Berlino, quel muro che non divide più

Non pensavo che Berlino potesse attirare molti turisti italiani. Così, quando questa estate mi sono trovato circondato da tanti connazionali, devo essere sincero: è stata una sorpresa. Una sorpresa piacevole perché dopo tante esperienze non troppo felici del passato, finalmente da alcuni anni vedo che in Germania, a Nord come a Sud, ma anche in Austria e in Svizzera, non c’è più quell’avversione preconcetta (per non dire astio) o, quando andava bene, quell’ironia nei nostri confronti che francamente non era il massimo da sopportare. Detto questo sul clima che si respira, Berlino è proprio una gran bella città. Grande, con i suoi 3,4 milioni di abitanti distribuiti su 900 chilometri quadrati (giusto per rendere l’idea un quadrato di 30 chilometri di lato o, se volete, un rettangolo di 22 chilometri per 40). Bella con l’attualità della sua storia legata al Muro, con i suoi musei e i suoi teatri, con le differenze ancora marcate tra Ovest e Est, con la creatività dei migliori architetti del mondo che hanno potuto dar libero sfogo alla loro fantasia. Da gustare con le centinaia di ristoranti etnici. Da vivere con la sua atmosfera festaiola mai sopra le righe.

Non starò qui a dire cosa andare a vedere, perché per questo ci sono le guide. C’è poi un bel sito ufficiale da visitare, www.visitberlin.de con pagine anche in italiano, ricco di informazioni. Cercherò invece di fornire qualche indicazione utile per chi volesse programmarvi un soggiorno.

Quando andare

Berlino è una città, andateci quando volete. Non è come la montagna o il mare d’estate che quando piove non si sa mai cosa fare. D’estate fa caldo, d’inverno freddo come in qualsiasi città sopra le Alpi, le giornate sono più o meno lunghe a seconda della stagione, pioggia e sole vanno e vengono con rapidità come in tutto il Nord Europa privo di catene di monti a frenare le nuvole che arrivano veloci dall’Atlantico. Non importa, con tutto quel che c’è da vedere le giornate vi passeranno anche troppo in fretta, un po’ al chiuso un po’ all’aperto.

Come arrivare

Se non trovate un aereo diretto, cercate di fare scalo a Monaco, in alternativa a Francoforte. Da lì avrete almeno un aereo all’ora per Berlino. Io ci sono arrivato anche in macchina (da Trieste), 1.100 km tutti d’un fiato, 10 ore, di cui una e mezza complessiva di soste per benzina, sgranchirsi le gambe, panino, plim plim.

La benzina costa come in Italia, ma ne hanno di tre tipi: 90, 95 e 98 ottani. Per le prime due il prezzo è lo stesso, la terza costa un po’ di più. La benzina che utilizziamo in Italia è a 95 ottani, la 90 serve per le macchine più vecchie con poca compressione. Con la 98 volerete sulle autostrade tedesche gratuite, a tre corsie, sicure e senza limiti di velocità. Quando però trovate un limite non fate i furbi, rispettatelo, sennò sono dolori.

Per entrare a Berlino in  macchina serve avere un contrassegno adesivo rotondo che, a seconda del colore, comprova l’omologazione (Euro 4, Euro 3 ecc.). Vale anche per altre città in Germania. E’ rilasciato (costo da 5 a 15 euro, durata non specificata, possibile ordinarlo on-line, informazioni in italiano www.visitberlin.de/italiano/it_broschuere_umweltzone.pdf 

dietro presentazione del libretto di circolazione da parecchie stazioni di servizio, officine autorizzate, società di misurazione delle emissioni di gas di scarico.

Come muoversi

Berlino ha una metropolitana (U-Bahn), una ferrovia leggera che raggiunge le zone più periferiche (S-Bahn), una rete di autobus e qualche tram (solo a Est). Vi sono diverse combinazioni di biglietti, che consentono di utilizzare indifferentemente qualsiasi mezzo. Quello normale costa 2 euro, vale 2 ore e abbraccia quasi tutta la città, periferia compresa. Un biglietto a 1,20 euro consente di fare tre fermate con la metro o 6 col bus. Per i gruppi è molto comodo il biglietto giornaliero per cinque persone a 15,90 euro. Se si vuol andare a Potsdam bisogna prendere un biglietto un po’ più caro perché è fuori mano. Ma non serve per l’aeroporto di Tegel, raggiunto da una linea di bus che fa capolinea allo Zoo, nodo centrale del trasporto a Berlino (ex) Ovest. I taxi non sono eccessivamente cari e per brevi tragitti, se si è in più di due persone, possono essere una valida alternativa. Andare a piedi si può, ma le distanze sono consistenti.

Dormire e mangiare

Alberghi e pensioni ce ne sono tantissimi, di tutti i prezzi, li trovate comodamente in Internet. Io ne ho trovato uno (ad agosto) a 200 metri da Kurfurstendamm (abbreviato Ku’damm), centro che più centro non si può, e pagavo 88 euro a notte in 4 persone con la colazione a buffet, camera quadrupla con tv satellitare LCD, disimpegno, bagno con vasca. Hotel-pension Kleist, Darmstaedter Str. 7 D-10707 Berlin ( tel. 0049 30 8814701 fax 0049 30 8814707 hotel-pension-kleist@nikocity.de www.hotel-pension-kleist.de) che mi forniva (a 4 euro al giorno) anche il permesso per posteggiare a pagamento (davanti all’ingresso), perché a Berlino vi scordate parcheggi liberi.

Per mangiare non c’è che da scegliere: vietnamita, thailandese, pizza, messicano, argentino, americano, greco, spagnolo, turco, arabo e tutti quelli che ho dimenticato. In 4 persone se si va per pizza si spende 35/40 euro, se si va per carne 40/50, sempre bevande (birra o Coca Cola) incluse. Non a testa, in quattro! Comunque, se volete farvi spennare, è pieno di ristoranti con cucina internazionale e bottiglie di vino della Mosella.

Per uno spuntino veloce per strada è pieno di chioschi che vendono panini con salsicce (a meno di 2 euro) e patatine fritte e se volete sentirvi come in un telefilm americano non fate altro che entrare in uno dei tanti Starbucks Coffe e uscire con il bicchierone da sorseggiare come Jethro Gibbs, Tony DiNozzo, Abby e McGee in NCIS.

Qualche notizia curiosa

Il Muro è stato demolito, ma sono rimasti in piedi ancora due o tre pezzi, qualche centinaia di metri, come testimonianza. Dove c’era il Muro oggi c’è una traccia che ne ripercorre interamente l’andamento, fatta da una doppia fila di mattoni intervallata ogni tanto da una targhetta in bronzo con la scritta Berliner Mauer 1961-1989.

Da Berlino Ovest (Zoo) potete prendere il bus 100 che fa l’altro capolinea ad Alexanderplatz, cuore pulsante di Berlino Est, passando per una buona parte di luoghi da vedere, dal Tiergarden al Reichstag, dalla porta di Brandeburgo a Unter den Linden, dall’Opera al Duomo. Se prendete il bus 200 vi addentrate a Berlino Est e avrete l’esatta percezione della differenza tra le due parti della città. I semafori con l’alt e l’avanti per i pedoni hanno un omino rosso e uno verde: erano usati a Berlino Est e dopo la caduta del Muro sono stati adottati in tutta la città, diventandone uno dei simboli, tanto che troverete dappertutto gadget con gli omini.

Ad Alexanderplatz merita far la fila per la torre della TV (a pagamento), si sale a oltre 200 metri e si ha una vista di una trentina di chilometri. Merita far la fila anche per la cupola di cristallo progettata da Norman Foster sul Reichstag (ingresso gratuito).

Fa un certo effetto (anche se piuttosto banalmente turisticizzato) il Checkpoint Charlie, l’ultimo posto di passaggio tra Est e Ovest prima della caduta del Muro. Se volete fotografarvi davanti alla casermetta con tanto di sbarra e di sacchetti di sabbia con i tre (vestiti da) soldati – americano, francese e russo – e rispettive bandiere sappiate che vi chiederanno un euro. Del resto se ne stanno lì tutto il giorno e avranno pur diritto a un compenso!

Fuori dai circuiti tradizionali del turismo, merita una visita lo Judisches Museum (Lindenstr. 9), dedicato alla storia degli ebrei. Si tratta di una visita di fortissimo impatto emotivo, sia per i contenuti che per la struttura dell’edificio, con la sua forma a zig-zag che ne ha suggerito il soprannome di blitz (in tedesco fulmine). L’edificio è interamente ricoperto da lastre di zinco e le facciate hanno finestre disposte in modo casuale, sottilissime e di forma allungata, a simboleggiare delle ferite. Il Giardino dell’esilio e la Torre dell’olocausto sono due luoghi che mettono a dura prova l’animo del visitatore.

Infine, lo Zoo di Berlino, famoso per aver dato il titolo a un libro e a un film che però parlavano d’altro, è molto grande, bello l’acquario, ma nel complesso preferisco quello di Monaco di Baviera.

Shopping

I grandi stilisti, i grandi gioiellieri hanno tutti un loro negozio a Berlino e tutti, ma proprio tutti, sono anche presenti al KaDeWe (Kaufhaus des Westens) che chiamare grande magazzino sarebbe diminutivo e che a mio giudizio compete con successo con LaFayette e Harrods. L’ultimo dei sei piani è il trionfo della gastronomia, vi si trovano specialità da tutto il mondo, nessuna richiesta riceverà come risposta “non ce l’abbiamo”. Centri commerciali (come il Sony Center, qui a destra), negozi sportivi (Nike occupa un intero palazzo – Niketown – e anche Adidas è su più piani, uno sotterraneo), abbigliamento per giovani. Non c’è che da scegliere.

Raccomandazioni!!

Se quello che ho scritto non è abbastanza, contattatemi: se potrò vi fornirò ogni altra informazione utile a visitare un posto che prima di andarci mi lasciava indifferente e che ha saputo conquistarmi giorno dopo giorno con garbo, senza gridare, offrendomi molto di più di quanto mi sarei aspettato.

(ultimo viaggio a Berlino dall’11 al 19 agosto 2008)

di Alessandro Bourlot

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