Normandia e Bretagna: mare, natura e storia

Normandia e Bretagna è un viaggio completo, appagante, con natura, mare, fari, le spiagge dello sbarco, città medievali, gente ospitale, cucina eccellente. Eccovi qualche informazione relativa al viaggio intrapreso a cavallo tra giugno e luglio del 2011.

Al di là delle tappe di avvicinamento e di ritorno da Trieste (via Salisburgo, Monaco, Saarbrücken, Metz, Verdun Reims, Rouen), ho preferito prenotare 4/5 giorni in un posto e da lì muovermi, poi spostarmi, altri 4/5 giorni e avanti così. Per dormire ho scelto sempre alberghetti 2 stelle in centro città. Due persone, due colazioni (che in Francia ci sono dappertutto ma vengono sempre conteggiate a parte) e la macchina nel parcheggio dell’albergo, tra gli 80 e i 90 euro a notte (più 80 che 90). Se dormi un po’ fuori, nelle Gites de France, ossia i loro B&B, spendi la metà. Ma dopo una giornata passata in giro, la sera tornavamo in albergo, doccetta e poi aperitivo e a cena. E ritorno rigorosamente a piedi in albergo. In Francia sono inflessibili con chi supera i limiti di alcol guidando, è arresto immediato. Così se volevo permettermi un paio di birre o di bicchieri di vino ho sempre preferito non rischiare. In Francia si mangia un piatto unico, completo. Mia moglie e io ne prendevamo uno a testa, magari anche un piatto in due di formaggi misti o di verdure miste, due dolci, un caffè (io) tre birre grandi e per queste cene (di carne o di pesce e sempre con abbondanti verdure) circa 50/52 euro. Se mangi una sera pizza spendi più o meno uguale perché una Margherita te la fanno pagare 11 euro. Gli uffici turistici funzionano molto bene, nota particolarmente positiva per quello di Brest.

Questo,in sintesi, il viaggio.

Quattro notti a Cabourg, paesino sull’ultima (a destra) delle 5 spiagge dello sbarco, in un alberghetto molto carino che si chiama Le Castel Fleuri (80 euri a notte). Tre giorni per le spiagge dello sbarco, con deviazione per Bayeux (merita assolutamente il museo con l’Arazzo, l’attrazione più importante, che risale al 1066 e narra la storia di Guglielmo il conquistatore) e, sempre a Bayeux, lungo la via principale sotto la cattedrale, se volete comprare reperti della II Guerra mondale, andate al negozio Brocante de Jolies Choses, si trova di tutto, tutto originale, a prezzi contenuti e altri negozi così non ne ho visti in nessuna altra parte. Il titolare parla inglese e ha piacere di conversare con chi si dimostra seriamente interessato. A Omaha Beach il cimitero americano è così famoso che non merita che mi dilunghi. I migliori musei sono a Omaha Beach (Colleville sur Mer), il migliore a Utah Beach (che per me è in assoluto la spiaggia più bella di tutte e cinque), quello inglese ad Arromanches (Musee de Debarquement) così così, uno bellissimo a Sainte Mere Englise, di fronte al quale, sul tetto della chiesa, c’è sempre un paracadute a ricordo di un parà che lì si impigliò durante lo sbarco e venne salvato. A Vierville sur Mer c’è un museo privato dentro un hangar con un sacco di roba ammassata che meriterebbe miglior alloggiamento, tra cui la macchina tedesca Enigma che criptava i messaggi e gli Alleati non riuscirono mai a scoprire la chiave di lettura per decrittarli. Merita un passaggio Benouville, col ponte Pegasus, l’originale a 300 metri da quello attuale in funzione da una quindicina d’anni. A fianco del ponte c’è il caffè Gondree e madame Arlette, che lo gestisce, aveva 4 anni quando arrivarono gli americani e liberarono per primo quel paese. L’incontro con lei è stato emozionante. Lasciatevi assolutamente un giorno libero per andate a nord di Le Havre, a vedere (passando per il ponte sospeso più lungo d’Europa, a pagamento) le falesie di Etretat (il naso dell’elefante), e soprattutto Fecamp, a qualche chilometro, la cosa più bella di tutto il viaggio. Nel paese di Fecamp c’è la distilleria dell’amaro Benedectine, dove ho comprato un paio di bottiglie ma non ho fatto la visita all’abbazia perché i frati mi chiedevano troppi soldi. Esosi!

Tre notti a St Malo, alberghetto anch’esso entro le mura, 80 euro a notte Hotel Le Croiseur, in place de la Poissonnerie. St Malo è splendida, si può fare a piedi in giro delle mura. Un giorno gita a Mont Saint Michel (meravigliosa in giugno, un delirio di folla in agosto), un altro a Dinan, cittadina sull’interno a 20 km, fortificata, medioevale, rimasta com’era con passaggio di ritorno alla spiaggia di Dinar, dove chi ha il coraggio fa il bagno, acqua a 14 gradi.

Cinque notti a Brest, estremo ovest della Bretagna, albergo Gents de Mer, sul lungomare/lungoporto. Il posto migliore per comprare di tutto (e di più) è proprio 200 metri prima di questo albergo, si chiama Roi de Bretagne: mangiare, bere, abbigliamento tipico marinaro, souvenir di ogni genere, tutto di altissima qualità. A Brest un giorno visita alla fortezza col museo della marineria (le guide la sottovalutano, invece è interessante) e pomeriggio visita alla base navale militare (le guide la sopravvalutano). Un giorno gita meravigliosa, imperdibile, dalle 8 di mattina alle 8 di sera all’Ile d’Ouessant, 2 ore e mezzo di barca per arrivarci e altrettanto per ritornare (prenotare almeno il giorno prima sul molo di fronte al Roi de Bretagne da dove parte la nave e c’è l’ufficio della compagnia). Una miriade di fari lungo il percorso e sull’isola un paio, tra cui Creac’h, bellissimo. Come arrivi sull’isola ti aspettano i bus, con 3,5 euro ti portano al capoluogo e ritorno alla sera, ma con 15 euro, dopo averti sbarcato al capoluogo (che dista 4 km dal porticciolo) dopo un paio d’ore ti prendono e ti fanno fare il giro per tutta l’isola prima di riportarti all’imbarco. Merita quest’ultima soluzione (alternativa, affittano lì delle biciclette, ma tenete presente che l’isola è tutta un saliscendi, bisogna essere allenati). A Brest un altro giorno va per visitare Oceanopolis (mezza giornata poi magari un giretto per la città), acquario con un ascensore che scorre lungo la vasca degli squali (ho visto Genova, questo è molto più ricco e grande per quel che riguarda la parte tropicale) e un altro giorno gita (anche questa imperdibile) su un’altra isola, l’Ile Vierge (prenotazione all’ufficio informazioni di Brest), dove c’è il faro custodito più alto d’Europa, 92 metri, 400 gradini. Fatica ripagata. Per arrivarci da Brest si passa da Portsall, dove nel 1978 l’Amoco Cadiz, petroliera, si incagliò e sparse il suo carico di greggio lungo 350 km di costa. Ci hanno messo vent’anni per pulire tutto e adesso è uno spettacolo. Qui a Brest e in tutti i posti che ho descritto capisci cosa sono le maree di 8/10, anche 12 metri. Una cosa difficile da descrivere.

Notizie sparse: il sole (a giugno) tramonta verso le 23. La più bella cattedrale che ho visto è a Reims, quella di Rouen non ha lo stesso fascino pur conservando al suo interno la tomba con il cuore di Re Riccardo Cuor di Leone. Carte di credito e bancomat accettati dappertutto, Bancomat in ogni luogo.

Penso di aver detto abbastanza.

Buon viaggio, divertitevi, vi auguro solo ben tempo, perché i posti sono meravigliosi, la gente simpaticissima e disponibile (si vede che quelli con la puzza al naso non sono né normanni né bretoni), si mangia sempre bene. La benzina costava come in Italia, il diesel 10 cent. in meno, almeno. Le autostrade sono care. Il traffico è ordinato, autovelox dappertutto, polizia che controlla anche abbastanza, non bere se guidate, rispettate alla lettera i limiti di velocità anche dove le stradine sembrano improbabili e abbandonate. Bevetevi alla mia salute qualche Pastisse prima di cena e qualche Calvados per digerire. E rilassatevi, perché siete nel posto giusto per farlo. Un’ultima chicca: a Mont Saint Michel, prima di arrivarci fermatevi alla fabbrica di biscotti – Bisquiterie de Mont Saint Michel - lungo la strada un paio di km prima dell’isola/penisola: ve ne porterete una buona scorta a casa, dopo averli assaggiati sul posto…

di Alessandro Bourlot

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2 Risposte a“Normandia e Bretagna: mare, natura e storia”

  1. Un bel articolo per descrivere la nostra regione. Grazie di parlare della Normandia ai nostri amici italiani…che saranno sempre i benvenuti!

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