    Il Benetis è il supermercato più grande e fornito, ma difficile trovare persone più antipatiche. Il migliore resta quindi il Kolonaki: anche lì c’è una vecchietta che è una sagoma, divertente anche se non troppo chiacchierona, e parla persino un po’ d’inglese. È anche quello con la frutta migliore – ottime pesche, uva dolcissima, cetrioli e pomodori saporiti.
    Per gli italiani caffeino-dipendenti: portatevi la moka‼ Il prezzo dell’espresso è una rapina, ma tutte le consumazioni al bar sono abbastanza care. Se vi piace il rakomelo, è la scelta migliore e più economica.
    Il vino “locale” è una tragedia… Si tratta in realtà di orrendo liquido in cartone stile Tavernello, forse peggio, e i prezzi delle bottiglie sono assurdi (minimo 20 Euro) Peccato perché il vino greco, soprattutto il bianco, è eccellente. A Creta per 10/11 euro abbiamo bevuto bianchi fantastici.

    L’unica panetteria dell’isola ha ottime mini-pagnotte (da preferire al pane tutto mollica), buonissimi tortini alle mele e fantastici baklava – purtroppo non li ha fatti più dopo la prima settimana di settembre. Pessima la tortina locale al formaggio dolce (pasta frolla spessa e insapore), inutile la “cake” al cioccolato (un vero mattone). La panettiera brilla per scortesia e depressione, anche se due volte (su 14) ha quasi accennato a un’ombra di sorriso di traverso.

    Capitan Nikolas è certamente la migliore taverna di pesce dell’isola: le figlie del capitano sono di una simpatia unica, il loro sarago è ottimo, ma anche le triglie sono da provare. Il polpo alla brace lo sconsiglio, duro e bruciacchiato. Gli antipasti non sono eccezionali, ma tutto sommato di buona qualità: ottimi soprattutto i peperoni ripieni.
    Melissa non è affatto male ed è più economico rispetto al Capitano: la vecchia Melissa è un altro personaggio da ricordare, contenta come una pasqua se non fumi, fa finta di trattarti male quando chiedi di cambiare tavolo. Il figlio, che sembra un vecchio hippie fuori corso, è davvero una persona gentile ed affabile.

    Grandi delusioni:
    L’ouzerì Karnaghiò: una cameriera beota e scortese. Se il loro calamaro alla griglia è il migliore dell’isola, il polpo domanda vendetta. Duro come marmo (ma lo sanno che bisogna batterlo prima di cuocerlo??) e salatissimo, impossibile da mangiare. Alle mie rimostranze ha risposto che non è aggiunto alcun sale ma lasciato essiccare così com’è – cioè te lo magni così e zitto. 11 euro buttati, serata rovinata.

    Persino peggio l’esperienza all’Oi Atiriastoi. In due siti un buontempone inglese (ma pur’io, che in cucina do retta agli inglesi…) l’ha definito il miglio ristorante delle Cicladi… Avendo quella stessa mattina visto ricci dappertutto tra i fondali e gli scogli della spiagge di Koufo, mi sono lasciato tentare dai (carissimi) spaghetti ai ricci, piatto del giorno. Ho chiesto se potevo averli al dente, e m’han detto di no, ma che comunque erano di gran lunga migliori della media greca.
    Avevamo appena iniziato a mangiare l’antipasto, gamberetti locali fritti (niente male ma pieni di olio) che arrivano subito gli spaghetti! Anche qui protesto, e il ragazzo che serve ai tavoli propone di portarmeli più tardi! Vabbé. Quindi, lascio da parte i gamberi e comincio gli spaghetti mentre i gamberi si raffreddano. Un’ignobile pappa senza sapore. Gli spaghetti erano precucinati e poi riscaldati! La polpa di riccio era sicuramente in scatola, senza sapore, bruciacchiata dopo le varie ricotture e quindi indurita. Il gestore ha avuto il coraggio di una spiegazione fantascientifica per giustificarsi. Statene lontani.

    Ma il miglio ristorante di Koufonissi non è di pesce, ma di carne. Il cibo da Michailos Tavern è buonissimo, cucinato alla perfezione e non costa quasi nulla. Mezzo chilo di capretto alla brace è un sogno, mai mangiato di così buono, ma anche la loro Tomato Pie con formaggio è encomiabile. Per finire, hanno il miglior rakomelo dell’isola.
    Buona Koufo

  2. Algon ha detto:

    Ah dimenticavo: la spiaggia di Deti(s) si trova con facilità a metà strada tra la taverna e Nerò, a circa 15 minuti di cammino dalla prima fermata del barchino – c’è un’unica sentiero, basta seguirlo – prima dell’impegnativo salitone che arriva alla “fattoria” in rovina.
    Attenzione: a settembre spesso il caicco non ferma più a Nerò, che si raggiunge quindi solo a piedi (ma vale sempre la pena). Consiglio: chiedete al Capitan Costas del caicco di passare per l’isolotto di Glafonissi prima di giungere a Kato: grotte e rocce di bellezza unica.

    Tornando a Deti(s), è bell’arco bianco di sabbia e ciottoli, perfettamente riparato dai venti (ideale quando soffia il Meltemi) con acqua azzurrissima. Da lontano il colpo d’occhio è grandioso. I fondali non sono granché, ma per il bagno e la tranquillità è un’ottima spiaggia. Certo, Nerò è un’altra cosa…

  3. lelekos ha detto:

    Ciao a tutti!..io sono stato due anni fa a Donoussa in tenda e quest’anno volevo passare un po’ di tempo in quest’altro paradiso delle cicladi..ma il campeggio libero, non essendoci più una struttura vera e propria, è comunque praticabile a Koufonissi?..perchè anche su Donoussa è teoricamente vietato, ma in realtà tollerato..grazie!:)

    • Il Pinguino ha detto:

      Anche a “Koufo” non è possibile fare campeggio. Almeno ufficialmente. In realtà tra le tamerici che circondano la spiaggia di Fanos qualche tenda ogni tanto si vede. Così come molti ragazzi fanno campeggio superlibero nella spiaggia di Nerò a Kato Koufonissi (dove però non c’è assolutamente nulla, nemmeno una fonte di acqua potabile, se non qualche capra che vaga qua e là).

  4. Angelica ha detto:

    ciao pinguino!
    Bellissimo il tuo racconto di viaggio, l’avrò già letto una decina di volte per imprimermi in mente tutti i meravigliosi posti da visitare, dato che a fine settembre farò anch’io una vacanza in questa meravigliosa isola :)
    Volevo farti una domanda: siccome prenoterò nella cristina’s house, ho letto che c’è una tassa di soggiorno pari allo 0,50%. Per caso sai dirmi come funziona e di cosa si tratta? E se è al giorno oppure sull’intero importo del soggiorno?

    Grazie

    Ciao

    Angelica

    • admin ha detto:

      Scusa il ritardo, ma il Pinguino era in vacanza (e non lontano da Koufonissi)! La tassa è giornaliera ma solitamente è già compresa nel prezzo della camera.
      Buona vacanza
      Il Pinguino

  5. Matteo ha detto:

    Buongiorno Pinguino, ti ringrazio per la tua ottima e completa recensione di questa fantastica isola delle cicladi. Abbiamo prenotato giusto oggi il nostro la nostra camera sull’isola nel mese di Luglio (To Petrino). Parli del fatto di come sia possibile girare l’isola con il caicco, ma pensi sia possibile raggiungere a piedi (in tempi umani) il nord dell’isola? Ho notato la presenza di molte scogliere. Un altra domanda: nelle vicinanze di quest isola, ce ne sono altre che valgono la pena di una visita giornaliera o di trascorrere alcuni giorni di “trasferta” ? =)

    • admin ha detto:

      La spiaggia più “lontana” dal paese, Porì, è raggiungibile anche a piedi, sono circa 4 km lungo un sentiero che corre lungo la costa orientale dell’isola. E’ molto spettacolare ma è meglio avere scarpe comode ed evitare le infradito. Il resto della costa (la parte settentrionale e la parte “alta” della costa occidentale) non ha invece nè spiagge nè spiaggette. Quanto alle altre piccole Cicladi sono raggiungibili con il traghetto Skopelitis. Certamente, potete andare ad esempio a Schinoussa o a Iraklià: partenza la mattina da Koufonissi (verificate gli orari, perché cambiano a seconda dei giorni della settimana) e ritorno al pomeriggio (con partenza da Schinoussa alle 16 e da Iraklià circa 20 minuti prima). Inoltre un barchino porta a Kato Koufonissi, l’isola vicinissima a sud-est, praticamente disabitata (ma in estate è aperta una taverna) e con un paio di spiagge.
      Il Pinguino

  6. Matteo ha detto:

    Ciao a tutti! Utili informazioni ;)

    A metà agosto saremo per due notti a Kato e due notti a a Pano. Da quanto capisco Pano sarà overbooked con un numero di persone spropositato, mentre Kato dovrebbe essere gestibile.
    Entrambe comunque bellissime.

    Stando alle vostre informazioni qual’è la “politica locale” circa il naturismo/nudismo? Giusto per sapermi regolare :D

    • admin ha detto:

      Ciao Matteo,
      a Kato Koufonissi non ci risulta assolutamente che ci siano sistemazioni alberghiere di alcun tipo. Molti giovani comunque fanno campeggio libero nei pressi della spiaggia di Nerò. Sempre in quella spiaggia è tollerato il naturismo/nudismo. A Pano Koufonissi (dove, è vero, nei mesi caldi della stagione è sempre più difficile trovare posto) invece non si pratica naturismo/nudismo: in linea di massima si tenga presente che in Grecia – paese profondamente religioso – non è particolarmente amato il naturismo. Per praticarlo quindi è opportuno verificare che ci si trovi in aree ad esso riservate.

  7. nunzia ha detto:

    Spero un giorno non lontano ke viva in questi posti da favola.bellissimo diario di viaggio

    • nunzia ha detto:

      Dall aeroporto di bari o Brindisi e possibile raggiungere queste isole?

      • admin ha detto:

        Scusa il clamoroso ritardo! Credo soltanto via Roma: Roma – Atene e quindi da Atene o attraverso il traghetto (la Blue Star fa servizio quotidiano, parte dal Pireo alle 17.30) o attraverso l’aereo fino a Naxos e quindi con il traghetto (oltre alla Blue Star servizio quotidiano dello Skopelitis da Naxos alle Piccole Cicladi).
        Ancora scusa il clamoroso ritardo, ma qualcosa non ha funzionato nel programma e non mi ha fatto vedere il tuo intervento dove avrebbe dovuto!

  8. Domenico ha detto:

    Ciao,
    grazie per il bel racconto di viaggio.
    Mi piacerebbe chiederti una cosa: volendo io e la mia compagna soggiornare una settimana , e vista (mi pare di capire) la dimensione micro di questo paradiso esiste la possibilità da koufunissi di fare qualche escursione a pagamento ?

    Grazie e complimenti per il blog

    • admin ha detto:

      Una settimana passerà assai velocemente! In ogni caso, di fronte c’è Kato Koufonissi e c’è una barca che fa servizio spiagge. Ma “giocando” con gli orari dello Skopelitis puoi anche pensare di trascorrere una giornata a Skinoussa: leggi il post

  9. Italia ha detto:

    Ciao, grazie per la tua descrizione.
    Avrei una domanda.
    E’ possibile noleggiare canne da pesca, oppure, i pescatori sono così gentili
    da farti pescare con loro, magri facendo loro anche un regalino!
    Il mio compagno vorrebbe portare la sua canna da pesca, ma per l’imbarco chiedono costi esorbitanti! Grazie per la tua risposta. Italia

    • admin ha detto:

      E’ una domanda alla quale non so rispondere! Mi dispiace molto: chissà, forse qualche altro lettore può aiutarti…

  10. Antonio ha detto:

    Ciao, ti sto scrivendo proprio da Koufonissi, davanti al mare, sulla terrazza dell’hotel Posidonion. Penso perciò di poterti dare informazioni abbastanza dirette… :)
    Da qua ci sono tantissime navi di ogni tipo che ti collegano con le isole vicine, non mi risulta però che ci siano barche che fanno escursioni “private” se non quelle che ti portano a Kato o alle spiagge di Pano.
    Però qui sono tutti talmente gentili e disponibili che magari qualcuno che ti scarrozza lo trovi.
    In quanto alla canna da pesca, noi ne abbiamo portata una piccola in valigia (da stiva), uno dei supermarket vende anche esche, ma stando sulla riva pare che non sia facile prendere “prede” discrete, solo roba piccola, e qua non affittano barche per uscire in mare.
    Una nota di merito per il nostro hotel Posidonion, molto accogliente, in posizione perfetta (è l’unico fronte mare…) e ottimo rapporto qualità prezzo, con 45 euro circa a testa, bed e ricco breakfast, camere con aria condizionata, pulitissime e accoglienti. Noi però abbiamo prenotato a fine marzo, e mi risulta che sia tutto prenotato da tempo. Capisco il motivo! :)
    L’isola è piccola, ma si gira volendo anche a piedi, o con il comodissimo pulmino che fa la spola tra Pori e il villaggio. Oppure con la barca già citata. Penso che tra qualche anno sarà affollatissima, conviene davvero venirci adesso senza aspettare che diventi come – ad esempio – Formentera che nel tempo è stata invasa da una molesta marea di “bipedi vocianti” (cit. Pinguino…). Qua il mare è di un colore indescrivibile e le spiagge ancora abbastanza praticabili: non oso pensare a una distesa di lettini di plastica a mezzo metro di distanza gli uni dagli altri…
    Saluti da questo piccolo paradiso.

    • Antonio ha detto:

      Mi devo correggere riguardo alla possibilità di fare gite “private” in barca: proprio ieri sera sulla cassa del minimarket del centro del paese ho notato una piccola pubblicità di un marinaio locale che offre di fare giri per l’isola con un gommone.

  11. Patrizia ha detto:

    Io ci sono stata 26 anni fa…..trovata per caso mi sono innamorata….non vi potete immaginare come era!!!!! Un sogno..ci siamo tornati l’ anno dopo e ci sarei rimasta a vita….ho riportato indietro un dono bellissimo…mia figlia! Li ho avuto la prima nausea davanti ad un polpo alla brace. L’isola..la spiaggia…il mare..il,sentiero……sono rimasti sempre nel mio cuore….mia figlia è cresciuta e lo scorso anno ci è voluta andare….mi ha mandato le foto, quanti ricordi! Quest’anno dopo 26 anni ci torno anch’io insieme a mia figlia!

  12. Francesco ha detto:

    Koufonissi è semplicemente il miglior posto del mondo… chi ci è stato ci tornerà per sempre… perché la magia di quell’isola è molto forte… ci tornerò per l’ottavo anno consecutivo e non vedo l’ora…non fermatevi alle Taverne più conosciute… ci sono posti più piccoli che sicuramente renderanno la cena più Greca e meno commerciale… inoltre volevo precisare una cosa letta sopra… Venetis è il miglio market dell’isola… Mixalis è il mio miglior amico greco e penso sia la persona più ospitale che abbia mai conosciuto… definirli antipatici vuol dire avere qualche problema…

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