Manuale sentimentale dell’isola di Kos (di Diego Zandel)

Un atto d’amore. Nei confronti di Anna, la moglie prematuramente scomparsa che dell’isola era originaria per parte di madre. E nei confronti dell’isola stessa, Kos, vissuta sin a partire dal 1969, ma lontano dai palazzoni degli alberghi all-inclusive e dalle taverne trasformate in pub inglesi con la tv sintonizzata continuamente sulla Premier League di Kardamena (che peraltro allora nemmeno c’erano, ma che ha visto crescere, anzi esplodere negli anni). Ecco “Manuale sentimentale dell’isola di Kos (come trovare il Paradiso)” l’ultimo libro di Diego Zandel (Oltre edizioni, 355 pagine, 16 euro). Tuffarsi in queste pagine è un’esperienza che regala emozioni sincere. Perché ritrovi la Grecia insulare degli anni Settanta e anche se non l’hai vissuta, beh, provi subito una sana nostalgia. Soprattutto se quella stessa Grecia insulare è stata deturpata in alcuni suoi angoli proprio come è capitato a Kos (si pensi – oltre che a Kardamena – anche, ad esempio, alla zona di Lambi, la periferia alberghiera del capoluogo) e non è invece capitato ad altre sorelle in questo più fortunate. E allora è dolce immergersi nelle vicende della famiglia Xenicos (con Despina, la mamma di Anna, e poi zio Yorgos e zio Andreas, e zia Iannulla e zia Stavrulla) e del villaggio di Asfendiou, grazie alla scrittura piacevole e innamorata (appunto: della moglie e delle persone, oltre che dei luoghi che animano questo presepe) di Zandel. E poi il libro offre all’autore anche l’occasione per ricordare la presenza italiana sull’isola, l’occupazione di Kos – ribattezzata Coo – e di tutto il Dodecanneso tra il 1912 e il 1947, con, nel 1943, la tragedia dell’esecuzione dei militari italiani per mano tedesca in una vicenda simile a quella di Cefalonia: là, nello Jonio, vittima la divisione Acqui, qua, nel Dodecanneso la divisione Regina. E così lo scritto di Zandel svela coin straordinaria passione i segreti dell’isola, tra la sua storia (altrettanto segreta, nel senso di poco conosciuta…) e la sua gente (straordinaria nella sua semplicità, così sincera, così greca…), offrendo di fatto una guida “vera” al viaggiatore che si appresta a sbarcare sull’isola, regalandogli le chiavi per entrare nel cuore di Kos. E non solo di Kos, visto lo spazio offerto anche alle isole vicine, frequentate dalla gente del Dodecanneso soprattutto per motivi religiosi, processioni e riti vari, e dunque svelate a loro volta nella loro anima più intima. (g.bar.)

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