Natale (e non solo) in Carinzia

Land di confine, primo assaggio di mondo tedesco appena oltre Tarvisio e il Friuli, la Carinzia è terra orgogliosamente legata alle tradizioni. E l’Avvento diventa così, a Klagenfurt, a Villach (Villaco), a Velden e in tutti i paesini delle valli uno dei momenti più attesi dell’anno con i mercatini di Natale che regalano una vera e propria immersione in un’atmosfera carica di magia: nelle baracchine in legno che li animano si trovano lavori in legno (belle le decorazioni da appendere all’albero di Natale), oggetti dell’artigianato popolare, guanti, maglioni, ciabatte, caldi manicotti e quant’altro in lana, miele e prodotti vari dell’alveare, le delicatessen della golosa pasticceria locale… Una curiosità: ovunque si trova – un gadget da comprare come ricordo – la tazza con il logo del mercatino locale. Tazza da riempire, ovviamente, con un profumato vin brulé (vino rosso, cannella, chiodi di garofano, buccia d’arancia, limone e molto zucchero), o deliziosi punch, o grappe (che buona quella all’albicocca!). Vi scaldate con il liquido, e con pochi euro in più (2 euro e mezzo), vi potete portare a casa – o regalare – delle belle tazze austriache!

I mercatini di Natale

Klagenfurt ( www.klagenfurt-tourismus.at ), a meno di mezz’ora di autostrada dal confine di Tarvisio, è il capoluogo della Carinzia: il suo mercatino di Natale in Neuer Platz (quella del Municipio, il palazzo dei conti Rosenberg costruito nel 1650 in stile rinascimentale, e della statua del Drago, emblema della città) è diventato anno dopo anno un teatro che mette in scena le tradizioni del land. L’inaugurazione del mercatino avviene tra fanfare, cori e discorsi ufficiali. Ma uno degli avvenimenti più attesi si svolge già a fine novembre (solitamente l’ultimo sabato del mese) con una delle più grandi sfilate di krampus, le terrificanti maschere di diavoli dei boschi, di tutta l’Austria: sfilano infatti almeno un migliaio di krampus, divisi nelle compagnie provenienti da tutti i paesi della Carinzia lungo un percorso di un chilometro e mezzo che attraversa il centro cittadino durante il quale le maschere si divertono a prendere di mira i bambini (e le ragazze) del pubblico. E i krampus tornano in scena anche il 5 dicembre accompagnando San Nicolò per la tradizionale distribuzione dei regali ai bambini.

Villach ( www.villach.at ) è la seconda città della Carinzia: qua, il mercatino di Natale viene allestito attorno alla chiesa parrocchiale nel cuore della città. Molto suggestivo è poi il mercatino di Velden ( www.veldener-advent.at , www.velden.it ) affacciata sulla riva meridionale del Woerthersee, la cittadina si immerge nel clima natalizio durante i quattro fine settimana del periodo natalizio (apertura del mercatino: venerdì dalle 15 alle 20, sabato dalle 11 alle 21 e domenica e 8 dicembre dalle 11 alle 20). Ad accogliere i visitatori, nelle acque del lago, la grande corona dell’Avvento galleggiante, centinaia di lucine che illuminano le notti d’inverno davanti al castello. E, nella valle del Gail, l’appuntamento è a Kotschach-Mauthen dove il mercatino viene allestito nella piazza davanti al duomo aperto dalle 11 alle 21 in dicembre dal 6 all’8, il 14 e il 20 e 21 dicembre: tra gli appuntamenti di contorno escursioni in carrozza trainata da cavalli e poi cori e bande per l’accompagnamento musicale, decorazioni per l’albero di Natale, speck, formaggio e miele…

Non solo Natale

Klagenfurt, Villach, Velden, l’intera area del Woerthersee (assolutamente delizioso è il paesotto di Maria Worth) hanno puntato molte delle proprie carte negli ultimi anni sullo sviluppo del turismo. Magari hanno dato l’etichetta di “evento” anche a ciò che “evento” proprio non è (il turista comunque non ha mai l’impressione di essere accalappiato, anzi), ma lasciarsi coccolare dalla semplicità carinziana è assolutamente delizioso ed è un piacere senza stagione.

Klagenfurt e il Woerthersee

E’ bello passeggiare nelle zone pedonali di Klagenfurt (le prime di tutta l’Austria: Kramergasse è stata chiusa alle auto già nel 1961), scendere lungo Alter Platz osservando le vetrine (da non perdere una sosta al negozio di porcellane e servizi di piatti e bicchieri per la casa – con decorazioni natalizie assolutamente deliziose!!! – Hause Sakotnik, al civico 5), risalire verso la Landhaus, il palazzo del governatore del Land, fermarsi all’angolo con la Wienergasse a osservare il faccione del “Garzone di fornaio”, legato alla leggenda sull’origine della città (un tempo un garzone di fornaio venne giustiziato a causa di un presunto furto, ma più tardi venne riconosciuta la sua innocenza: la cittadinanza stabilì allora – a ricordo della vicenda e a monito futuro – di chiamare la propria città Klagenfurt, “guado dei lamenti”). Oppure raggiungere il giardino botanico dedicato alla flora alpina della Carinzia e al cui interno si trova anche il Museo dell’industria mineraria (una galleria di 500 metri con esposti minerali e circa 10mila macchinari e utensili). I più piccoli possono divertirsi al Minimundus (alla periferia della città, sulla riva nord del lago, vicino all’università e al nuovo stadio). Attenzione, però: se è un piacere passeggiare lungo le vie del centro storico di Klagenfurt, molto meno piacevole (per il portafoglio) è parcheggiare nel park sotterraneo di Neuer Platz (quella del mercatino di Natale e con il drago): le tariffe orarie sono da vera e propria rapina organizzata… Insomma, meglio cercare nelle vie laterali (comunque a pagamento, ma decisamente meno da carta di credito…), anche se non è facile.

Castelli

Non male poi l’idea di un tour dei castelli della zona del lago (magari in bicicletta nella bella stagione), Hallegg (in estate pensione per turisti), Seltenheim (proprietà privata), Mageregg (di proprietà dell’associazione cacciatori, ospita un locale pubblico), Ehrenhausen (proprietà privata), il castello di Kalkenberg (ospita un locale pubblico), St Georgen am Sandhof e, sul Milstattersee, Sommeregg, che ospita quello che viene annunciato come il più grande museo dell’Europa centrale dedicato alla tortura con oltre 70 pezzi in esposizione. ( www.klagenfurt-tourismus.at )

Battello e treno d’epoca

Altre due idee carinziane, da tenere presente se capita l’occasione di fare un salto da queste parti in estate: la gita in battello sul Woerthersee (da maggio al 5 ottobre cinque partenze al giorno da Klagenfurt, nel mese di ottobre si viaggia solo nei giorni 7, 10, 12, 14, 17, 19, 21, 24 e 26 due volte al giorno: verificare date, orari e prezzi sul sito www.woertherseeschifffahrt.at ). Oppure la gita nostalgica in pullman d’epoca e treno a vapore con visita guidata al Museo della tecnica di Freilach: normalmente la gita viene effettuata nei sabati di luglio e agosto. Per le iniziative sul Woerthersee consultare il sito www.woerthersee.com .

Terme

Proposte senza stagione sono poi quelle termali: da Villach (con le terme di Warmbad) a Bad Kleinkirchheim e a Bad Bleiberg ( www.carinzia.at , www.warmbad.com , www.bkk.at , www.bad-bleiberg.at ) non c’è che l’imbarazzo della scelta. E guai a pensare alle terme come luoghi pallosissimi per vecchietti malati: ormai tutte le piscine offrono veri e propri giochi d’acqua, oltre a tutte le offerte del wellness. Per non dimenticare i self service per gustare wienerschnitzel e frankfurter (la bisteccona impanata, la nostra milanese, insomma, e i wurstel) bevendo una Villacher bier in costume e accappatoio…

Sport

Infine, un’ultima idea: se volete immergervi nel clima sportivo carinziano, andate a Klagenfurt o a Villach a vedere una partita di hockey su ghiaccio. Le squadre delle due città (Kac e Vsv) militano nella serie A austriaca: da gustare è il derby per comprendere come ci si può divertire anche senza insultarsi, bevendo birra e mangiando frankfurter… (Una volta, gennaio 2010, l’hanno anche giocato, il derby intendo, al nuovo stadio di calcio di Klagenfurt, montando la pista di ghiaccio al centro del campo: ma non è stato un gran successo, dalle tribune era dura vedere il disco con il quale si gioca!)  Per i calendari delle partite consultare il sito della lega ( www.erstebankliga.at ) o dei due club ( www.kac.at e www.ecvsv.at ).

di Guido Barella

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