Una passeggiata a Cluj

E’, Cluj, oltre 300mila abitanti, il capoluogo della Transilvania, o almeno una delle città più importanti di quella che è più la grande regione della Romania (diciamo così, che Braşov e Sibiu non si offendono…). Ma, a dispetto dell’immagine un po’… tetra (sì, insomma: draculesca!) che chi non ha mai viaggiato in quelle terre può avere, Cluj è una città vivace, fresca. Merito, soprattutto, delle decine e decine di migliaia di studenti che la frequentano attratti dalle quattro università che ne hanno sede con i loro, complessivamente, 120mila iscritti. E allora tanti giovani lungo le strade e tanti giovani nei numerosissimi bar e nelle non meno numerose trattorie.

Ma a rendere culturalmente frizzante Cluj (il cui nome ufficiale è Cluj-Napoca, che recupera l’origine  latina della città, quasi una medaglia esposta sul petto con orgoglio) è anche il suo essere città multipla. Città prima dacia, poi romana, quindi magiara, sassone e infine rumena e quindi città multietnica (a fianco della maggioranza rumena, vi è una fortissima – oltre il 20% – comunità etnica ungherese, e poi ci sono la minoranza tedesca e quella tzigana) e città multireligiosa, con le sue chiese rumeno ortodosse, cattoliche, greco-cattoliche e luterane. Insomma, non è un caso se ovunque ti volti trovi facoltà universitarie, biblioteche, licei. Licei nei quali, va subito aggiunto, esistono sezioni con lingua d’insegnamento francese oppure italiana (sì, proprio italiana e la qualità dei corsi è altissima vista, anzi sentita, la lingua parlata da chi li ha frequentati). L’aspetto architettonico di Cluj, poi, tradisce senza incertezze il suo essere stata per decenni e decenni parte dell’impero austro-ungarico.

Davvero, quindi, una gran bella città, che merita una visita, magari approfittando dei voli low cost che la collegano a numerose città italiane con la Wizz Air (Bari, Bergamo, Bologna, Forlì, Roma Fiumicino e Treviso).

Una passeggiata attraverso le vie di Cluj che possa permettere un quadro d’insieme sufficientemente completo della città può prendere le mosse da piazza Unirii, quella con al centro la grande statua equestre di Mattia Corvino all’ombra dell’imponente cattedrale cattolica dedicata a San Michele. Mattia Corvino, re d’Ungheria dal 1458 al 1490 nacque proprio a Cluj nel 1443 e a poca distanza da questa piazza si trova ancora oggi la sua casa natale (ci arriveremo quasi alla fine della nostra passeggiata). La vicina cattedrale trecentesca dedicata a San Michele, nella quale si celebra la messa sia in rumeno che in ungherese, è uno dei capolavori dell’architettura gotica in Romania. La torre risale invece all’Ottocento: è in stile neo gotico e ha un’altezza di 80 metri. Piazza Unirii era fino a pochi anni fa completamente verde, ricca di abeti che la rendevano simile a un… bosco. Con la motivazione che le radici minacciavano la solidità della cattedrale, gli alberi sono stati tagliati e la piazza piastrellata. A ricordare la vecchia Napoca è stato ricavato uno spazio coperto da un vetro su un minuscolo spicchio di rovine romane. L’angolo sud-ovest di piazza Unirii, ovvero l’incrocio con strada Napoca e strada Universitatii, è il punto teatro in città degli scontri in occasione della rivoluzione antiregime del dicembre 1989: una lapide a un muro ricorda i morti di quei giorni.

Ma proseguiamo la nostra passeggiata. E imbocchiamo sull’altro lato “basso” della piazza boulevard Eroilor. Anch’esso era caratterizzato dagli alberi al centro, ora tagliati per far spazio alla strada e a un larghissimo marciapiede. E’ in questa via che si trova la Lupa Romana donata a Cluj dalla città di Roma a suggello dell’antico rapporto. Poco oltre, sulla destra, di un bel colore ocra, sbuca tra le case la cattedrale greco-cattolica. E lungo il boulevard si giunge quindi alla grande piazza Avram Iancu, dove troviamo alla nostra sinistra la cattedrale rumeno ortodossa e alla nostra sinistra l’Opera Nazionale. Se capitate da queste parti all’ora della messa (anche nei giorni feriali quando viene celebrata alle 18) affacciatevi all’interno della chiesa ortodossa (realizzata negli anni Venti del Novecento unendo caratteristiche neo rumene e bizantine). E’, quello rumeno, un popolo profondamente religioso e gli ortodossi sono la maggioranza. Così, la chiesa si affolla a ogni messa: donne a sinistra, uomini a destra, ma prima dell’inizio tutti sono in fila per baciare l’icona. Di fronte, si è detto, l’Opera Nazionale, edificio dei primi del Novecento: di sera l’illuminazione le regala un fascino davvero particolare.

Se proseguiamo verso sud tenendo l’Opera sulla sinistra, lungo il marciapiede arriviamo a un incrocio dove troviamo alla nostra destra la medievale Torre dei Sarti. Di fronte un grande, eterno cantiere: è per la costruzione di una grande cattedrale greco-cattolica da dedicare ai martiri della persecuzione da parte del regime comunista. Torniamo leggermente indietro in via Baba Novac (al quale è dedicata una statua davanti alla Torre dei Sarti) per poi imboccare strada Kogălinceanu: sulla sinistra sorge quella che oggi è la chiesa riformata ungherese (la cui costruzione è iniziata nel 1490 per ospitare una congregazione cattolica), davanti alla quale si trova una piccola statua equestre di San Giorgio. È la copia di quella realizzata nel 1373. Proseguendo lungo questa via si giunge alla sede centrale della Babeş Bolyai, la più importante delle quattro università di Cluj, costruita alla fine dell’Ottocento. Si sbuca così in strada Universitatii, e a destra si trova un’altra chiesa cattolica, la chiesa Piarista, la prima di stile barocco della Transilvania. Quasi di fronte invece si apre strada Potaissa, una via che a tratti costeggia le antiche mura della città (che non sono percorribili). E’ il cuore storico della città, ricco di localini per studenti. La strada disegna una curva a destra per poi arrivare ad attraversare strada Napoca.

Proseguendo diritti tra altre sedi universitarie e biblioteche, attraversando anche calea Moţilor si giunge infine a un quadrivio: davanti a voi, sulla sinistra, vedrete il monumento che ricorda i martiri vittime del comunismo e alle sue spalle si apre il grande parco cittadino, il parcu Central. Lungo le strade che si affacciano sul parco si trovano belle ville di inizio Novecento (un po’ in disparte, in via cardinal Hossu anche quella che era la residenza transilvana di uno dei leder comunisti degli anni Cinquanta, Gheorghe Gheorghiu Dej, oggi trasformata in una birreria!) mentre nel cuore del parco, tenuto davvero molto bene, anche una costruzione liberty nella quale si celebrano i matrimoni civili e quello che è il vecchio casinò. Qua e là gazebi dove gli anziani si ritrovano per giocare a scacchi e un laghetto che in inverno viene ghiacciato per essere destinato al pattinaggio. Una curiosità per i calciomani: in fondo a questo parco si trova il nuovissimo stadio Municipale da 23mila posti (o Cluj Arena: quasi un’astronave atterrata nel parco, sacrificando decine e decine di alberi!), dove gioca una delle due squadre cittadine che militano nella serie A rumena, la Universitatea Cluj, che soffre la concorrenza della oggi più forte Cfr Cluj, conosciuta come la squadra dei ferrovieri, che invece gioca allo stadio Rădulescu nel quartiere di Gruia, oltre il fiume Somesul Mic, sulla collina.

Tornando indietro nella nostra passeggiata, dal quadrivio del monumento alle vittime del regime, imbocchiamo via Emil Isac e quindi, a sinistra, strada Daicoviciu che ci porta al Museo della Transilvania (in fase di riorganizzazione: dovrebbe riaprire nel 2014) e quindi nella vicina piazza del Museo, dove, sul lato opposto, si affaccia la chiesa cattolica francescana. Lasciando la piazza, girando a destra lungo la via pedonale (nella quale non mancano bancarelle in legno di oggetti artigianali o alimentari) si giunge alla piazzetta sulla quale si affaccia la casa natale di Mattia Corvino (oggi sede della facoltà di Belle arti): sulla casa ci sono due lapidi rievocative, una delle quali sottolinea – con non poco spirito nazionalistico – il fatto che quello che sarebbe diventato re d’Ungheria era rumeno. Come spesso accade in questi casi, il fatto che Mattia Corvino sia nato proprio lì potrebbe essere solo una leggenda. Di certo, gli abitanti di Cluj vi giurano che è proprio così!

Di fronte alla storica casa si apre via Matei Corvin, uno degli angoli più belli e caratteristici della città (che poi esce su piazza Unirii dove avevamo iniziato la nostra lunga passeggiata), di giorno ricca delle bancarelle degli artigiani e dei venditori di specialità gastronomiche e di sera affollata per la presenza di alcune tra le più caratteristiche trattorie della città, tutte dall’ottima cucina (e dagli ottimi, per noi, prezzi): in particolare, si segnalano il Bitrò Vienna e il “Matei Corvin”. A proposito del mangiare: una cosa che ho capito durante i miei viaggi in Romania è che i rumeni non hanno un orario per mangiare. Mangiano quando… hanno fame. Capaci quindi di saltare pranzo (ma fanno abbondanti colazioni) così come di mettersi a tavola alle 11 del mattino (mi è capitato!) oppure di andare a magiare l’unico vero pasto della giornata attorno alle 17.30/18 così come di mettersi a tavola letteralmente a fine giornata…

Ma al di là dei bizzarri orari per i pasti, Cluj è stata una delle tante belle sorprese avute dal Pinguino nel corso dei suoi viaggi. Si è detto: l’immagine della città è data dal suo passato austroungarico e dalla larga presenza di studenti, la sua vivacità culturale poggia sulle sue Università e sui suoi licei oltre che sulla ricchezza di varietà etniche e religiose. Davvero una simpatica alternativa ad altre, ben più celebrate mete turistiche, ottimo punto di partenza alla scoperta della Transilvania e della Romania tutta. A proposito, se vi serve un interprete a Cluj contattateci: potremo fornirvi il contatto con una ex studentessa del locale liceo italiano davvero molto brava!

Guido Barella

(Il pinguino si è recato a Cluj l’ultima volta nel marzo 2013 dormendo all’hotel Confort, appena fuori dal centro storico ma, come premette il nome, molto confortevole)

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Una Risposta a“Una passeggiata a Cluj”

  1. Bella presentazione, interessato a una visita a Cluj a giugno 2016 ma vorrei contattare un interprete.
    Grazie

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