Caceres, cuore estremeño

Caceres è il capoluogo dell’Estremadura settentrionale e certamente una delle cittadine più belle e cariche di fascino dell’intera regione, unendo la vivacità tipica delle città universitarie al suo essere, in tutto e per tutto, cuore della tradizione estremeña. E a sua volta cuore della città è la Ciudad Monumental racchiusa dentro le mura, conservatasi fino a oggi così come era nel XVI secolo. Con un unico grande problema… Lo vedremo presto.

Ciudad Monumental

Dalla grande Plaza Mayor si sale la larga scalinata, si supera l’Arco de la Estrella e ci si ritrova come per magia proiettati al 1500. Chiese. Torri. Palazzi. E viuzze piccine picciò. Una meraviglia. Però… Però se di giorno la Città Monumentale è comunque viva, di notte, invece, muore. Perché qua, a parte in un’unica via lungo le mura perimetrali, non ci abita nessuno. E’ stata una scelta precisa dell’Amministrazione locale. I palazzi sono per lo più sede di facoltà universitarie, oppure di uffici dell’amministrazione provinciale o ancora della diocesi o delle banche. Quindi comunque trafficati di giorno, quando anche sono numerosi i turisti che ci passano. Ma di sera… Di sera, con i fanali che proiettano una luce giallognola, nel silenzio in cui ogni passo sull’acciottolato rimbomba, ti aspetti da un momento all’altro che da dietro un palazzo spunti un cavaliere!

Durante la visita della Città Monumentale non avete comunque che l’imbarazzo della scelta tra quanto c’è da vedere. E allora proviamo un riassunto quanto più completo possibile. Iniziando dalla cattedrale dedicata a Santa Maria, secolo XV, stile gotico: di grande fascino la pala d’altare nella cappella di Santa Rita in cedro intagliato, risalente al XVI secolo.

Alle sinistra della cattedrale arrivando dall’Arco de la Estrella c’è il Palacio Carvajal: ospita, appena entrati, una sorta di grande plastico della Ciudad Monumental e, sempre al piano terra, l’ufficio del turismo dove rivolgersi per qualsiasi informazione. Semplicemente delizioso è però il giardino cinto dalle mura del palazzo alle spalle proprio dell’ufficio turistico.

A destra della cattedrale invece, oltre gli uffici della Provincia, il Palacio de los Golfines de Abajo, ovviamente anche questo del XVI secolo. Oggi, estintasi peraltro solo da pochissimi anni la famiglia Golfin, viene gestito da una Fondazione che ne cura i beni sia a Madrid che qua a Caceres. Il palazzo può essere visitato (solo visita guidata, ingresso ogni ora dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 18.30, chiuso il lunedì; domenica solo fino alle 13) e i suoi arredi sono (ovviamente) assolutamente ricchissimi. Diciamo che la visita, al di là degli arazzi grandi come pareti intere o di vasi o lampadari spettacolari, restituisce l’ambiente di vita di una nobile famiglia degli anni Trenta – e fino ai Cinquanta direi – del secolo scorso. Perché, attenzione: questo palazzo comunque ospitava anche la famiglia reale in occasione delle sue visite a Caceres.

Ma questo non è l’unico palazzo de los Golfines della Ciudad Monumental di Caceres. E attenzione a non fare confusione. Perché a un certo punto della sua storia la famiglia Golfin si divise. E in calle de los Olmos 2 si trova dunque Palacio de los Golfines de Arriba. Che non è visitabile. Ma è entrato nella storia di Spagna in quanto è qua che nel 1936 il generale Franco venne dichiarato Capo dello Stato. (E così anche si capisce perché non è il caso di fare confusione tra i due palazzi…)

Ma torniamo indietro. Proseguendo oltre il Palacio de los Golfines de Abajo, si sbuca in piazza San Giorgio, sotto la quale (cuesta del Marques 4) si può visitare un’abitazione araba, la casa museo Yussuf Al-Borch. Ma in piazza San Giorgio si trova la chiesa dedicata a San Francesco Saverio, al cui interno è ospitato una sorta di museo del presepe con tanti, tantissimi piccoli “belen” provenienti da ogni angolo del mondo. Un inno alla dolcezza. E poi dal campanile – si arriva con una scala a chiocciola assai stretta – si gode di una gran vista.

Salendo ancora si arriva in piazza San Matteo, la più grande all’interno della Città Monumentale. Alla sinistra si affaccia il Museo di Caceres, ospitato in un palazzo che sorge dove un tempo era stato eretto il castello musulmano. Nel Museo è assai interessante, a giudizio del Pinguino, soprattutto la sezione etnografica. Se da piazza San Matteo invece svoltate a destra, si arriva proprio in faccia al palazzo de los Golfines de Arriba. Da qua tornando verso l’Arco de la Estrella vi capiterà di vedere all’angolo di un palazzo l’insegna con l’effige di una scimmia incatenata. Siete all’incrocio tra Calle Cuesta de Aldare e Calle del Mono (e “mono” significa proprio scimmia). Secondo la leggenda, proprio in quel palazzo vivevano un anziano navigatore/esploratore e la sua sposa, molto più giovane di lui. Lui, geloso, voleva che la moglie, in sua assenza, non uscisse di casa, rimanendo chiusa nel palazzo. Durante uno dei suoi viaggi, comprò dunque per la moglie una scimmia affinché le facesse compagnia. Ma la donna aveva già conosciuto (e preferiva…) la compagnia di un altro uomo (un servo? un cavaliere? la leggenda ha diverse versioni) dal quale ebbe un figlio. La scimmia, gelosa, uccise il bimbo, e con lui anche tutti gli altri abitanti del palazzo. Mentre la donna morì soffocata dalle sue stesse grida. Il marito fece dunque scolpire sulle mura del palazzo la propria immagine, quella della moglie impazzita e quella della scimmia, incatenata alle scale.

Fuori le mura

Caceres non è però solo la Città Monumentale. Sarebbe un vero peccato non solo non abbandonarsi all’ozio ai tavolini di uno dei bar di plaza Mayor, ma anche il non passeggiare lungo le vie che dalla stessa plaza Mayor si dipartono ma anche. E allora non tralasciate di percorrere calle de la Cruz (che alla plaza è parallela) oppure calle Paneras (con i suoi spettacolari negozi di prosciutti e di altre specialità alimentari), e poi calle Pintores che “esce” dalla piazza parallela alla Gran Via a lato del Municipio. E percorrendo la Gran Via poi si giunge in plaza San Juan e alla chiesa di San Juan Bautista. E’ lì che troverete tra l’altro le statue in bronzo alla venditrice di giornali e ai figuranti incapucciati ( i “nazarenos”) della Settimana Santa. A proposito di Settimana Santa: a Caceres viene vissuta con grande intensità, con le processioni animate da confraternite secolari ed esecuzioni di musiche sacre. In particolare, di grande suggestione l’esecuzione per strada di “saetas”, brani dedicati alle immagini sacre, appunto brevi come saette. Ma, si assicura in città, uno dei momenti più emozionanti si raggiunge nella notte del Mercoledì Santo con la processione che accompagna il Cristo Nero, una scultura del XIV secolo che sfila in strada avvolto in un silenzio assoluto.

Camminando camminando, poi, raggiungete il Centro culturale San Francesco, in ronda de San Francisco (siamo nella zona degli ospedali). Oggi ospita un centro congressi, una scuola di musica, diverse attività culturali. E, così come il vicino palazzo Julia Murillo, offre alloggio a un numero straordinario di cicogne. Andatele a trovare!

Dove dormire

Il Pinguino ha soggiornato nelle sue due visite alla città all’Alameda Palacete, calle General Maragallo 45: si tratta di una palazzina a due piani molto elegante come camere molto graziose. Un solo lato negativo: la colazione è decisamente da evitare, molto meglio concedersela ai tavolini di uno dei bar di Plaza Mayor

Dove mangiare

Il ricordo più bello è quello relativo al Figòn de Eustaquio: “figòn” significa locanda di bassa qualità, ma in realtà qua è esattamente il contrario… I locali che lo ospitano sono assai caratteristici, il clima è caldo, il personale efficiente e il menu da ricordare. Si respira davvero il culto della tradizione. Il prezzo è adeguato alla qualità del cibo. Bene comunque si mangia anche al vicino Taperia Iberico: ricordo ancora le ottime migas assaggiate qua!

Cosa acquistare. E dove.

In plaza Mayor, sotto i portici sul lato opposto alla Città Monumentale si è da poco trasferito (prima aveva sede praticamente di fronte, ai piedi delle mura) un ottimo negozio di “souvenir” alimentari. Straordinari i formaggi (da assaggiare il formaggio ovino lavorato con i peperoni), ottimi i prosciutti e gli insaccati vari, da collezione le confezioni di latta del pimenton… Specialità alimentari anche in un paio di negozi da visitare in calle Paneras, praticamente l’uno di fronte all’altro: all’angolo con calle Moret si trova El Siglo mentre l’altro è la charcuterìa Los Ibericos ed è collegato alla vicina omonima Taperia Los Ibericos (che non ha niente a che fare con la Taperia Iberico citata più sopra). Se invece cercate souvenir, diciamo così, più tradizionali raggiungete la vicina calle Pintores dove troverete il ben fornito Arte&Souvenirs, negozio di prodotti extremeñi e di artigianato regionale.

Guido Barella

Guarda la gellery: http://www.ilpinguinoviaggiatore.it/caceres-la-gallery/

(Ultima visita a Caceres nell’aprile 2019)

 

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