Karpathos, i Caraibi nell’Egeo

No, no. Non ero proprio convinta di Karpathos. Non per il mare (la Grecia non delude mai…), non per le spiagge (idem), ma per il vento (un “borino” costante), per i pochi paesini da visitare (e invece Olympos ne vale tre), per la concentrazione di alberghi e taverne tutte lì, nel capoluogo – Pigàdia – e nella nostra baia, Amoopì, a soli 7 km da Pigàdia.

E invece. Invece, questi 15 giorni mi sono entrati nel cuore, tanto che dodici, ventiquattro e trentasei mesi dopo ho voluto tornarci.

Non lasciatevi deprimere appena atterrati: l’aeroporto (che era) poco più grande di una tenda da campeggio (sigh, adesso – ovvero dopo l’estate 2009 – ce n’è uno tutto nuovo ma è così “perfetto”….), il paesaggio arido e un po’ anche squallido attorno all’aeroporto, il vento – e che vento, quello di agosto – che ti sbarluffa gonne e capelli. Andate oltre. Oltre le prime curve, oltre quelle pietre colorate di rosa e di azzurro sulla strada principale (chissà poi perché… nemmeno gli abitanti dell’isola hanno saputo dirmelo!), oltre quelle strade così strette persino per uno scooter, ecco l’azzurro, il celeste, il blu del mare di Karpathos. Ecco la limpidezza, la trasparenza di quell’acqua dove saraghi e orate li potete accarezzare a pochi metri dalla riva, dove le baie – tantissime, bellissime – ti riparano dal forte vento fresco, il meltemi. Dove, davvero, scegliere la spiaggia più bella è un’impresa. Ecco, poi, il profumo, forte, dell’erica, del pino. Il profumo della macchia mediterranea a sud, delle pinete a nord.

E poi, quell’ultimo lembo di terra, a nord, quei 19,5 chilometri di sterrato che ti portano in una Grecia tanto bella e tanto rara, nella Grecia che tutti amiamo e vorremmo si conservasse così com’è, nella sua lentezza, nel suo essere senza tempo e per questo di una bellezza infinita. Lo sterrato di Olympos, 300 anime annidate sul crinale di un monte, è un viaggio nel tempo, un peccato mortale perderlo. Camminare tra le viuzze di questo villaggio annesso al resto del mondo con una strada appena nel 1969 (quando l’uomo, cioé, sbarcava sulla Luna), osservare le donne in costume, con i loro stivali di pelle, ammirare i suoi panorami, i suoi vecchi mulini, tanto vecchi anche per la Grecia del secondo millennio da essere ormai quasi del tutto abbandonati, è come mettere in moto una vecchia cinepresa dell’Istituto Luce e piombare nell’Italia dei primi del Novecento. E’, però, piombare anche nei nostri sogni, accorgersi di una realtà vissuta che non ci piace e di un desiderio di vita da vivere se non proprio lì, in quel minuscolo paesino, altrove ma con la stessa tranquillità, serenità, armonia, pace. Umanità.

Una vacanza in Grecia è sempre lacerante. E’ un humus perfetto per l’invidia. Invidia perché loro, i greci, vivono in Paradiso.

Avvertenza su Karpathos: durante l’estate questo è il regno del meltemi che soffia da NO-O. Spira regolarmente con forza sui 4-7 nodi. Non è che monti tutti i giorni, ma può durare anche per più di dieci giorni consecutivi. A luglio e agosto ha la sua massima intensità. Questo, generalmente, non vuol dire non riuscire ad andare in spiaggia, anzi. Vuol dire però due cose: primo, fate attenzione con lo scooter perché vi sposta; secondo, fate attenzione con il sole (sentire fresco sulla pelle non vuol dire evitare di “rosolarsi”).

Notizie di pubblica utilità

L’isola è lunga 49 km e larga al massimo 11 km (minimo 3).

Per/da Karpathos: in estate – oltre ai voli charter – per/da Atene partono 7 voli della Olympic Airlines (www.olympicairlines.com) alla settimana (da lu a merc si parte da Atene alle 12.15, si arriva a Karpathos alle 13.25, gio ven e sab 12.25-13.35, domenica da Atene si decolla alle 5.40 e si arriva alle 6.50) , così da/per Rodi (voli sette giorni su sette, il martedì e il sabato tre voli al giorno), da/per Creta (si atterra e si decolla a Sitia, 7 giorni su 7, il martedì e il sabato due voli al giorno) e per l’appiccicata isola di Kàsos (il volo di linea più breve del mondo, 15 minuti a 25 euro, 7 giorni su 7, il martedì e il sabato due voli al giorno). Da prenotare con largo anticipo. Se arrivate con l’aereo, sappiate che in aeroporto non troverete né autonoleggio, né autobus pubblici, né sportelli Bancomat. Unico mezzo per muoversi è il taxi, che dovunque vi porti ha tariffe – quasi – fisse (16 o 20 euro rispettivamente da Pigàdia o Amoopì all’aeroporto e viceversa; invece da Pigàdia ad Amoopì e viceversa, 10 euro. Telefono: 0030-22450-22705). Con i charter, in genere non si fanno vedere. Invece – provato di persona – con i voli regolari sì, i tassisti conoscono a memoria gli orari e attendono le loro “prede”. Se decidete per il traghetto, ci sono più scali alla settimana da/per Rodi e altrettanti per il Pireo (19 ore di navigazione) via Milos, Creta e Kàsos. Tutti i traghetti fanno scalo sia a Pigàdia che a nord, a Diafani. I biglietti aereo/traghetto li potete acquistare all’agenzia Possi Travel (tel. 0030-22450-22235, mail possitvl@hotmailcom), sulla parallela del lungomare di Pigàdia (che si chiama Apodìmon Karpathìon). A Pigàdia c’è anche la stazione degli autobus, che girano per tutta la parte meridionale dell’isola (Aperi, Volada, Othos, Piles, Menetes, Arkasa, Finiki e le spiagge di Amoopì e Lefkos). Le corse sono pochine, di domenica non ci sono, e l’orario delle partenze è generalmente affisso alle fermate. L’ufficio del turismo del Comune di Pigàdia ha, sul lungomare (ma in alta stagione), un chiosco: lì potete trovare una guida dell’isola (si paga), mappe e, se capitate a luglio o ad agosto, chiedete il programma degli spettacoli – musica, teatro, marionette – organizzati soprattutto all’anfiteatro (sul lungomare, dalla parte opposta al molo traghetti, sotto la piazza del palazzo della Provincia). Gli spettacoli in genere sono a ingresso libero.

Una buona mappa dell’isola, precisa e con le spiagge segnate, è KARPATHOS-KASSOS della ROAD MAP della TOUBIS (www.toubis.gr, mail: info@toubis.gr). Costa 2 euro e 30, acquistata direttamente a Karpathos (l’abbiamo trovata in albergo). Ad ogni modo, di mappe ce ne sono davvero tante, scegliete soltanto una dove si leggano chiaramente le spiaggette. A proposito di Kasos (o Kassos) il viaggio del Pinguino nell’isolotto lo potete trovare a questo indirizzo: www.ilpinguinoviaggiatore.it/2011/06/kasos-lisola-isolata/

ll Pinguino sia nel 2008 che nel 2009, nel 2010 e nel 2011 (ma abbiamo di prima mano notizie anche relative al 2016) ha soggiornato ad Amoopì, all’Amoopì Bay Hotel (www.amoopibayhotel.com, per contatti il telefono è 0030-22450-81184,81185 da maggio a ottobre, da novembre ad aprile 0030- 22450-81267 o 81313, fax 0030-2240-81105 da maggio a ottobre, mail info@amoopibayhotel.com). Bell’albergo, bella posizione (a 5 minuti a piedi dalla spiaggia), camere fino al 2010 un po’ spartane ma dal 2011 decisamente riammodernate con un profondo intervento di lifting, ma comunque sempre comode per appoggiare borse e valige, frigorifero e aria condizionata a pagamento (rispettivamente, 3 e 6 euro al giorno). L’aria condizionata – almeno nel nostro albergo – direi che è quasi un must: paradossalmente, l’isola è così ventilata, che è impossibile tenere aperta qualche finestra: sbatte tutto! Così, la notte, per non sentire ululare il vento, è stato inevitabile affittare il condizionatore (tenete presente che l’hotel è sulla cima di un promontorio, magari in piano le cose cambiano….). Comunque, sgrunt! Tutte le camere hanno una terrazza. Fa bed and breakfast, colazione abbondante a buffet. Con piscina, snack-bar e possibilità di pranzare e cenare (anche se non è un ristorante…) lì, a bordo piscina. Ah, l’acqua calda: se volete farvi una doccia con l’acquetta calda, cercate di non tornare in camera tardi. Altrimenti, beh, sarà una doccia veramente rigenerante! Siccome ha una solida clientela affezionata ed è inserito in diversi cataloghi di tour operator (tedeschi, austriaci, sloveni, italiani, olandesi), prenotate in anticipo.

Le spiagge

Le spiagge di Karpathos sono pennellate in terra di cielo liquido. Ecco l’elenco di quelle che il Pinguino ha visitato, a bordo di un baldanzoso scooter 150. Dicono che siano le più belle del Dodecaneso… Il Pinguino direbbe dell’Egeo! A Karpathos è la costa orientale a vantare le perle più belle.

- Amoopì: a sud del capoluogo Pigàdia. Una splendida baia ad arco, ampia, ben ventilata e allo stesso tempo protetta dai venti, con il mare che è una tavola. E’ il più importante centro di villeggiatura di Karpathos. Ci sono tre spiagge: quella centrale, di sabbia, è la più grande e affollata. Attrezzata con lettini e ombrelloni (6 euro), ha anche una porzione di spiaggia libera. Ottima per giocare con palla e racchettoni, anche in mare visto che degrada dolcemente e dopo un primo tratto ciottoloso, c’è la sabbia. Super per chi ha bimbi. E’ servita da uno snackbar (non proprio economico, due caffè frappè a 6.40…), a fianco un minimarket (da provare il cestino di frutta, anguria e melone, già tagliuzzati. Porzione abbondantissima per una persona, a 2 euro e 50. Fa anche panini), poi due taverne (una direttamente sulla spiaggia, un’altra poco dietro, la Helios dell’albergo omonimo, caretta) e un po’ più in alto un altro mini-market pieno di materassini e salvagenti per bambini. Poi c’è una spiaggia successiva, raggiungibile a piedi, alla sua sinistra, più piccolina, sempre di sabbia, abbastanza affollata. Attrezzata (6 euro) con taverna e doccia. Ottima per bimbi.

E sulla destra ancora un’altra spiaggia, stretta e lunga, di ciottolini e con un piccolo faraglione davanti, meno frequentata ma attrezzata (6 euro), sotto la taverna Calypso. Si chiama Votsalakia (ciottolini), ed è come entrare in pescheria: questa è la migliore in assoluto di Karpathos per osservare orate, saraghi, pesci coloratissimi (“missoniano” uno verde, azzurro e viola….), il tutto a due passi due dalla spiaggia. Obbligatorio qui maschera e pinne. E scarpini viste le rocce in acqua. E non pensiate di vedere pesciolini micro, qua sono bestiole da superporzione. Spostatevi, andate su e giù per la spiaggia, fino al faraglione: li vedrete mangiare, nuoteranno con voi. E’ fantastico. Anche qui il fondale va giù quasi subito, per i bimbi, dunque, meglio le altre due spiaggine sabbiose.

Tutte e tre comunque hanno l’acqua limpidissima, e il pesce è ovunque, è davvero bello passare la giornata a fare snorkeling. Fate poi una camminata, se volete scattare delle belle foto, su, fino al piccolo promontorio roccioso dominato dalla bianca chiesetta dei Santi Apostoli e, se volete, continuate a camminare lungo la passeggiata che costeggia il mare. Consiglio: Amoopì è una meta fissa per i turisti, le file di ombrelloni non sono affatto tante (in quella ciottolosa appena 2, a volte 3, in quella centrale, la più grande, tre-quattro), meglio – molto meglio – arrivare presto in spiaggia. Vale a dire prima delle 9.45. Per due motivi: primo, perché c’è la brutta abitudine di chi trascorre la vacanza negli alberghi di Amoopì di scendere in spiaggia prima della colazione, abbandonare l’asciugamano sui lettini (che di fatto così sono “prenotati”) e poi farsi vedere ore dopo. Secondo, perché alle 9.45 ecco spuntare il primo pullman zeppo di turisti provenienti da Pigadia. Cercate di anticiparlo, se avete uno scooter o una quattro ruote. Anche perché il must dell’estate 2009 – ma era agosto – era riservare l’ombrellone (ma l’abbiamo visto fare solo ad Amoopì centrale, quella più grande, tranquilli). Sigh, anche l’ombrellone diventa un problema…. Strada asfaltata. A proposito di pullman: il servizio pubblico che vi collega con il capoluogo termina alle 18.

- Achàta: siamo sulla prima baia a nord di Pigàdia, sotto il paesino di Apèri (16 km da Pigàdia, 4 da Aperi). Bellissima. E’ la più selvaggia, fatta di ciottoli, ben ventilata. Qui il mare è verde, a chiudere la piccola baia due rocce enormi che scendono quasi a strapiombo. Al centro di quell’acqua smeraldina, uno scoglietto con tanto di bandierina greca (sgualcita, ma c’è). Vi gironzolano attorno tanti pesci, ottima spiaggia per maschera e tubo. Il fondale è subito profondo, proprio per questo non è indicata per i bambini e non c’è nemmeno un passaggio per passeggini o carrozzine. Attrezzata, costo due lettini e un ombrellone: 6 euro. Altrimenti, poche tamerici offrono la loro ombra (e niente ombra per le auto, comunque). C’è la doccia. Meglio portarsi dietro degli scarpini con la suola di gomma (quelli anti-riccio, per capirci) per entrare in mare. Strada asfaltata, ma fate attenzione a un paio di curve. Attraverserete delle piccole valli con tantissimi pini, e le montagne che svettano sembrano, per quanto sono brulle, quelle di Sergio Leone e dei suoi western. Il profumo dei pini è eccezionale. Per il pranzo, ci sono due taverne (niente di eccezionale), ai due lati della spiaggia: quella a destra della spiaggia, la Taverna Achata, fa anche panini e stuzzichini se cercate uno spuntino (nel menù, tra l’altro, una fresca insalata di frutta, e poi melone e anguria). Caicco da Pigàdia.

- Kirà Panagià: è la baia immediatamente a nord di Achàta (6 km circa di strada), 14 km da Pigàdia. E’ più larga come spiaggia (ciottoli con una striscia sottile di sabbia) e più ampia come baia rispetto ad Achàta, ed è quella più fotografata. Rispetto alle altre spiagge, però, qui c’è poco vento anche quando il meltemi soffia per bene. E’ comunque spettacolare, dominata com’è da una chiesetta con la cupola rossa (anche se le tamerici l’hanno un pochino oscurata). La chiesetta pare sia stata costruita nel 1833 da un capitano la cui nave si era incagliata lì dopo una burrasca. Salite alla chiesetta: sia perché potete trovarvi un ristorantino – The Olive Garden – con una bella vista e non costoso (carne e pesce, particolare il saganaki con la salsa di pomodoro e le cozze, il mussels saganaki, polipo invece da dimenticare), sia perché fare una foto alla chiesetta è un must. Se poi suonate la campana appesa a un albero, allora avrete la certezza di tornare a Karpathos! A destra della chiesetta, poi, una scaletta porta al bar Akropolis (tel e fax 0030-22450-31503): la vista sul mare sottostante, di un celeste splendido, e sulla costa, i promontori successivi, è unica. Si può pranzare, mentre si cena solo su prenotazione (molto, molto romantico). Il bar affitta anche degli studios (in questo caso telefonate allo 0030-22450-23002, cellulare 0030-6977-192829). Ad ogni modo, sono davvero tanti gli affittacamere qui (uno ha anche la piscina). Tenete presente, però, che quando la spiaggia si spopola, siete solo voi, la chiesetta e il mare (per chi davvero non vuole avere molto a che fare con il resto dell’umanità). Di pomeriggio, almeno ad agosto, questa è una delle spiagge che più si riempiono di greci-americani (qui l’emigrazione negli States si è fatta sentire pesantemente, ma è anche bello vedere le seconde e le terze generazioni di ormai non più greci se non nell’aspetto tornare a casa, alle radici…). Diventa un po’ chiassosa, anche se allegra. Spiaggia attrezzata (in questo caso 5 euro per due lettini e un ombrellone), moltissima spiaggia libera, mare con pochi pesci e fondali subito profondi (per cui valgono gli stessi consigli di Achata), e poche tamerici a fare ombra. Vi può capitare però che a metà mattina arrivi il barchino con il pesce fresco per le taverne della spiaggia (noi abbiamo visto portare dei bei saraghetti alla Taverna Sofia, 150 metri dalla spiaggia). Un’altra taverna invece (si chiama N°1) è direttamente sulla spiaggia. Spiaggia che non è per bimbi: troppo caldo e fondali subito troppo profondi per loro. Strada asfaltata, ma fate attenzione alle curve. Consigliati gli scarpini per entrare in acqua. Caicco da Pigàdia.

- Kàto Làkko: è un paradiso. Innanzitutto come ci si arriva: poche centinaia di metri prima della spiaggia di Kirà Panaghià, sulla destra c’è – all’inizio di uno sterrato – una freccia con scritto Mertonas. Prendete quello sterrato (a destra, non in direzione freccia). All’inizio la strada è fattibile, va bene anche un motorino. Poi, prima della discesa, diventa in alcuni tratti veramente impegnativa. Allora, se volete fare le cose per bene ci andate con un 4×4 e problema risolto. Altrimenti, posteggiate il vostro mezzo in uno “slargo” e ci andate a piedi. Non ci sono servizi, quindi acqua e cibo bisogna portarseli dietro. Ci sono però in spiaggia ombrelloni e lettini (ma non cestini per l’immondizia): questo perché ci approdano i barconi da Pigàdia vista la difficoltà di raggiugere la spiaggina sulle 4 e 2 ruote. Che poi sono due, le spiaggette: 10 ombrelloni ciascuna, quella a destra è più soleggiata e sabbiosa, e anche quando il mare è mosso (com’è capitato a noi) è più facile entrare in acqua. Non abbiamo pagato nulla. Se scendete con il 4×4, c’è un comodo spiazzo all’ombra per posteggiare: tra l’altro, vedrete anche delle sedie e un barbecue e in mare un moletto che sta in piedi per miracolo (tutto per il barcone). Appesi, in questa sala da pranzo all’aperto, quello che si è perso in spiaggia: sandali, bicchieri, bottiglie, un orsacchiotto, su un tronco d’albero c’è persino un Babbo Natale. Sono calette incantevoli circondate dai pini. Paradiso della tranquillità, andateci quando non ci vanno i barconi!! In spiaggia e in mare, ciottolini e sabbia. Suggeriti gli scarpini. Caicco da Pigàdia.

- Apellà: la terza perla a nord di Pigàdia (23 km). Nel 2004 è stata eletta, a ragione, la spiaggia più bella del Mediterraneo. Ma è anche quella con minore possibilità di parcheggio, perciò andateci presto (meglio prima delle 10). Spiaggia attrezzata, 6 euro. Fatta di ciottoli e sabbia, ha un mare limpidissimo, cristallino, con rocce che affiorano – senza pericolo – in questa che è una fantastica piscina naturale, con pesci dai colori tropicali. Non è ventosa. Ottima per i bimbi e per giocare! Alle sue spalle, casomai non trovaste un ombrellone libero, c’è un boschetto di pini rinfrescante. E’ tappa anche dei barconi che da Pigàdia portano in giro i turisti per le spiagge più belle assieme ad Achàta e Kirà Panaghià: questi fanno scendere i turisti in fondo alla spiaggia, che comunque è larga, per cui nessun fastidio. Prima di scendere in spiaggia, vi conviene rifornirvi di acqua e viveri: l’unico bar-taverna dei paraggi (fa anche panini, e pure buoni) è piuttosto in alto rispetto alla spiaggia, arrampicarsi all’ora di pranzo, senza vento poi, è una faticaccia. Strada asfaltata. Prima di arrivarci, sulla sinistra, noterete la chiesetta rupestre di San Luca del 1100, con affreschi dello stesso periodo.

Come Amoopì, tanto Achàta, che Kirà Panaghià e Apèlla hanno poche file di ombrelloni rispetto alla loro estensione, e non è proprio il caso di rimanere senza, soprattutto con quel vento che inganna (eccome, se picchia, il sole!): tenetelo presente quando, la sera prima, metterete la sveglia! Avvertenza: con il sole che cala, sulle spiagge della costa orientale al massimo alle 18 sarete già all’ombra.

- Agios Nikolaos: è una piccola spiaggia (13 ombrelloni, 6 euro) della costa orientale, la più lontana da Pigàdia (28 km) prima che inizi lo sterrato per lo splendido paesino di Olympos. Per raggiungerla, c’è una tortuosa strada asfaltata che parte – sulla destra – dal paesino di Spòa. E’ una spiaggia di ghiaia, ciottoli e scogli, il mare è limpidissimo, con i pesci che a pochi centimetri dalla riva sono lì, pronti a essere ammirati. E’ vera, viva, con i barchini dei pescatori agganciati ai moli, quattro case di numero con le vecchiette che cuciono, una taverna e qualche studio, il massimo per chi cerca il più totale isolamento. Chi gestisce la taverna (To Votsalo, il ciottolo in italiano), oltre ad affittare anche lui studios, propone delle gite in motoscafo sulle spiagge vicine, raggiungibili – per il momento – solo via mare (Agios Ioannis, Agnontia, Manari, Nikoladou, Melatha, Poli, Has, Limenari, Hai, Lala, Nati, Kapi…). E sono degli incanti (chi c’è stato consiglia Manari). A saperlo prima… Ad ogni modo, lui si chiama Vasilis e il suo cellulare è 0030-697-4073464. Costo, 15 euro a persona. Ci andate quando volete, gli orari li dettate voi. Lui dice che non porta mai più di due persone sulla stessa spiaggia, per godere appieno – dice – della privacy. Informatevi prima per il pranzo (al sacco? ve lo fa la taverna?)! Per quanto riguarda la taverna, non è economicissima (10 euro un piatto con un calamaro anche se gigante) ma il pesce è fresco (chiedete cos’hanno di giornata!!).

- c’è un’altra Agios Nikolaos, ad Arkàsa (15.5 km da Pigàdia): siamo sul versante occidentale, quello molto più ventilato, con divertenti onde. La spiaggia, di sabbia, è attrezzata (6 euro), magari andate dalla parte opposta a dove c’è – sulla sinistra – il campo di beach volley per avere più pace. Il mare, pur se agitato, non è pericoloso: il fondale, sabbioso, degrada piano e a meno che davvero il vento non sia arrabbiato, si possono passare delle piacevoli ore in acqua a giocare con le onde. Fate solo attenzione ai surfisti e a chi sale sulle tavole: sono molto vicini al bagnasciuga (ma se vi sistemate in fondo sulla destra, il mare sarà tutto per voi!). Bar-taverna direttamente sulla spiaggia. Strada asfaltata.

- Lèfkos: sul versante occidentale dell’isola, è la gita-spiaggia più lontana che potete fare su strada asfaltata (per arrivarci, calcolate circa un’oretta passando per Menetès, Arkàsa e Finìki, la via più breve: da Pigàdia sono 36 km). Villaggio di pescatori (non c’è nulla da vedere), oggi ospita numerosissime taverne e studios (ma c’è anche qualche albergo, si vede che stanno investendo su questa parte dell’isola). La costa forma tre baie che chiudono tre belle spiagge sabbiose. La più famosa è quella centrale, chiusa tra due promontori, una bella spiaggia di sabbia finissima a mezza luna e dal mare, basso e calmo, in cui ci si può specchiare. Poco ventosa, ci si può rinfrancare nel mare-piscina che c’è. Ottima per i bambini, e per giocare con palla e racchettoni, anche in acqua. Attrezzata (6 euro). Non è particolarmente tranquilla in alta stagione, per questo vi consiglio di venire presto (altrimenti, ombrellone a rischio e davvero poche le tamerici a cui chiedere refrigerio). Poi, ce n’è una molto più tranquilla sulla destra, dall’altra parte del piccolo promontorio, attrezzata ma più ventosa, e una terza prima della grande mezza luna, attrezzata pure questa. Strada asfaltata.

- Agios Theodoros: ecco, un altro paradiso in terra. Voi, il mare, un lembo di spiaggia, le barche dei pescatori, una chiesetta e una taverna. Basta. Assolutamente da non perdere. Dov’è?? A sud di Agios Nikolaos (quello di Arkasa). Strada asfaltata. Per arrivarci, vedrete che – se prendete la strada che, a sinistra, da Arkasa vi porta ad Agios Nikolaos – a un certo punto c’è un bivio: a destra andate alla paralìa, la spiaggia di San Nicola, mentre a sinistra c’è proprio il cartello che vi segnala questa spiaggia. Percorrete tutta la striscia di asfalto, spiaggia dopo spiaggia, fino a che vedrete una chiesetta (Agios Theodoros, appunto) con in parte una taverna (che porta lo stesso nome). Proseguendo, un “piazzale” dove posteggiare e di fronte a voi quel panettone di isola è Kasos. Se non ci fosse, parrebbe di essere alla fine del mondo. Affacciatevi dal piazzale e guardate giù la baietta, quel mare verde, con le barche che sembrano sospese in aria tanto l’acqua è cristallina. Unico rischio di disturbo, di tanto in tanto qualche aereo che si alza in volo dal non lontano aeroporto o, come è capitato a noi, l’esercitazione militare con i caccia sopra la testa. Uno sterrato (la parte finale è davvero brutta, non rischiate con le due o le quattro ruote) vi porterà a quella meraviglia. Dieci ombrelloni in tutto, 5 euro per ombrellone e lettini. Ciottoli in spiaggia e al mare, non ci sono però moltissimi pesci: addocchiati comunque saraghi, pesciolini piccoli piccoli e qualche riccio nascosto. Scarpine non fondamentali. Alla fine della spiaggia, a nuoto o a piedi potete raggiungere quella successiva, senza ombrelloni e lettini. Poi a pranzo salite alla taverna (sono 10 minuti a piedi e non è impossibile grazie ad Eolo) dove lavora una famiglia che coraggiosamente si è piazzata lì: 10 tavoli, pesce fresco e buona anche la carne, prezzi … da andarci. Io ho preso pesce fritto: freschissimo, mi è arrivato un piattone con 4 esemplari per 7 euro. E provate anche il formaggio karpaziano: una forma tipo ricotta ma dura, salata, pura capretta. Buonissimo, ma da dividere in due è meglio. Ah, per gli appassionati del caffè frappè: qui l’abbiamo pagato 1,80 euro, sicuramente tra i prezzi più bassi di Karpathos.

-E poi ci sono le spiagge attorno all’aeroporto, – costa sudorientale – affacciate sull’ampia baia (5 km in lunghezza) di Afiartis, tra Amoopì e l’aeroporto. Sono le più ventose, d’altra parte proprio qui si tengono i campionati del mondo di windsurf (Speedsurf World Cup, nel 2008 dal 20 al 26 agosto), e sulla spiaggia di Vathà, la Devil’s Bay (Baia del diavolo), c’è una rinomata scuola di windsurf (e difatti in zona non mancano studios in affitto). A proposito: è vero che qui soffia il vento, e parecchio, ma i principianti del windsurf, così come i bambini, vengono dirottati su una vicina piccola insenatura – la Chicken Bay, la Baia del pollo! – protetta dai venti. Altro particolare: non sono attrezzate (unica eccezione, Damatria) e non vi potete riparare dal sole (e non basta un solido ombrellone perché qui il vento spazza via tutto: quindi, o siete belli abbronzati o fate una toccata e fuga). Però sono decine le calette di sabbia fine dove è difficile trovare anima viva. A causa del vento, l’acqua è generalmente fredda oltre che agitata. L’accesso, comunque, all’inizio è comodo: la strada che costeggia la pista dell’aeroporto è asfaltata e da questa partono gli sterrati – non tutti comodissimi, meglio esplorare con una macchina o un enduro che con uno scooter – che conducono alle calette. Strada abbordabile anche con uno scooter e spiaggia splendida è quella di Diakòftis: se venite da Pigàdia (sono 21 km), seguite le indicazioni per l’aeroporto, svoltate per Arkasa, costeggiate il recinto dell’aeroporto fino a quando – dopo circa 500 m – si vede una tavola da surf; allora svoltate a sinistra e imboccate la strada sterrata che costeggia ancora l’aeroporto e proseguite per circa due km (ci sono comunque dei “segnali” con l’indicazione della spiaggia, la Golden Beach). Come dicevo prima, non è attrezzata e non ci sono taverne. Il Pinguino aveva letto di un unico ristoro, il furgone di un simpatico signore con le sue fantastiche pitta con salsiccia, ma non ha trovato niente e nessuno. Però le seggioline c’erano, anche se accatastate, e il furgone pure. Forse era mattina troppo presto… Se poi tornate indietro dallo sterrato di Diakoftis e andate dritti raggiungerete la spiaggia di Elaaris, altra meraviglia dall’acqua verde smeraldo!

-l’unica eccezione, in quanto a spiaggia attrezzata in zona aeroporto, è Damatrìa (13 km da Pigàdia): 11 ombrelloni, di fronte l’isolotto di Mira, un mare cristallino che è una tavola e un vento che ti porta via. Ciottolosa, il mare – che degrada lentamente – è invece sabbioso. Per raggiungerla, sulla strada che dall’aeroporto porta ad Amoopì, seguite le indicazioni – su una tavola da surf- per l’hotel Poseidon Beach. Breve strada asfaltata, costo 6 euro due lettini e un ombrellone (lasciate stare l’ombrellone fai-da-te, non regge al vento), per mangiare e bere basta risalire alla taverna del Poseidon aperta dalle 13 alle 22 (spettacolare al tramonto).

-gita all’isolotto di Saria: sinceramente, la Pinguina non la consiglia. Perché per vedere un paesino abbandonato e una chiesetta a picco sul mare si può andare anche altrove, e perché soprattutto per camminare su quelle rocce o sei nata capra o devi avere un buon paio di scarpe (e comunque un’ottima dose di acqua). Allora, innanzitutto i costi: ci si arriva con un barcone da Pigadia (grande, regge bene le onde, altrimenti c’è il buon vecchio Travelgum in farmacia a 2,24 euro), costo 23 euro se pagate direttamente a lui a bordo la mattina stessa (o la sera prima), 25 se vi rivolgete alla Possi Travel. Pranzo, o al sacco (e vi arrangiate) o a bordo: con 8 euro avrete un souvlaki di pollo con verdure (si pappa alle 14), pane e, sull’onda del ritorno, una rinfrescante fetta di anguria. Si parte alle 8.30, si fa una sosta a Diafani dopo un’oretta abbondante, si arriva più o meno alle 11, si riparte alle 15.30, poi sosta a Diafani alle 16.15-16.30, per arrivare a Pigadia alle 18. Consigli: se decidete di andare a vedere il paesino abbandonato, scarpe robuste (meglio se da trekking), tanta acqua, e uno zaino leggero (che potrete al limite abbandonare sulla spiaggia, tanto siete solo voi della barca su quello scoglio….).

Osservare la costa di Karpathos è molto affascinante: una costa ruvida, scoscesa, con pochissima vegetazione. Però potrete vedere le numerosissime grotte, in mare e a terra, e – da lontano – le spiagge più famose di Karpathos (Achata, Kira Panaghia, Agios Nikolaos si distinguono benissimo). All’andata, il capitano e la sua mascotte – un adorabile cagnolino tutto pelo nero – vi portano a vedere il braccio di mare – appena 200 metri – che separa Karpathos da Saria. Questo è il regno della foca monaca. Si naviga avanti: tanto Karpathos è ondulata con le sue montagne, tanto Saria è più “monotona”. E poi si sbarca. E qui avete due possibilità: o starvene sulla spiaggia e farvi una bella nuotata in quell’acqua cristallina, o, appunto, arrampicarvi al paesino abbandonato. Seconda opzione? Allora sappiate che quello che state per fare non è un sentiero battuto. E non sono nemmeno ciottoli. Sono sassi, scaraventati giù da un terremoto che ha aperto la montagna. E sarete quasi sempre al sole, per questo è fondamentale l’acqua. Il panorama è bellissimo, passerete praticamente in un canyon, trascorrete due ore – tra salita e discesa – solo voi e la natura. Però è faticoso, anche se il vento vi aiuterà nella scalata al paesino e alla successiva chiesetta. Ed è davvero rischioso per chi non ha le scarpe adatte (c’erano persone con le infradito, non so dirvi se da quel giorno l’isola abbia qualche abitante….). A indicare il cosiddetto sentiero, una freccia azzurra dipinta – più spesso sbiadita – sulle pietre: quella sarà la via per arrivare, dopo 45 minuti di sudore, al paesino (consiglio: meglio se seguite un gruppo organizzato – se c’è – nella scalata, potreste perdervi. Le frecce ci sono, ma la pittura se l’è mangiata il sole). Il timore di cadere non vi farà godere appieno del panorama. Allora, ogni tanto fate delle soste e guardate cosa avete attorno. Altri 20 minuti, e arriverete alla chiesetta interamente bianca che vedevate dalla barca: vi sembrerà di aver scalato 600 metri, in realtà siete appena a 200 metri di altezza. Ma il panorama, da quella chiesetta a strapiombo sul mare (e c’è da chiedersi chi sia che la cura….), è meraviglioso. Prima del paesino, fate caso ai rifugi per le capre (a destra e a sinistra del “sentiero”). Il paesino abbandonato non avrà più di una decina di stavli, rifugi per le capre e “case” per i pastori allo stesso tempo. Una vita durissima. Ormai le casine sono in gran parte dei ruderi, una sola è imbiancata a calce. Mi domando da dove pigliassero l’acqua per sopravvivere e se l’uomo non si fosse adattato così bene da diventare egli stesso capretta! Nel paesino cercate la freccia azzurra (è sbiadita, ma è a fianco di una casa, credo proprio quella imbiancata): saliterete ancora un po’, vedrete il paesino dall’alto dall’altra parte della montagna fino ad arrivare alla chiesetta dalle finestre azzurre e la baia con la motobarca sotto di voi. E’ una grande conquista. Sotto di voi, sulla spiaggia, una baietta dall’acqua cristallina (non moltissimi i pesciotti e qualche riccio solitario), delle tamerici per riposare all’ombra, e attorno delle casette con il tetto circolare, di origine – pare – saracena.

Dalla barchina noterete anche delle arnie: oltre alle capre, sono gli unici esseri viventi le api. Sono di due apicoltori di Olymbos che con il loro barchino vengono a “rubare” il miele (specialità, quello al timo, più raro). Per cui, se trovate miele di timo di Olymbos, sappiate che arriva da quest’isola. Più puro e genuino di così!

In conclusione: se siete a Karpathos una settimana, lasciate stare Saria. Se ci rimanete due, fateci un pensierino (ino, ino…). Non la consiglierei proprio ai bimbi.

I paesini

Karpathos tutta è un’isola legata alle tradizioni, qui scoprirete una Grecia ancora autentica, non massificata né cementata, in cui il tranquillo tran tran quotidiano viene stravolto – ma non troppo – dagli emigrati in Australia, Canada e soprattutto Stati Uniti che in estate tornano in patria, magari con i figli, i nipoti. Non stupitevi, allora, di scovare ville grandiose rispetto alla media dell’isola, o con tetti da neve… Non c’è molto da visitare (a parte lo splendido Olympos), per cui non è proprio l’isola su cui puntare per l’abbinata gita-spiaggia. Qui non vi resta che stendere l’asciugamano e oziare, oziare e oziare sotto il sole.

Karpathos meridionale

Pigàdia (o Kàrpathos): costa orientale, è il capoluogo dell’isola e il porto principale. Non vi aspettate un’architettura cicladica o qualcosa di spettacolarmente greco: purtroppo, vi troverete davanti solo delle case a cubo, o a parallelepipedo, senza moltissimo gusto. Però di sera anche Pigàdia rischia di avere il suo fascino!! La sua baia (Vrontis) è grande, scenografica, la città invece offre poco. Il lungomare – Apodimon Karpathion – è occupato dai ristoranti, la via interna parallela è quella dello shopping assieme all’Odos Dimokratias, questa perpendicolare al porto. Al termine del lungomare, il porto con la banchina dove attraccano i traghetti e da dove partono anche i due barconi ogni giorno per Olympos e altri per le spiagge più belle dell’isola (Achàta, Apèlla, Kirà Panaghià…). La spiaggia cittadina, a nord-ovest, è lunga 4 km (e non mancano hotel, ristoranti, bar; nella prima parte è anche attrezzata di ombrelloni e lettini), ma è la “peggiore”: a Karpathos ce ne sono di molto-molto meglio. Qui, a Pigàdia, sono concentrati tutti i servizi pubblici e non: posta, banche, farmacie, benzinai. Qui, e solo qui. Altra cosa: non è facilissimo trovare i giornali italiani, che arrivano peraltro solo tre giorni alla settimana. Gironzolando, ci sono due edifici che ti colpiscono: il palazzo della Provincia (di Karpathos e Kasos cioé, con a fianco il minuscolo museo archeologico e i tribunali, sulla piazza principale – plateia 5 Oktovriou) che si vede anche dal lungomare (vicino al piccolo anfiteatro), e nei pressi del porticciolo ecco la capitaneria di porto-dogana. Sono tutti edifici del periodo dell’occupazione italiana del Dodecaneso (1912-1944), di chiara architettura fascista. Ma non sono per niente brutti. A proposito di anfiteatro: d’estate, soprattutto tra luglio e agosto, potrete assistere a spettacoli teatrali, musicali, abbiamo sentito perfino dei cori. Fatevi dare dall’ufficio turistico (!), un baracchino sul lungomare che vende anche mappe e guide dell’isola oltre a libri di tutti i generi, il depliant con gli appuntamenti e le manifestazioni sull’isola (è gratuito).

Menetès (8 km da Pigàdia): costa orientale, è un piccolo presepio ad anfiteatro, bello di giorno ma ancora più d’atmosfera di sera. Da vedere la grande chiesa della Dormizione della Madonna, aggrappata alla Roccia sacra (lì un tempo c’era l’acropoli, poi tre chiese). L’icona della Madonna, secondo la tradizione, è miracolosa. Dal suo piazzale è molto bella la vista sulla baia di Pigàdia, a sinistra, e su quella di Amoopì, a destra. E poi una cappella che oggi è un piccolo museo folcloristico, davvero mignon, lungo la strada principale (dopo la chiesa sulla destra per chi viene da Pigàdia, vedrete un palo con la sua indicazione): scendete la scala, e andate a visitarlo. Oltre a un bel pavimento ricamato con i ciottoli ci sono anche delle tenerissime foto d’epoca e gli stivali tanto caratteristici di quest’isola. Lasciate un’offerta, magari… Prima di arrivare a Menetès, alla vostra sinistra, vedrete un monumento, una gradinata con in cima la statua di un soldato: Menetès, vero baluardo della resistenza contro ogni occupatore, fu il primo villaggio a insorgere, nel 1944, contro gli italiani che avevano occupato l’isola 32 anni prima. Menetès è anche il paese dove si fabbrica la lira, strumento tradizionale di Karpathos assieme alla zampogna e al liuto.

Arkàsa: costa occidentale, 18 km da Pigàdia. In età classica e fino in età bizantina, grazie alla sua possente acropoli era un centro importante, per Karpathos. E allora potreste andare a vedere – seguite le indicazioni per l’acropoli o per Paleokastro, quel promontorio roccioso a destra della spiaggia – i mosaici (molto mal tenuti, purtroppo) della basilica paleocristiana di Santa Anastasia (fine V-inizi VI sec. d.C.). Due sue colonne di marmo sono state sistemate nella chiesa di Menetès. Vicino, la chiesetta di Santa Sofia. Qui troverete alberghi, studios, bar, ristoranti: è la vicinanza con la spiaggia – non molto tranquilla in alta stagione – di Agios Nikolaos.

Finìki: costa occidentale, 3 km a nord di Arkàsa (21 km da Pigàdia), è un pittoresco minivillaggio – 80 abitanti – di pescatori con una spiaggietta sabbiosa, con ombrelloni e sdraio. Questo paesino è il punto più vicino all’isola di Kàsos, da qui partono piccole imbarcazioni proprio per Kàsos (30 minuti di mare; altrimenti, per Kàsos c’è il traghetto da Pigàdia, non giornaliero, 14 euro il biglietto. Per la gita in giornata, vista la difficoltà con gli orari del traghetto, conviene la combinazione andata in aereo e ritorno in traghetto. Però è un’alzataccia… non credo convenga molto per una manciata di ore!). Spicca in mezzo al lungomare, su una colonna, un monumento: un caicco con sette uomini. Venne eretto in memoria dei sette giovani isolani che nel 1944 partirono alla volta di Alessandria d’Egitto dove chiesero l’intervento del governo greco in esilio per liberarsi dall’occupazione italiana (ormai tutta l’isola era insorta). Cinque giorni di viaggio su quel barchino da pesca… ritornarono poi con i rinforzi e il 17 ottobre 1944 avvenne la liberazione ufficiale dell’isola. Ci sono appartamenti immobiliati e ottime taverne di pesce che dal mare finisce direttamente in pentola. Fate un giro nel suo piccolo porticciolo, e tra le due-stradine-due del villaggio: vi capiterà, se arrivate in tarda mattinata, di vedere i pescatori offrire le loro casse di pesce freschissimo – e aragoste – alle taverne del paesino.

Karpathos centrale

I paesini dell’interno: sono quattro, e cioé Apèri, Volàda, Othos e Pylès.

Apèri, 8 km a nord di Pigàdia, è uno storico villaggio di Karpathos: fu, infatti, dagli inizi del 1700 e fino al 1892 il centro amministrativo e culturale dell’isola (e tuttora qui ha sede il liceo di Karpathos). E’ anche la sede della diocesi di Karpathos e dell’isola vicina, Kàsos. Case belle, bei giardini, un paese ricco, dicono uno dei più ricchi della Grecia: qui si vive delle rimesse di chi è emigrato negli Stati Uniti. Oppure sono le ville di chi, ormai in pensione, è tornato a casa.

Solo 2 km e si arriva a Volàda, e siamo a 450 metri con una spettacolare vista sul mare. Da qui potete raggiungere l’altopiano del Lastos (Kato Lastos, 975 metri), il monte più alto del Dodecaneso. E da qui un sentiero vi porterà sulla cima più alta del monte Lastos, a Kalì Limni (1215 m). Fatto per i camminatori: occhio alle scorte di acqua, ci vogliono 3 ore! La vista, però, su tutta Karpathos dicono sia stupenda.

Altri 2 km e mezzo, ed eccoci al villaggio più caratteristico e più alto, Othos. Siete a 510 metri. Questo è il paesino del miglior pane, del miglior miele, del miglior vino e della migliore salsiccia (arrostita, a 2 euro, un ottimo spuntino se volete) dell’isola, da assaggiare in una delle due taverne della strada principale. E’ anche il paesino dove c’è un interessante museo del folclore: qui potete vedere come fosse articolata e decorata la casa tradizionale di Karpathos (e fate ben attenzione alla “culla” del neonato). Tra l’altro, ogni cosa è stata donata dagli abitanti di Othos. Merita davvero, perché la casa di Karpathos è un qualcosa che non troverete altrove. La visita è guidata, vi spiegheranno tutto quello che vedete (in inglese). Da non perdere se volete capire Karpathos. Se lo trovate chiuso (dovrebbe essere aperto dalle 10 alle 13, ma così non è stato, almeno per il Pinguino…), allora chiedete al negozio di artigianato (è una casa rossa: ricami a sinistra, oggetti in legno a destra) che si trova a ridosso della strada principale, in alto sulla destra. Lì hanno le chiavi del museo, il biglietto costa 1 euro. Altrimenti, chiedete alle due taverne in paese. Questo è il sito, comunque: www.georgekostetsos.gr (mail: othos@georgekostetsos.gr , tel. 0030-22450-31810, cell. 0030-6974613773). Davanti al bar-taverna Toxotis, il consiglio è di andare a curiosare nel “pantopoleio”, un piccolo e disordinato supermercato, proprio di fronte, gestito da una signora che ha fatto le scuole italiane e che si ricorda ancora qualche canzoncina dei tempi in cui il Dodecaneso era occupato dagli italiani. Tra l’altro, il suo negozio era la sede del comando militare italiano di Othos. “Italiani bravi, mi ricordo ancora le maestre Guerrina e Giuseppina, venivano dalla Puglia…”. Lì potete anche fare degli acquisti, anche se non molto economici: c’è il vino di Othos (3 euro e 50, dolce, tipo Malvasia), l’olio (4 euro mezzo litro), il miele… Certo che non è economico, ma scovare vino, olio e miele di Karpathos non è un’impresa facile, ve lo assicuro.

Altri 4 km e mezzo, ed ecco Pylès. Poco prima di arrivarci, sulla destra, c’è un piccolo spiazzo-parcheggio e una scalinata vi porta in un museo all’aperto (aperto, però, solo la mattina): salendo le scale, troverete l’ovile (con capra, caprone e pecorelle), poi le spiegazioni su come si raccolgono le olive, poi c’è la ricostruzione di una stanza karpathiana con diversi arnesi da cucina, mentre troneggia un mulino a vento ricostruito, che è poi il vostro riferimento dalla strada. Ingresso libero. A questo punto, da Pylès potete decidere se scendere a sud verso Finìki e Arkàsa (una decina di km) o salire a nord, in direzione Lèfkos (15 km), Mesochòri (20 km), o Spòa (26 km, sempre da Pylès).

Mesochòri: costa occidentale, è uno dei vecchi villaggi di Karpathos. Dai suoi 150 metri scruta il mare verso Creta, è un bellissimo balcone bianco sull’azzurro del cielo e del mare. Case bianche senza tegole, terrazze, cortili a ciottoli, vicoli stretti, fiori e ulivi, merita farci una breve passeggiata. Sappiate però che macchina e scooter dovete lasciarli in un posteggio in alto rispetto al paesino. E’ una passeggiata, dunque, in discesa (e poi in salita). Mesochori è la zona dove viene prodotta la maggiore quantità di olio a Karpathos. Anche il vino è famoso, qui.

Spòa: costa orientale, si raggiunge anche facendo la strada costiera da Pigàdia (24 km), molto panoramica ma altrettanto – in alcuni punti – dissestata e stretta. E proprio all’incrocio della strada che da Pigàdia vi porta a Spòa-Olympos o – svoltando a sinistra – a Mesochòri, fermatevi a fare qualche fotografia a quel che rimane dei vecchi mulini a vento. Questo piccolo sito – Anemosmilos, mulino a vento – è proprio davanti a voi. Qualche vecchio mulino ha ancora la ruota. Siete nel punto più stretto dell’isola: appena 6 km dividono la costa occidentale con quella orientale. Torniamo a Spòa: è il più piccolo villaggio di Karpathos. La stradina (forse anche troppo chiamarla stradina…) pedonale (e capirete il perché) attraversa il paesino in mezzo agli orti. Ci sono due kafeneio. Davanti a voi, mulini a vento abbandonati.

Karpathos settentrionale

Olympos: da solo, questo paesino-museo vivente vale il viaggio a Karpathos. Sbuca dalla strada all’improvviso, dietro a una curva te lo ritrovi davanti, magari con una nuvoletta che veloce lo accarezza. E’…. divino. Non a torto, è considerato uno dei villaggi più tradizionali della Grecia tutta. Questo paradiso, però rischia di crollare sotto l’asfalto dello stradone – largo 12 metri – che lo collegherà al mondo. Fino al 1969, questo che era, fino agli anni Cinquanta, il villaggio più abitato dell’isola con i suoi 1500 residenti, aveva un unico, pericoloso sentiero che lo collegava a Spòa e quindi al resto dell’isola: ci potevi andare solo a piedi o, al massimo, a dorso di mulo. E non doveva essere per nulla facile superare tutte quelle montagne, quei promontori a strapiombo sul mare, lottare con un vento che non ti abbandona mai. Altrimenti, l’alternativa erano sei altrettanto scomodi chilometri fino al porticciolo di Diafàni e poi un bel tratto in barca per andare, magari, a Pigàdia. Fuori dal mondo, isolato dalle cime del Profitis Ilias (718 m) e dalla grigia Koryfì (589 m), protetto dalle incursioni di pirati e nemici, ma con tanta acqua e con l’altopiano di Avlona (da vedere) dove coltivare viti, frutta, verdura. Le case del villaggio non avevano comignoli perché non si vedesse il fumo da lontano mentre quelle costruite sul versante occidentale non erano dipinte per non essere viste dal mare. Costruite vicine vicine, sembrano stare in equilibrio tra i burroni, si arrampicano su un lato, stanno sul ciglio del monte e poi giù, verso l’altro lato. Qui e solo qui si parla un dialetto dorico tanto antico quanto raro in Grecia, qui la musica tradizionale è ancora molto diffusa, qui le donne si vestono con gli abiti tradizionali, qui si possono acquistare gli stivali in cuoio rossi o neri, qui si mangiano i migliori makarounes dell’isola, qui assistere alla Pasqua o alla celebrazione di Ferragosto è una cosa indimenticabile, qui è il regno dei mulini a vento (seppur quasi tutti abbandonati), qui è il regno del ricamo. Oggi, a Olympos vivono 400 persone (18 bambini, hanno la scuola fino alle superiori), che diventano 100 in inverno quando in molti si ritirano nella meno fredda Diafàni. Vedrete soprattutto donne: nel Dopoguerra l’emigrazione verso Atene e l’estero si è fatta sentire anche qui. Tuttora gli uomini lavorano oltre mare, mandano a casa i soldi e ritornano solo per le vacanze. Casomai decideste di fermarvi una notte, ci sono stanze in affitto e anche posti dove mangiare. Se volete partecipare a una delle loro feste (ad esempio, Ferragosto), diventa quasi impossibile trovare una camera… Sulla piazza quadrata del villaggio, nel punto più in alto, andate a visitare la chiesa della Dormizione della Madre di Dio, del 1500, ha una bella iconostasi di legno e affreschi. E poi passeggiate tra i vicoli, e andate a mangiare da “O milos”, la taverna costruita a fianco di un mulino (l’unico in funzione).

Consigli per gli acquisti: le donne ricamano l’inverno per, in estate, vendere dei lavori fatti realmente a mano. Il Pinguino ha acquistato dei bellissimi centritavola, più lavorati, più semplici, in cotone e in lino: ha speso dai 15 ai 40 euro, ma sono splendidi! E non vi dico che tovaglie…. Altrimenti, per 4 euro potrete portarvi via dei bellissimi sacchettini cuciti e decorati a mano (da sistemare negli armadi, nei cassetti) con dentro il saponcino (dopo lo potete togliere e lo riempite di lavanda!). Ah, sapere prima pure questo… Oppure: il fazzoletto da testa tipico di Olympos, nero per le donne sposate, bianco per le nubili (un po’ più ricercato, con i fiori costa 20 euro). L’altro artigianato unico che troverete qui sono gli stivali alti fino al ginocchio: fatti a mano, con pelle morbida di montone e suole con pelle di maiale (ma al Pinguino hanno mostrato un paio con la suola fatta con i pneumatici Pirelli!), con la punta colorata di rosso, di nero o di pelle naturale, non fanno sudare. La pelle non è trattata, quindi lascia traspirare. Le donne qui li portano anche in estate (d’altra parte, hanno bisogno di scarpe robuste, i monti, i campi, i sentieri…). Costano, e costano tanto, però: 270 euro. Ci hanno detto che ricevono ordini anche dall’estero, da personaggi importanti. Beh, sono molto belli. Peccato per il prezzo fuori portata per la maggior parte dei comuni mortali! Altri acquisti più economici: il Pinguino ve l’ha già detto, scovare miele, vino e olio di Karpathos è un’impresa. Nei negozi di Pigàdia, nei supermercati troverete piuttosto miele, vino e olio di Creta e di Rodi. Invece se siete a Olympos con una macchina, qui potete fare la spesa! Vi segnalo, in particolare, un negozietto di un ragazzo gentilissimo, Mister Fantastic l’ho chiamato (è innamorato della sua Karpathos, qualsiasi cosa è “fantastic”. Ha ragione!). Trovate tutto di Karpathos: spezie (origano, timo, peperoncini, basilico… ) e tè (2 euro il sacchetto; tè all’ibisco, alla salvia, per la tosse, per lo stomaco, depurativo…), miele (8 euro e 50 il mezzo chilo, 6 euro il vasetto più piccolo: di pino, erica, timo, millefiori), olio (4 euro mezzo litro), olio aromatizzato con peperoncino, rosmarino, origano (5 euro mezzo litro). Si trova sulla viuzza verso il ristorante “O milos” (che peraltro è indicato con un segnale) e si chiama “Natural Olymbos”. La Pinguina, che è in realtà un orsetto quando si tratta di miele, vi consiglia quello al timo: raro da trovare, è squisito anche perché le api se ne stanno sole solette sull’isolotto di Saria, dove non abita anima viva (forse qualche capra). Inquinamento zero. Gnam gnam. Il ragazzo, Makis Halkias, spedisce miele, tè ed erbette ad Atene e quando gli ho chiesto se poteva spedire il miele anche in Italia, mi ha detto subito di sì. Se a qualcuno interessasse questo business mieloso, la sua mail è olymbos_natural@yahoo.gr .

Se poi volete dare un’occhiata a un piccolo museo (indicato pure questo), c’è da andare a vedere la casa del pittore Vassilis Hatzivasilis (1918-2005). A gestire il museo è il figlio. Chi è andato a Lesbo, sappia che è molto simile alla pittura naif di Teofilo. Biglietto: 3 euro. C’è un sito: www.hatzivasili.gr , mail: info@hatzivasili.gr , orario di apertura da aprile a settembre 10.30-16, 18-21.

Ah, passeggiando, non stupitevi se vedrete un sacco appeso con dentro un bambino: è una “culla”. La mamma ci metteva il neonato quando andava a lavorare nei campi: mentre lavorava, appendeva la “culla” al ramo di un albero. 

Per i camminatori: da Olympos, partendo dalla serie dei mulini a vento, parte un sentiero che in 90 minuti vi porta al porticciolo di Diafàni. Sulla strada troverete tutte le indicazioni e l’acqua di cui avrete bisogno.

Prima di partire, ricordatevi di fare il pieno di benzina! Come arrivare a Olympos? Se scegliete di affrontare i 19,5 km di sterrato, andateci o con un 4×4 o con un enduro (ma vi impolvererete all’inverosimile). Alla fine dello sterrato, l’indicazione per Olympos è un po’ nascosta: quando vedrete – alla fine dello sterrato – l’incrocio con una strada asfaltata, allora girate a sinistra. Prima del paese, troverete un parcheggio ampio (ci sono posti anche in un posteggio sopra la strada principale). Calcolate, da Pigàdia, un’ora e mezzo. Altrimenti, via mare, con i due caicchi che partono giornalmente da Pigàdia. Per maggiori informazioni, leggete il capitoletto SCOOTER O AUTO?

Se poi vi serve un bagno ristoratore, a circa metà strada, c’è l’indicazione – un cartello in legno – per Agios Minas: una spiaggia con i sassolini e il mare che diventa subito profondo con, sulla collina, la chiesetta da cui prende il nome. Ovviamente, non è attrezzata, anche se alle spalle c’è una taverna. Comunque, pace totale, quella pace che ne ha fatto meta preferita per giovanissimi campeggiatore che piazzano i loro “igloo” tra le tamerici. Attenti, però, la strada è sterrata e ci sono dei tratti in cui non è facile guidare se non si ha un 4×4. Tanto meno con uno scooter. Però ne vale la pena.

Diafàni: a 8 km da Olympos, è un porticciolo con molte camere in affitto, qualche hotel e diverse taverne. E la possibilità di fare delle gite in barca (ci sono i cartelli dei due caicchi lungo il mini-lungomare) per varie spiagge vicine (Agios Minas con la sua chiesetta, Nati, Forokli, Papà Minàs) , come sull’isolotto abbandonato di Sarìa (la “casa” della foca monaca), o al “fiordo” di Tristomo e alle rovine di Vroukounta. Informatevi prima per il pranzo (al sacco?, autogestito?)! Altrimenti, volete passeggiare e farvi un tuffo? C’è la spiaggia con piccoli ciottoli, pini, oleandri e acque di smeraldo di Vananda, con uno snack-bar. Seguite le indicazioni lungo il sentiero segnalato a nord che passa attraverso una pineta, occorreranno 20-30 minuti. Vi segnalo – ma il Pinguino non c’è stato direttamente – un hotel consigliatogli: si tratta dell’hotel Dorana, il cui sito è www.dorana.gr (telefono estivo: +30 22450 51038,  +30 22450 51038; telefono invernale: +30 22450 23174; fax +30 22450 51038; cellulare +30 6973769167; email: info@dorana.gr oppure doranakarpathos@yahoo.gr. Ci è stato segnalato anche il Balaskas, camere con bagno. Tel: +30 22450 51320,51309, fax +30 22450 51320. Mail: mixalisbal@yahoo.gr .

Avlòna: è il granaio di Olympos da cui dista 6 km, ma ci sono anche molte viti (è di qui la miglior uva dell’isola). Qui comunque viene coltivata la maggior parte dei prodotti agricoli (cereali, legumi, ortaggi) di Karpathos. Le case, 300 e per lo più abbandonate, erano le abitazioni per l’estate quando gli abitanti di Olympos e di Diafani dovevano rimanere qui per la mietitura e la trebbiatura, o per mettere nei magazzini i cereali, la paglia. Sono case molto molto semplici, tutte uguali, con i muretti a secco (che dividono le proprietà) e gli stalli per le pecore: le abitazioni dei contadini poveri sono costruite sul monte, quelle dei ricchi in pianura. Andateci. Anche per aiutare un bar-taverna che affitta camere proprio qui, in questo paesaggio lunare. Vi lascio il recapito: ristorante Avlona, tel. 0030-22450-51046, cell. 0030-6997166280 (Nikos Lentakis). Può essere un’alternativa buona in caso non abbiate trovato posto a Olympos. Certo, siete nel nulla.

Le feste

Olympos: Ferragosto, da vedere, consigliato davvero. I costumi tradizionali degli uomini e delle donne non li scorderete più. E’ la festa più importante dell’isola. Un’altra festa molto sentita a Olympos cade il 28-29 agosto, festa di San Giovanni: si festeggia a Vroukounta, vicino a Olympos, nella grotta di San Giovanni, accanto al mare.

Menetes: qui il 6 agosto è festa grande! Ovviamente, si canta, si balla e c’è da mangiare per tutti. L’appuntamento per questa che è la festa più sentita dell’anno, è nella sala adiacente alla chiesa.

Mesochori: qui l’8 settembre nella chiesa della Madonna della fonte – Panaghia I Vrysiani – si offre la cena e si fa baldoria tutta la notte, con balli e canti tradizionali. Arriva gente da tutta Karpathos e da Kasos.

Cosa e dove mangiare

Il piatto tradizionale di Karpathos sono i makarounes, una specie di pasta di semola tipo gnocchetti sardi soffritti con la cipolla a pezzettini piccoli piccoli con un’abbondante velo di pecorino grattuggiato. Non è un piatto leggerissimo, ma è squisito. Consiglio: molti locali servono questo piatto come antipasto, a circa 4 euro e 50 centesimi. Se non volete appesantirvi troppo, questa mezza porzione può essere una buona soluzione rispetto al piattone normale (che costa dai 7 ai 9 euro). Altra specialità, un dolce, i loukoumades: palline di acqua, farina e sale fritte e poi ricoperte di miele, sesamo o granella di nocciole. Ottime! E poi c’è la fava (purea di ceci, cipolla e olio), la gustosissima sardina, lo “skaros” (un gustosissimo pesce che Lucullo, noto buongustaio, si dice facesse pescare qui per poi poterlo offrire a Roma, nei suoi memorabili banchetti), i “psilokouloura”, le ciambelle di pane ricoperte di sesamo.

La cucina di Karpathos è più una cucina di carne (pecora, capra) che di pesce. Ma scovare pesce fresco non è una missione impossibile. Molte taverne di pesce vengono gestite dai pescatori stessi: lui in barca, moglie in cucina, figli ai tavoli. Certo, le taverne sono semplici semplici e si mangia quello che c’è (non vorrete mica sorbirvi il pesce congelato, no?). Ma il pesciotto che divorerete avrà il profumo del mare.

Costo medio di una pappa a persona, 10 euro (un piatto unico, acqua e frutta che generalmente offre la casa). In molte taverne, con il pane, vi porteranno anche un vaschetta con un delizioso patè di olive e – a volte – anche la gustosa fava.

Pesce

Quello più buono si mangia a Finiki, il villaggio dei pescatori di Karpathos. Provate la grigliata mista e le alici, polpose e non anoressiche come le nostre e molto gustose. Qui, dove si vede anche un bel tramonto, ci sono due ottime taverne: Dimitrio’s, sulla discesa che porta al paese (è il primo che si incontra, sulla destra, dopo aver imboccato il bivio per Finiki). Una grigliata mista per due con tentacolo di polipo alla piastra , 1 sarago, 4 scampi e 1 calamaro gigante, 35 euro. E poi c’è To Nikos, nel centro di Finiki. E’ nell’unica traversa che dal porticciolo va verso l’interno. E’ un pochino più caro di Dimitrio’s e non ha la bella vista aperta sul porticciolo, ma la qualità del pesce è simile (in realtà ogni localino ha il suo pescatore di fiducia, pertanto dovunque andiate a Finiki, con un po’ di accortezza nella scelta, non potete mangiare pesce cattivo…). Altri indirizzi, I Marina e To Dhelfini.

Anche a Lefkos non mancano le barchine dei pescatori. A destra, vicino al piccolo molo, sul promontorio che divide la spiaggia più grande da una seconda più tranquilla troverete, una dietro l’altra, quelle più “vere”, dove lui pesca e lei è ai fornelli. Noi ci siamo trovati bene alla Fisherman’s House (molto molto taverna….): spettacolare l’insalata di polipo fresco bollito. Altrimenti, carina e a poco prezzo è la taverna Blue Sea (subito sopra la spiaggia, verso lo stesso promontorio della Fisherman’ House). Un altro nome sulle guide? La Dramundana, poco prima della Fishermans’ House.

A Pigadia, invece, purtroppo ci è stato riferito che ha chiuso Anna, una taverna proprio sul lungomare (in fondo, sulla destra, vicino al molo dei traghetti, è, anzi: era) il secondo locale che si incontra). Pesce fresco, pescato dal marito di Anna, saraghi, orate, triglie, polipi, gamberetti (da assaporare fritti) che sceglievi tu e Anna te lo cucinava benissimo. Si mangiava quello che c’era, nulla di congelato. E prezzi onesti. Peccato abbia chiuso (notizia arrivataci nell’estate 2016). Consigliate dalle guide anche To Kyma, To Perigiali e I Orea Karpathos, tutte e tre sul lungomare in direzione molo traghetti. Ad Amoopì si mangia bene bene alla Taverna Esperida (sulla strada che porta ad Amoopì ma prima di arrivare alle spiagge). Tutto. Anche il pesce. Vi consiglio di attingere dal menù dei piatti del giorno soprattutto per il pesce (altrimenti, vi dovete accontentare di quello congelato), così la freschezza è assicurata. Orata ai ferri a 12 euro. E non è smilza.

Carne

Per la qualità delle pietanze e per la cortesia la Taverna Esperida di Amoopì (la giovane cameriera non smetterà, dopo ogni piatto, di augurarvi buon appetito, “enjoy your dinner”. E non ne potrete – simpaticamente – più!!) non la batte nessuno. Ottimo tutto: saganaki (formaggio fritto), il Farmer’s dish (una fettona di pane bagnata con olio d’oliva e condita con feta, pomodori a dadini e olive nere), l’Imam (melanzane e cipolle al forno con feta e aglio), la mezza porzione di makarounes (4 euro e 50 centesimi). A fine pappa, frutta o dolcetto in omaggio. Visto che le specialità karpathiane sono di carne, se lo trovate nel menù del giorno approfittate di assaggiare lo stifado – lo spezzatino speziato con cipolla e cotto nel vino rosso – di capra, o l’agnello al cartoccio – kleftikò – cucinato al forno nel pomodoro e ricoperto di formaggio, con patate o – a volte – fagiolini, oppure c’è l’agnello al forno (giouvetsi), a dadini, con la salsa di pomodoro, con della pasta che pare riso. A fianco dell’Esperida, c’è il Four Seasons, consigliato. Si parla bene bene anche delle taverne Calypso e Votsalakia (si scende verso la spiaggia), tutte economiche e della taverna Helios, subito dietro la spiaggia (un po ‘caretta rispetto alla media), così come è consigliata dalle guide la moussaka della taverna Symposio, in una bella posizione panoramica all’incrocio tra la strada che porta ad Ammopi e quella che va all’aeroporto.

Dedicato a chi è patito dell’agnello: il kleftiko più buono il Pinguino l’ha mangiato da Romio’s, sul lungomare di Pigàdia, a sinistra, verso il palazzone di architettura fascista (Provincia e minuscolo museo archeologico) e l’anfiteatro. Tenerissimo. Subito dopo Romio’s, invece, attaccato alla scalinata che porta alla via dello shopping parallela al lungomare, c’è Sofia’s Place: ed è uno spettacolo. Sofia, la proprietaria, deve aver studiato marketing alla Bocconi: dalle 19.30 in poi la sua taverna è l’unica piena zeppa di turisti di tutto il lungomare di Pigàdia. Accaparra in strada tutti, ti saluta stringendoti la mano, a fine pasto ti offre karpouzi (anguria) e loukoumades (i dolcetti con il miele), bacia i bimbi, ti ristringe la mano, urla al povero Angelos (uno dei camerieri) di sparecchiare immediatamente e mentre tu ancora raccogli la borsetta… avanti il prossimo. I suoi non sono tavoli, è un puzzle in continuo movimento: deve farci stare tutti, a costo di riempire ogni millimetro del piccolo locale. E’ divertente, poco da dire. E poi, il suo agnello allo spiedo è squisito. Però non aspettatevi di fare lunghe conversazioni a tavola… Una volta finito di mangiare, beh, siete quasi obbligati a lasciare il posto alla marea di gente che aspetta in coda (ed è l’unico locale dove il Pinguino ha visto gente in coda….). A proposito di agnello: una volta alla settimana la Taverna Vita degli angeli, H zoe ton angelon, lungo la via parallela al lungomare, si mangia l’agnello al forno. Ottimo davvero, arriva – come le verdure – da Olympos ed è tenerissimo. Il piatto è abbondantissimo, perché oltre all’agnello ci sono riso, fagiolini e patate lesse. Fa da piatto unico. Ad ogni modo, due antipasti e due agnelli+ vino e acqua = 32 euro. Se siete fortunati vi servirà Romina (la mamma era una fan di Romina Power). Ragazza simpaticissima, allegra, odia Madonna e adora gli Scorpions e Ramazzotti. Vendono il miele. E avete una bella vista sul lungomare. Spesso e volentieri a richiamare i turisti, due signori forniti di lira e bouzouki. Un concertino davvero piacevole. Altri posticini? La Taverna Sirtaki (con accesso da una via interna perpendicolare al porto): si cena in un giardino interno riparato dal vento, attorno a una fontana un po’ kitsch. Bene anche To Helleniko, in un’altra via interna che corre parallela al porto. Oltre alla saletta che si affaccia sulla strada (da evitare, magari), ha – dietro – un tranquillo pergolato in posizione rialzata (bello) e alcuni tavoli affacciati sulla viuzza laterale. Il piatto misto di pesce, grigliato e gratinato, è chiamato “fisherman’s plate”. Buono il souvlaki, e ottime le sfogliate al formaggio e alla ricotta-spinaci.

Anche a Menetes, che merita comunque una visita, si può spendere poco mangiando bene. Ad esempio, andate all’unica taverna lungo la strada che taglia il paese. Ma, soprattutto, c’è Dionysos, una taverna con un mini-giardino in una stradina interna, vicino a una scalinata. In pratica, il centro di Menetes è piazza 4 Ottobre, lì c’è la Taverna Pertika (c’è un uccellino dipinto sulla loro insegna, una volta alla settimana qui organizzano la serata karpaziana, con musica tradizionale). Seguite le scalette, oltrepassate la pizzeria, e subito dopo vedrete un piccolo giardino con il cancello azzurro, una manciata di tavoli e una scala a chiocciola (oppure salite alla chiesa e guardate il paese, di fronte: lo riconoscete subito, è tutto azzurro con la scala che sale fino al tetto). La particolarità è che la cucina è in alto, al piano superiore della scala a chiocciola, così ogni volta temi per il tuo piatto e per la cameriera-proprietaria, Irini, gentilissima, anche lei figlia di emigranti a New York (e poi tornati). Ottimo lo stifado (lo spezzatino di manzo e agnello), abbondante la moussaka. La scelta non è amplissima, si mangia senza menù, ma sarete contagiati dall’allegria di Irini. Il tutto spendendo in due circa 25 euro. Ah: dentro, chiedendo a Irini, si può vedere com’è arredata una casa karpaziana, o almeno la camera da letto-soggiorno. E’ molto particolare, lei vi spiegherà tutto. Se non avete intenzione di andare a vedere i paesini dell’interno (a Othos, in particolare, c’è proprio una tipica casa-museo karpaziana), è il posto più vicino a Pigàdia e più comodo per avere un assaggio delle tradizioni locali.

Non si può non andare a Olympos e non si può non andare a mangiare alla taverna “O milos”: si trova dentro un mulino (ed è bellissimo vederlo in azione, potete anche curiosarci dentro, è una sorta di piccolo museo ormai con foto d’epoca e vecchi arnesi…) dove si spende poco per mangiare benissimo. Andateci presto, massimo alle 12.30, per due motivi: perché altrimenti non trovate posto (è segnalato su tutte le guide e tutti lo conoscono) e poi perché cucinano quello che hanno. Finito quello, addio! Qui – obbligatorio – dovete mangiare i makarounes, che sono diversi da quelli che mangerete nel resto dell’isola. La pasta è bianca, in questo caso, e sembrano più degli spaghetti ciccioni, insomma, non è pasta corta. Dalla campagna di Avlona, un paesino fantasma lì vicino, arriva la verdura: che sapore! Melanzane, zucchine, carciofi, peperoni…. Andate lì con tanto appetito! E poi, godetevi i loukoumades. Per esempio, proprio di fronte alla chiesa troverete una piccolissima ouzerì con il cartello “Try our loukoumades”. Beh, provateli. Entrate: decine di foto appese alle pareti, il proprietario, un vecchietto rientrato a casa dopo aver vissuto in Oregon, un bancone sul fondo con una mini cucina, sedie e tavoli dove i vecchietti del villaggio giocare a carte. I loukoumdes non li prepara lui. No, quando il Pinguino glieli ha chiesti, lui ha detto “one moment”, e dalla strada è sbucata la gineka – la moglie – che, borbottando, li ha preparati sul momento. Si aspettano 20 minuti, sorseggiando magari un caffè-frappè, ma sono buonissimi. Caldi, un pizzico salati, con tanto tanto miele. Dieci euro per 20 loukoumades e due caffè-frappè. Volendo, è un pranzo. Andateci, quella ouzerì è vera, e poi l’impressione è che non vedano spessissimo turisti stranieri…

Se poi siete in crisi di astinenza di caffè italiano (ma è pieno di illycaffè su Karpathos, tranquilli), allora a Diafàni, il porticciolo di Olympos, andate alla taverna-bar La Gorgona: oltre a pranzare, potrete gustarvi un ottimo caffè fatto con la moka. E questo perché a gestire il ristorantino è Gabriella, una simpaticissima signora toscana che fa la stagione proprio qui.

Oltre a Olympos e Othos, a Pigàdia il Pinguino ha trovato solo un negozietto che vendeva olio, spezie e miele di Karpathos: si chiama Spice of life, e si trova nella via dello shopping, parallela al lungomare.

Scooter o auto?

In motorino girate comodamente tutte le spiagge più famose dell’isola (Amoopì, Lèfkos, Kirà Panagià, Apella, Achàta), tenete però presente che le strade sono quasi sempre battute dal vento e scarsamente o per nulla illuminate di notte. Pertanto, viste anche le salite e le discese dell’isola, non pigliate un motorino – specie se viaggiate in due – sotto i 125 cc (meglio puntare direttamente a un 150cc).

Quello che davvero il Pinguino sconsiglia è di andare a Olympos con lo scooter o con un’auto “normale”. Per un motivo semplice: l’assicurazione completa (tipo Kasko) non copre le parti inferiori dell’auto né i pneumatici e gli specchietti laterali. In pratica gli autonoleggi non si assumono responsabilità nel caso vi avventuriate su strade sterrate. E siccome la strada di Olympos è sterrata, in alcuni punti più facile, in altri più scorbutica, meglio spendere qualche euro in più ma essere tranquilli. Quindi, per Olympos o 4×4 o moto da enduro (però arrivate al paesino non impolverati, di più). Se andate a Olympos in macchina, fatelo di domenica, quando il cantiere per la nuova strada asfaltata è chiuso, altrimenti avete due finestre: fare lo sterrato tra le 12 e le 13 (andata) e dalle 17 (ritorno). Meglio verificare prima gli orari, comunque, potrebbero cambiarli (chiedete agli autonoleggiatori, loro lo sanno di sicuro). Eventualmente, per non pagare il 4×4 o l’enduro, si può arrivare a Olympos via mare con uno dei due barconi che partono da Pigàdia ogni giorno (si parte alle 8.30, si arriva al porto di Diafani alle 10, poi c’è il pullman che vi porta alle 10.15 o alle 11.15 ad Olympos; partenza da Olympos con il pullman alle 13.45 o alle 14.45, da Diafani si parte in mare per Pigàdia alle 16 e si arriva alle 17.30 circa, la durata della crocierina che dipende anche dal mare, costa 23 euro il biglietto per l’adulto, 10 per i bambini dai 6 ai 12 anni). Per info, o andate al porto – la sera, il tardo pomeriggio – e chiedete a bordo dei due caicchi, o andate all’agenzia Possi Travel, che è sulla via parallela al lungomare. Visto il forte vento in estate, il mare è sempre mosso: se soffrite di mal di mare, forse non è consigliabile, anche se dicono che i barconi reggono bene le onde (e poi costeggi tutta la costa che è stupenda). Fate voi, a seconda di quanto forte è il vostro mal di mare (al Pinguino basta un’ondina micro).

ATTENZIONE, novità febbraio 2011: quattro chilometri dello sterrato sono stati asfaltati, 1 da Mesochori verso Olymbos, gli altri 3 da Olymbos verso Mesochori. Sull’isola si dice che – forse – quest’inverno lo sterrato per Olympos verrà interamente asfaltato. Vi conviene informarvi, può darsi che davvero in estate lo stradone sia sufficientemente percorribile e sicuro… Altrimenti, preparatevi a una strada panoramicissima, larga (anche 12 metri) e aperta solo nella settimana di Ferragosto tutto il santo giorno. Da Pigàdia a Olympos calcolate – stando larghi – 1 ora e 30 minuti, 45 sicuramente solo di sterrato (non si va più di 30 km all’ora). Le strade, su tutta l’isola, sono curve e controcurve, quindi non calcolate all’italiana chilometraggio-tempo di percorrenza, si arriva ma con molta, molta calma. Diciamo che su una settimana vi conviene 5 giorni affittare il motorino, e vi godete le spiagge più celebri, mentre gli altri due giorni vi affittate una jeep per Olympos e per le spiagge attorno all’aeroporto o Kato Lakkos (gli sterrati più impegnativi e rischiosi per un motorino). Prezzi: scooter 150cc – ottimo per due , 120 km di autonomia con un pieno. Il Pinguino lo ha noleggiato a Pigàdia nel 2008 da Euromoto (www.euromotokarpathos.com), sullo stradone in direzione Aperi e spiagge più famose. Lo riconoscete perché ha una vecchia moto arrugginita in esposizione ed è il ”concessionario ufficiale” di molti tour operator. Un giorno di noleggio te lo regalano. Per cui, per 7 giorni di scooter ne abbiamo pagati 6: 150 euro+altri 18 (3 euro al dì) per l’assicurazione totale. Quindi, 168 euro in alta stagione (agosto). Nel 2009 invece siamo andati da Pegasus, in centro a Pigadia.

Auto: sia nel 2008 che nel 2009 abbiamo noleggiato per tre giorni un 4×4 Suzuki Jimny (come direbbe mio nonno, un vero e proprio scassametro). Era il modello più costoso dei 4×4 perché era “coperto”, e al Pinguino interessava non mangiare tanta polvere nello sterrato di Olympos. Nel 2008 lo abbiamo noleggiato da Francesca Gatoulis (tel.0030-22450-22747 o 22088, fax 0030-22450-22958), sull’isola la conoscono tutti, il papà era italiano ( www.ilpinguinoviaggiatore.it/2011/06/litaliano-che-illumino-karpathos/ ) e tanto lei quanto suo fratello parlano benissimo la nostra lingua. E difatti con la scusa che noi con l’inglese siamo sempre in difficoltà, segnalata com’è da tutti i viaggiatori italiani su Internet, credo faccia affari d’oro con il Bel Paese. Non lo so, un pochino polli ci siamo sentiti…. E’ a Pigadia, vicino alla stazione degli autobus, all’incrocio tra la strada che scende verso il porto e quella che va verso Aperi: si trova praticamente di fronte a un supermercato. Prezzi: il Pinguino, per il 4×4, ha speso per 3 giorni 191 euro, assicurazione inclusa (in alta stagione). Gatoulis noleggia anche scooter, ma il Pinguino non conosce il prezzo. Se invece noleggiate l’auto almeno 5 giorni, avete incluso 1 giorno di jeep. Ancora: il Jimny Suzuki x 1 settimana a 339 euro. Prezzi praticamente identici dove ci siamo rivolti nel 2009, da Bravo auto. Sull’isola trovate anche Europecar, Hertz, Avis e Sixt. I grandi (Hertz, Avis…) non lo so, ma i piccoli noleggiatori locali non controllano macchina, jeep, scooter, li fanno frullare tutta la stagione estiva e via. Fate attenzione, i controlli non sono proprio il forte dei greci! Altrimenti, si può segnalare Billys Rent a car, ad Amoopì e Pigàdia ( www.billysrentacar.com ) o ad Amoopì Yannis Rent a car (tel/fax 0030-22450-81165). Tanto per darvi un’idea (sono i prezzi di Billy’s) , una Panda 1200-Hyundai Atos-Toyota Aygo in bassa stagione 1 giorno 40 euro, 3 giorni 110 , 1 settimana 250 euro, una jeep Suzuki Jimny 1 giorno 65 euro, 3 giorni 175, 1 settimana 400 euro. Assicurazione inclusa. Dal 1 luglio al 15 settembre, in alta stagione, la Panda costa 50 euro 1 giorno, 135 euro 3 giorni e 315 euro 7 giorni, la jeep 70 euro 1 giorno, 190 euro tre giorni, 430 1 settimana.

Benzina: ci sono solo 4 distributori!!! Due sono uno di fronte all’altro tra Amoopì e Pigàdia, gli altri appena fuori Pigàdia per andare verso Aperi e alle spiagge di Apella, Achàta e Kirà Panagià.

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Il Pinguino è stato a Karpathos nell’agosto 2008 e 2009 e nel giugno 2010 e 20011 viaggiando nel 2008 e nel 2010 con il tour operator sloveno Intelekta ( www.intelekta.si )  che nel corso della stagione estiva organizza voli charter diretti dagli aeroporti di Lubiana e Trieste e nel 2009 con il tour operator, sempre sloveno, Kompas ( www.kompas.it ). Nel suo viaggio è stato accompagnato dalle guide The Dodecanese, Rough guides (11,99 sterline); Isole della Grecia, Rough guides (22 euro); Isole della Grecia, Lonely Planet (23,50 euro); Atene e le isole della Grecia, Le guide Routard (17,50 euro); Karpathos dream beaches, Municipality of Karpathos (5 euro). Su Kasos: www.ilpinguinoviaggiatore.it/2011/06/kasos-lisola-isolata/

di Donatella Tretjak

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45 Risposte a“Karpathos, i Caraibi nell’Egeo”

  1. Gianmaria ha detto:

    Sono appena tornato da Karpathos e le vostre indicazioni mi sono state molto utili. Grazie!
    Qualche piccolo commento:
    - a Finiki ottimo residence per qualità e prezzo il Finiki View e ottimo pesce da Nichos.
    - occhio ai taxisti: come in tutto il mondo tentano di fregarti e, con me, ci sono riusciti.
    - occhio anche all’autonoleggio di Gatoulis: per Olimbos mi ha rifilato una Suzuki Samurai con un pauroso gioco dello sterzo e i freni che, alla prima frenata impegnativa, hanno intraversato la macchina. Francesca Gatoulis, dopo le mie rimostranze, mi ha detto che era uno dei mezzi con cui aveva cominciato l’attività!!
    A Olimbos, con un po’ di attenzione, ci si va con una macchina normale: ottima e divertente la taverna Milos.
    A Pigadia la taverna Elleniki (traversa poco dopo la fontana venendo dal centro, è decisamente buona.
    10 alla taverna Perdika di Menedes: ottima qualità a prezzi decisamente bassi. Anche stando a Pigadia, Finiki o Arkasa vale la pena di andarci. Costas mi offerto a ogni cena carpusi, lukumades e un mezzo bicchiere di grappa.

  2. Gabcat ha detto:

    Cara Pinguina,
    grazie per le tue accurate indicazioni che ci hanno accompagnato in quindici, magnifici giorni alla fine di luglio a Karpathos dove eravamo stati dieci anni fa visitando soltanto la parte a sud-est e Olympos. A proposito noi abbiamo percorso la strada con una Atos : si può fare se si è guidatori esperti e prudentissimi perchè un paio di chilometri sono veramente difficili, altrimenti si va tranquilli con una jeep. Per l’anno prossimo, presumo, non ci sarà nulla da temere. Olympos è molto cambiata rispetto a 10 anni fa e noi abbiamo stentato a riconoscerla, però è sempre suggestiva specialmente nel pomeriggio/sera quando la si visita nella quasi totale assenza di turisti. I prezzi, quasi ovunque, sono lievemente aumentati. Quasi irraggiungibile il pesce : mediamente un pesce non tanto grande, tipo triglia o sarago, viene venduto tra i 7 e gli otto euro e non sempre è fresco! Gli alloggi in alta stagione costano sui trenta euro per uno studio perd ue persone con vista mare. Noi ne abbiamo trovato uno meraviglioso a Mesochori, incantevole paesino (Akropolis). Non c’era un grande affollamento evitando Pigadia e la zona che va verso Kyra Panagia e in spiaggia non eravamo quasi mai più di venti persone, spesso in 4 o 6, ma anche da soli!
    Per il noleggio auto consiglio vivamente Europcar che abbiamo prenotato dall’Italia su Internet spendendo 200 euro a settimana, uno dei prezzi più bassi che si possano trovare, visto che i noleggi locali chiedevano da 40 a 60 euro al giorno per auto piccole. Abbiamo gironzolato varie volte,dappertutto: un’esperienza mistica…ci tornerei domani.
    Grazie ancora!

  3. claudio ha detto:

    A Karphathos per la seconda volta 168\2011–308\2011

    Prima di tutto volevo ringraziarVi per le preziosissime indicazioni fornite, tutto ben spegato e specialmente preciso!

    note utili
    strada per Olympos;ad oggi MANCANO solo 7,5 km di asfalto, il tratto sterrato e’ ricoperto di sassolini piccoli, solo in due punti e’ leggermente impegnativo, ci si arriva tranquillamente con un auto normale…..no problem!

    Attenzione alle strade, guidare con la massima prudenza anche nei punti asfaltati, forte presenza di pietre e animali vaganti, in certi punti poi si trovano strettoie, senza protezione “guard rail” molto impegnative

    Gite alle spiagge
    Diakoftis zona aeroporto (3,5 km di sterrato)…se beccate una giornata poco ventosa….e una meraviglia……unica nota il rumore degli aerei in partenza

    Damatria zona tra aeroporto e Amoopi
    uno spettacolo…Acqua limpidissima, viste murene sulla parte destra…taverna OK sopra la spiaggia

    Agrilopotamos sempre zona aeroporto
    Qui siamo ai Caraibi….nel vero senso della parola!

    Volastakia zona Amoopi
    Questo e il paradiso per lo snorkelling…la dimensione dei saraghi e impressionante,orate e branzini a gogo,tritoni enormi, e murene…il resto non lo scrivo…..ci vorrebbe troppo!!

    Se decidete di visitare le altre spiaggie di Amoopi optate per quella in fondo alla strada sterrata appena dopo piccola Amoopi beach… si chiama Poliou Potami….no taverne,no chiasso,no casino…..solo 8(otto) ombrelloni…e un mare da paura…..acqua cristallina…..uno spettacolo!!! visti pesci giganti!!!

    Achata-Kyra Panaghia-Apella
    visitatele in questo ordine……e non ve ne pentirete! a mio parere la piu bella e Apella….sempre per lo snorkelling, viso e fotografato Tritone gigante

    Aghios Nikolaos sotto Spoa
    Tranquilla spiaggetta con ottima taverna…qui visto e fotografato ben 4(quattro) murene!…se dopo la spiaggia visitate Spoa…non vi pentirete dall’unica taverna che c’e’
    speso poco….mangiato benissimo!

    Vroukunta……qui viene il bello
    accessibile dopo 1 ora a piedi in discesa(bel sentiero) da Avlona, lasciate auto su piazzaletto al centro del paese(?) vicino all’unica taverna che c’e’ e poi proseguite sulla stessa strada fino ad un albero di fico enorme, li trovate indicazioni sentiero ben marcato fino a Vroukunta, Vedere le Tombe Doriche,i ruderi del villaggio antico,e la chiesa che si trova al termine del promontorio. bellissima perche scavata in una grotta….eccc..eccc…ecc….bagno in mare spiaggetta del piccolo molo nelle vicinanze della chiesetta

    Per il momento…..mi viene in mente solo questo….rimando ad altro post per paesini e feste Greche.

    claudio

  4. Fantastica Karpathos, ci sono stato per due anni di seguito, non è necessario noleggiare auto, si va ovunque con bus e barche. Ci tornerò.
    Per non ripetermi quest’anno a giugno vado ad Astypalea, peccato, non ho trovato vostri appunti. Ho scelto quest’isola, per tenermi lontano dal turismo di massa, mi aspetto molto e spero di non essermi sbagliato, quando torno, se volete, vi documenterò.
    Ciao Fausto

    • Ermes ha detto:

      Fausto,
      io sono stato ad astypalea nel 1998 ed allora era molto simile alla descrizione di karpatos … mulini a vento, strade sterrate da motorino, 2 piccoli paesini. io mi ero innamorato dell’isola, spero che sia ancora così.
      ciao
      ermes

  5. Grazie Ermes
    Riesco ad andare ad Astypalea in quatto ore, con scalo ad Atene, meglio di così…..
    Studios a Livadi, praticamente sulla spiaggia.
    Ciao Fausto

  6. matilde leonardo antonella umberto ha detto:

    grazie pinguina! hai guidato la nostra famiglia a karpathos meglio della miglior guida! ( papà 50 anni, mamma 46, matilde 9, leonardo 4. Papà e mamma buoni conoscitori della Grecia insulare e non solo) . Complimenti! se vuoi aggiornamenti: a Olympos ci si arriva facile facile. si e no 3 km di sterrato tranquillo. ( semmai più imbarazzanti le pietre sulla strada segno di frequenti piccole frane sull’asfalto nuovissimo e l’arrivo tipo ”san marino” con garbati ma frequenti buttadentro…). aeroporto con tanto di duty freee e rent a car. taverna anna: rapporto qualità prezzo ampiamente negativo. Apella, più ventosa che non. Ottimissima , confermiamo, Esperida Taverna ad Amoopi. Per chi vuole fare il fai da te: dimenticate alpitour e prenotate online: viaggio aereo ottimo con Neos venduto anche dai tour operator. Grazie di nuovo!!!! Ci sei stata più che utile . Chiara, semplice, efficace:

  7. Daniele Iurissevich ha detto:

    Appena tornati da Karpathos, grazie alla tua ottima guida. Volevo segnalare che ormai la strada per Olympos è quasi completamente asfaltata. Ci sono solo un paio di kilometri di strada brutta che, secondo me, stanno mantenendo per giustificare i noleggi di 4×4. Infatti, a parte la splendida spiaggia di Diakofti (impraticabile per il vento costante, ma da visitare assolutamente), per il resto il fuoristrada è stato più uno sfizio che veramente utile.
    Comunque l’isola è stupenda. Consiglio molto il tour con la barca da Pigadia che per 25 euri ti porta a Vasilis Paradise, Apella e Kira Panaghia. Giusto per stuzzicare un pò il palato… poi ci si sposta dove si vuole (tipicamente Apella). Ottimo anche il servizio Taxi-boat che ti porta da Agios Nicholaos nelle spiaggette deserte. Un saluto a Vassilis che si è comprato la mia rete da pesca porta-pinne per un piatto di gamberi :)

  8. caterina ha detto:

    Ho prenotato proprio per caso una settimana a Karpathos (ad Amopi), dal 10 aogsto in poi, vorrei sapere se riesco a trovare, visto il periodo, una macchina a noleggio, mio marito mi vuole scorazzare tutti i giorni in giro per l’sola.
    Grazie molto utile quello che hai scritto sull’isola, spero di divertirmi.
    Salutoni
    Caterina

    • editor ha detto:

      Cara Caterina, non avrai problemi, credo. Ci sono così tanti rent a car sull’isola (e non è proprio una stagione memorabile per il turismo in Grecia)…. Ad ogni modo, se preferite prenotare questo era e credo sia ancora il numero di telefono di Francesca Gatoulis, la signora con il papà italiano che parla benissimo la nostra lingua. Se intanto vuoi provare con lei, il numero è questo: 0030-22450-22747 o 22088, fax 0030-22450-22958, ha anche una pagina facebook (gatoulis rent a car). Ha macchine, piccoli fuoristrada, e scooter. Dimmi se ti posso essere ancora d’aiuto… Un caro saluto, la pinguina

  9. fausto ha detto:

    salve
    vado a karpathos il 16 agosto. qualcuno mi potrebbe consigliare un albergo o una pensione o camere, in un posto tranquillo senza il caos della gente. se possibile o proprio sulla spiaggia o con una bella vista. chiaramente economica. chiedo troppo?????

  10. Demis78 ha detto:

    Tornato ieri da Karpathos e grazie ancora x il vs resoconto di viaggio…..è stato utilissimo!!!
    Qui di seguito altre indicazioni che penso possano integrare quanto già detto in questa super guida alla scoperta di questa magnifica isola:

    - Strada x Olymbos: di sterrato sono rimasti solo 1,5 km, x cui si può fare benissimo anche con lo scooter.
    -Scooter: da motorcarpathos un typhoon 125 (il mio andava parecchio!) x 6 gg 108 €.
    -La taverna Romios è stata chiusa x tutta la settimana in cui sono stato sull’isola ed essendo quella di Ferragosto penso proprio che si out of business!!
    -Taxi: all’andata abbiamo speso 30 € in 4, al ritorno lo stesso tassista che ti prenota appena ti scarica all’hotel (noi siamo stato al Lymiatis Beach Hotel a Pigadia….prezzi contenuti, colazione discreta, pulito, aria condizionata, personale gentilissimo e direttamente sulla spiaggia di Pigadia…..consigliatissmo!!) ci aveva promesso uno sconto invece alla fine abbiamo dovuto tirare il prezzo per pagarne 40 € sempre in 4. Che dire….come ha detto il tassista “italiano-greco stessa faccia stessa medaglia”!!
    - Confermo quanto di buono sulla taverna Dimitrios a Finiki (35 € una grigliata enorme), su Sofia’s Place sul lungomare di Pigadia (offre a fine cena loumakades, cocomero e un distillato di produzione propria) ma soprattutto sulla taverna Milos a Olymbos, una tenace nonnina che sta sempre davanti a un forno vecchio stampo da cui tira fuori un mondo di cose (da provare il gulash di capra, la moussaka e le lumache, mentre invece sono rimasto deluso dai makarounes….non sanno di nulla!!).
    - Il pita gyros più buono l’ho mangiato invece dove inizia l’isola pedonale, per intenderci dopo la piazzetta dove parcheggiano i taxi. Sempre affollato, soprattutto dai locali, costa 2,40 €.
    - Il souvlaki di agnello più buono invece ho avuto la fortuna di mangiarlo fuori dallo stadio prima di una partita in cui mi sono casulmente imbattuto ritornando da Aperi: una corpulenta donna riscuoteva (2 € l’uno) mentre lo smilzo e anziano marito li cuoceva!
    - Ferragosto: ad Olymbos festa con i costumi tipici e paesino invaso dai turisti! Diversi nativi ci hanno detto che alla sera le feste più grandi si tengono a Menetes e Aperi, sempre attorno alle chiese, in cui ci sono balli e cibo e vino gratis x tutti!
    - Spiagge: sono andato in tutte con lo scooter, tranne in quella di Kato Lakko, lo sterrato prima di Kira Panagia, dove a circa metà discesa ho dovuto rigirare.

    Di tutte le isole della Grecia che ho girato (Santorini, Ios, Kos) Karpathos è quella con il paesaggio, mare, spiagge più belle ed emozionanti. Metto Lefkos in cima alla mia Top Ten!

    Ciao a tutti e God Save the Greece!!

    Demis78

  11. admin ha detto:

    Questa un’altra lettera che abbia ricevuto:
    Ciao Pinguino!
    Sono la felice mamma di 2 cuccioli, di 3 e 1 anno…grazie al tuo entusiastico racconto dell’esperienza a Karpathos, ho deciso di prenotare lì le mie prossime vacanze in agosto.
    Mi hai proprio convinta!!!
    Purtroppo non sono riuscita a trovare un volo diretto, per cui ho dovuto prenotare un charter…con 2 bimbi piccoli non me la sono sentita di optare per uno scalo!
    Al ritorno ti farò avere un resoconto…parto il 9 e torno il 23 agosto..periodo terribile ma purtroppo obbligatorio per la chiusura estiva della ditta di mio marito!
    Spero di trovare tutto quello che hai descritto!porterò la tua recensione in viaggio con me…
    Grazie per lo spunto!
    Saluti
    Viviana (Modena)

  12. Gigi ha detto:

    Ciao Pinguina, devo ringraziarti per le precise informazioni che abbiamo sfruttato appieno nella nostra vacanza in quel di Karpathos. Siamo appena rientrati e già la malinconia per quest’isola meravigliosa ci attanaglia. Abbiamo prenotato su consiglio della nostra agenzia viaggi di fiducia quasi senza sapere dove fosse situata l’isola ma l’offerta era ottima e quindi….
    Bene, siamo partiti e arrivati in questa struttura molto bella dove tutto è andato a meraviglia.
    Dopo una giornata per ambientarci abbiamo noleggiato una macchina, la Panda va benissimo, per girare un pò l’isola. Consiglio personale: noleggiate dai rent car ufficiali ( Avis, Europcar,Hertz ecc….) sono più affidabili dei siti locali dove vi può capitare di avere per le mani un’auto senza freni o anche di peggio.
    Il primo giorno di gita Olimpos: la strada è ormai praticamente tutta asfaltata ma le frane di sassi o massi enormi sono una costante pericolosa, ci vorrebbe poco mettere sulla montagna delle reti metalliche a protezione frane. Da lontano si vede questo arroccamento di case sulla montagna molto bello e particolare ma appena si posteggia l’auto e si comincia ad entrare nelle prime viuzze la delusione, almeno per noi, è stata forte. Niente di quello letto è stato riscontrato, ci sembrava di essere a San Marino, dove ad ogni angolo una vecchina ci invitava ad entrare nel proprio negozietto per venderci i prodotti locali…….cianfrusaglie e souvenir di ogni specie e genere realizzate chissà dove ma dozzinali. Peccato!!!!!!
    Secondo giorno di gita spiaggia di Apella: già il giorno prima l’avevamo vista dall’alto ma appena scesi la meraviglia è stata maggiore. Una spiaggia da sogno con un mare e dei colori stupendi. Ci siamo stati fino al calare del sole perchè privarci di così tanta bellezza???????
    Terzo giorno di gita spaiggia di Amopi: anche quì come il giorno prima siamo rimasti senza fiato. Siamo scesi nella spiaggetta di sinistra,Votsalakia, e dopo aver pagato” ben 6 €” per un ombrellone e due lettini ci siamo goduti ancora una giornata piena di un mare verde smeraldo limpido e fresco.
    E’ vero che la prima settimana di Giugno porta il vantaggio di trovare l’isola poco affollata e quindi più vivibile ma anche se stracolma di gente la bellezza di questo posto è impagabile.
    Speriamo tanto di poter tornare per girare in altre spiaggie e calette e godere ancora di questo Paradiso.
    Grazie

  13. Alfredo Bonfiglioli ha detto:

    Gentile Pinguino,siamo tornati ieri da Karpathos e volevamo ringraziarti per tutte le indicazioni che abbiamo trovato sul tuo diario che abbiamo seguito quasi maniacalmente. Noi chiamiamo le guide Touring il “Vangelo” ma in questa settimana il nostro “Vangelo” eravate Voi. Devo dire che a tutt’oggi ogni Vostro suggerimento era ancora perfettamente valido.
    Un saluto alla Pinguina.
    Alfredo e Marialuisa

    • admin ha detto:

      Grazie, grazie, grazie!!! Il Pinguino è orgoglioso delle vostre parole e vi prega di comunicargli eventuali indicazioni e suggerimenti per rendere ancor più ricco il diario. Grazie ancora.

  14. Maurizio ha detto:

    Tornati da Karpathos da appena un giorno e già c’è voglia di tornarci…
    La vostra guida era perfetta e sono d’accordo con voi : abbiamo trascorso una settimana in paradiso.
    Due note solamente: la prima sera a cena da Sofia’s Place, uno spettacolo : eravamo in sette (due famiglie) ed è accaduto tutto quanto descritto nella guida, in un attimo Sofia ha trovato la soluzione, con Angelo ha spostato un paio di tavoli (un puzzle in continuo movimento) e gentilmente ha chiesto ad una coppia di spostarsi di mezzo metro (ci mancava solamente che venissero spostati di peso con il boccone in mano) e poi una cena squisita con dolcetti, frutta e digestivo offerti dalla casa.
    L’altra nota riguarda la spiaggia di Diakòftis : una sopresa negativa rappresentata da una dozzina di ombrelloni gialloblu probabilmente installati da poco… Sicuramente la spiaggia ha perso un po’ del suo fascino.
    Grazie mille Ciao

  15. Gianni e Manuela ha detto:

    Da: Gianni e manuela

    Oggetto: [your-subject]

    Corpo del messaggio:
    Caro pinguino, volevamo ringraziarti per i preziosi consigli su karpatos. Siamo appena tornati da una bella settimana e il tuo diario di viaggio e’ diventata la Bibbia del nostro viaggio, sempre presente rigorosamente su fogli A4 nel nostro zainetto.
    Ci ha persino portato da irina, che ci ha accolti con calore ed ha aperto la sua casa.
    Se la senti dille però di non americanizzare gli spiedini mettendo la salsa barbecue :-)

    Continueremo a seguire il tuo sito ed i tuoi suggerimenti per avere buone idee e indicazioni molto precise.
    Grazie
    Gianni, Manuela, Maddalena, Giancarlo, Luisa,, Lucia e Angela (3 anni) da Padova

  16. Martina ha detto:

    Sono tornata da Karpathos ieri e anch’io ho utilizzato questo racconto come guida…. Anzi, le informazioni qua sono state anche migliori di quelle nella guida che ho sfogliato nelle vie di Pigadia, perciò non ho ritenuto nemmeno utile comprarla…

    Quindi GRAZIE per l’aiuto in questa vacanza straordinaria… Ne vale la pena veramente.

    Abbiamo preso l’auto ed abbiamo girato tutti i paesini e tutte le spiagge. Appena arrivate la nostra guida, un ragazzo simpaticissimo, ci ha sconsigliato di andare ad Olympos, dicendo che la strada è brutta, pericolosa, che ci sono frane… Voleva spaventarci, ma non ci è riuscito. Noi testarde, siamo andate ad Olympos già il primo giorno quando abbiamo noleggiato una Panda, e ci siamo rese conto che non è assolutamente ero… Già la simpaticissima ragazza del rent a car ci ha rassicurato che non ci sono problemi. C’è sono un pezzettino di sterrato, molto largo e fattibile… Non abbiamo avuto nessun problema, anzi!!! Le curve e i precipizi, la strada senza le sbarre non è un problema… si va pian pianino e si arriva… I Tour operator lo fanno solo per vendere le loro escursioni.

    Anch’io ero un po’ delusa dai makarones di Milos ad Olympos. Invece a Menetes nella taverna Perdika erano squisiti.

    Ancora grazie per l’aiuto :)

  17. Ilaria ha detto:

    Salve a tutti,
    reduce da 2 settimane a Karpathos con marito e bimbo di 4 anni, mi associo anch’io ai ringraziamenti per averci sapientemente guidato alla scoperta dei luoghi incantati di quest’isola.
    A beneficio dei futuri vacanzieri, di seguito qualche conferma/delusione/novità riscontrata durante il nostro soggiorno rispetto a quanto letto finora su questo blog:
    - Kia Panaghìa: a ns. giudizio una delle spiagge più belle dell’isola, da non perdere il pranzo all’Hotel Akropolis (proprio sopra la cupola rossa della chiesetta: ci si accede da alcune scalette, la vista da lassù è impagabile e la signora che gestisce il posto davvero carina)
    - Apella: spiaggia molto bella con ciottoli, val bene una sosta per l’ottima taberna che c’è: per cordialità del gestore e qualità del cibo l’abbiamo eletta una delle migliori dell’isola
    - Finiki: in questo piccolo borgo di pescatori noi abbiamo mangiato dell’ottimo e freschissimo pesce da Nikos
    - Taberna Anna (Pigadia): saremmo incappati nella serata sbagliata, ma nonostante il pesce fresco, il servizio è stato pessimo e scortese. Se volete cenare al porto, oltre al pluricitato Sofia; vi suggerisco Orea (proprio accanto ad Anna)
    - La Gorgona (Diafani): buonino ma molto caro rispetto agli standard dell’isola e la proprietaria è davvero antipatica
    - Olympos: strada ormai completamente asfaltata (mancano 2 km) ma haimé il posto ha perso l’autenticità e il fascino di un tempo.. orde di turisti a cui viene offerto di tutto in vendita..
    - Ag. Thedoros: un’altra perla dell’isola. La spiaggia è selvaggia e incantata. Ottimi bagni di argilla e deliziosa taverna in cui rifocillarsi (cibo di qualità e cordialità della padrona assicurata)
    - Amoopi: siamo nella zona più turistica ma anche qui il mare è bellissimo. Ottimo il ristorante della Piccola Amoopi (quella con la sabbia), una delusione invece il Calypso Restaurant della Grande Amoopi nonostante le super recensioni: caro e di scarsissima qualità. Segnalo invece buon cibo e servizio cortese all’Ideal Barbecue (lungo la strada).
    - Menetes: segnalo il baracchino della Signora Barbara proprio sulla strada di questo delizioso paesino sopra Pigadia: è l’unico trovato che vende prodotti locali, del proprio orto e non solo. Noi ci abbiamo comprato dell’ottima uva e degli squisiti fichi.
    BUON VIAGGIO!
    Ilaria

  18. Tiziana e Andrea ha detto:

    Anche noi abbiamo trascorso una vacanza d’incanto a Karphatos e devo dire che gran parte del merito, oltre alla decantata e confermata bellezza dei luoghi, va ascritto ai preziosissimi consigli del Pinguino. Fin da quando ci siamo addentrati nella giungla della preparazione del viaggio, la lettura di queste pagine (poi sempre nei nostri zaini in formato a4) è stata preziosa, specialmente per le indicazioni sul meltemi, che in effetti durante il nostro soggiorno si è fatto davvero sentire, al punto che i primi giorni siamo sempre usciti col giubetto, a dispetto del periodo agostano. Quando giunti sull’isola, poi, questo sito è stato per noi la “bibbia” delle guide. E penso che il prossimo anno, volendo tornare in Grecia, certamente approfitteremo ancora del Pinguino per scegliere la nostra meta. Quindi ancora grazie Donatella!

    Ecco la nostra esperienza, che forse potrà essere utile ai prossimi vacanzieri karphatiani:

    - MEZZO: proprio per via del meltemi, abbiamo preferito optare per le quattro ruote. Avremmo voluto un piccolo fuoristrada, ma da Gatoulis, cui ci siamo rivolti, risultavano già tutti prenotati e a disposizione abbiamo trovato una Hyundai getz (240 euro circa per 5 giorni), che devo dire ha degnamente soddisfatto le nostre esigenze per tutta la settimana. Abbiamo infatti raggiunto senza problemi ogni spiaggia anche con una vettura 1100 di cilindrata. Insomma, macchina ben tenuta, ruote e freni a posto. I titolari dell’autonoleggio parlano italiano, il che non guasta. Ci sentiremmo di sconsigliare lo scooter, perché abbiamo notato che le spiagge più belle e distanti di rado venivano raggiunte da tali mezzi e non solo per via del forte vento, ma anche perché la risalita richiedeva in diversi casi un buon motore.
    - SPIAGGE: primo podio per Apella, la più comoda, ampia e suggestiva. Le difficoltà a trovare parcheggio sulla stretta stradina, in qualche modo hanno favorito una “selezione” naturale, perciò abbiamo sempre trovato sdraio e ombrellone in prima fila, senza esser costretti a levatacce. Prezzi irrisori, come dappertutto (6 euro al giorno). Lo sbarco dei turisti col barcone non ha mai dato noia, poiché l’attracco era in una zona più distante rispetto all’area dei lettini. Ottima la vicina taverna. Siccome la spiaggia è raggiungibile ora anche col bus (che però ha solo la corsa d’andata verso le 9.30 e ritorno verso le 15.30), consigliamo agli autisti di evitare di andare o partire da Apella in orari diversi da quello seguito dal mezzo, perché la strada è tortuosa, stretta e senza guard-rail: meglio evitare incontri troppo ravvicinati! Secondo posto per Kira Panagia, da non perdere anche per la possibilità di fare quattro passi negli affascinanti dintorni: ottimo il chiosco sulla spiaggia per le macedonie e maxi-fette di anguria. Achàta, medaglia di bronzo: il parcheggio praticamente a ridosso della battigia la rende particolarmente fruibile e dunque affollata, circostanza che, assieme alla minor disponibilità di sdraio forse per la chiusura di uno dei due concessionari (lato destro), non assicura l’ombrellone. In compenso c’è la doccia gratuita. Spazi più ristretti a disposizione anche nelle tre spiagge di Amopi, preferite dalle famiglie. Comunque il mare è stupendo ovunque. Unico neo: nonostante gli occhialini e le lunghe ricerche, il pesce “vivo” lo abbiamo trovato solo sulle tavole dei ristoranti. Fondali lunari fino a 35 metri di profondità, anche a detta dei sub vacanzieri italiani che abbiamo incontrato, attrezzati di tutto punto.
    - RISTORAZIONE: confermo i giudizi precedenti su Sofia’s Place (da andare solo per la maestria della titolare nell’incastro di tavoli – noi ne abbiamo cambianti tre in 10 minuti! – e i loumakades, con cocomero e un distillato di produzione propria offerti) e su diversi dei ristoranti del porticciolo già citati. A noi è piaciuta un sacco, sia per il servizio sia per la qualità delle pietanze, la Taverna Elleniki (sulla traversa a destra, poco dopo la fontana), in particolare per i makarounes: i migliori dell’isola. Una porzione basta per due. Confermo chiusura Romios. Ottimo caffè, con tanto di moka servita al tavolo, all’Angolo italiano.
    - HOTEL: noi abbiamo soggiornato al Nereides, quattro stelle (ma da noi sarebbero tre) a 10 minuti a piedi dal centro di Pigadia. Titolari molto disponibili e pulizia abbastanza puntuale per gli standard. Consigliamo di aderire alla serata barbecue del martedì: davvero ottimo il menù, apprezzato da tutti!

    Insomma per noi è stata una vacanza bellissima e un capitolo a parte meriterebbero la cortesia, l’onestà e la disponibilità degli isolani, che fanno veramente di tutto per fare sentire i propri ospiti a casa. Noi abbiamo cercato di imparare qualche vocabolo e ogni volta che provavamo a dare qualche risposta in greco le persone s’illuminavano. Davvero una bella settimana, grazie Pinguino!

  19. Titta ha detto:

    Buon giorno a tutti,
    Vorremmo andare a karpathos, un alloggio semplice letteralmente sul mare, ( tipo casa pescatori, studios, ecc) abbiamo bimba di 5 anni, ci piacerebbe un posto dove ci sia possibilità trovare altri bimbi, per il resto stamperemo tutto A4 anche noi….. Grazie mille titta

    • viviana ha detto:

      io ho alloggiato al Perama Studios di Ammoopi..è a 1 km dal mare ma il psoto è molto carino, ci sono le caprette, è in mezzo alla campagna…c’è un piccolo spazio gioco e si può cenare nel loro ristorante lasciando i bimbi a giocare! Non è un posto di “lusso”, qualcuno su tripadvisor si lamentava per le formiche! io personalmente l’ho trovato molto curato, semplice ma pulito. Ovvio che essendo fuori dalla città qualche insetto capita…ma nulla di “grave”, basta non lasciare briciole ;-)

  20. guido ha detto:

    Qualcuno gentilmente mi da indicazioni su voli operativi su karphatos.? Partendo da Milano o Bergamo ?

    • Roberto ha detto:

      Ciao, io ho prenotato il charter Neos (www.neosair.it). Voli settimanali diretti sia da Malpensa che da Bergamo

      Ps: ottima guida!!!

  21. Simone ha detto:

    Ciao,
    bellissima guida! Siamo una coppia che vorrebbe fare il viaggio di nozze proprio a Karpathos… Il periodo sarebbe quello dei primi 15 giorni di giugno, quali controindicazioni ci sono per questo periodo? Il vento dovrebbe essere un po’ più calmo? La temperatura dell’acqua è già confortevole per il bagno?
    Grazie 1000

  22. Luana ha detto:

    Sono molto felice che vi sia piaciuta Karpathos, io la amo così tanto che ormai 4 anni fa ho comperato una casa. tutte le le indicazioni date da pinguino sono fantastiche!!! Aggiungo un paio di consigli: negoziate il costo del taxi (fanno i furbetti) da Pigadia per l’aeroporto sono 20 euro. Per quanto riguarda il cibo vi faccio presente che le guide propongono i soliti Sofia, Esperida etc. In realtà non sono male ma non sono i migliori. Vi consiglio taverna Nina nella baia di Amoopi, ll’Ideal barbecue se amate la carne (il proprietario è anche un pastore e serve anche la carne di sua produzione). A Menetes entrando nelle viuzze troverete Manolis :prepara l’insalata mista,le patate e lo stifado migliore di tutta l’isola. A lefkos i pescatori offrono il pescato del giorno, è molto pittoresco, sul mare ed i ristoratori vi faranno entrare in cucina per scegliere i piatti direttamente. Se andrete a Visitare Olimpos non dimenticate di fare una puntatina a Diafani, è un piccolo porticciolo e la spiaggia è compera di sassi piatti unici nel loro genere…..buon divertimento!!!

  23. marco ha detto:

    Salve!ottimo report! vorrei chiedere informazioni circa la vita notturna (ci vado con un gruppo di amici, età media 28 anni). Il motivo principale è il windsurf (usciremo a Devil Bay, poco a sud di Pigadia),alcuni amici surfisti la hanno consigliata per il vento, meglio di Naxos o Mykonos. Ci piacciono anche i paesaggi e il buon cibo, quindi pensiamo sia la scelta giusta (le precedenti esperienze sono state a Cefalonia, mozzafiato).
    Domanda: so che non sarà Mykonos come vita notturna, ma per quello che avete potuto vedere è completamente morta? popolata la fascia di età 20-30 anni?
    Grazie tante!
    Marco

    • Davide ha detto:

      Ciao!
      Per la vita notturna non avrai molte occasioni: l’unico paese che può offrire qualcosa sarà Pigadia, un paio di disco bar ma nulla più. Per il resto mangerai bene (e a poco) ed il vento non ti tradirà.

  24. DAVIDE ZUINI ha detto:

    Grazie mille per i tuoi suggerimenti, sono stati preziosissimi, precisi e ci hanno aiutato a visitare quest’isola nel migliore dei modi. Un aggiornamento : a Kiria Panagia adesso ci sono gli ombrelloni, ma sono solo una quindicina, se si vuole prenderli bisogna arrivare presto.

  25. Davide ha detto:

    05/07/14 Appena tornati, veramente un’isola stupenda!!! Alcune info: strada per Olympos completamente asfaltata per cui zero problemi. Kato Lakko NON raggiungibile via mare causa tempesta che qualche mese fa ha spazzato via quella specie di pontile che consentiva gli attracchi. Da quel che ho sentito non raggiungibile nemmeno via terra, neanche con 4×4. Effettivamente nella cartina che ci hanno dato c’è un bel simbolo di “divieto di accesso” sulla strada sterrata per Kato Lakko.
    Noi abbiamo usato una piccola Chevy Spark, affittata da Gatoulis per 2 gg.: bassa stagione, 40 euro al giorno, massimale di 100 km. al giorno (ci stai dentro). In alta se non ricordo male erano 48 euro al gg. Ad Olympos (bello, sembra fermo nel tempo a 80 anni fa…) il “Natural Olymbos” era chiuso se è quello che ho visto. Ce n’è un altro all’inizio del paese con il nome “Natural” ma non so se era quello che intendeva la pinguina…
    Unica controindicazione di Karpathos: non bisogna avere la sf..a di trovare giornate estremamente ventose. Noi siamo stati fortunati, in 7 gg. solo uno è stato abbsatanza ventoso ma consentiva comunque di stare in spiaggia. Il giorno della partenza soffiava a 70 nodi, impossibile conviverci. Gli arrivi in aeroporto del 4/7 avranno due – tre gg. abbastanza “scomodi”… :-(
    Per il resto, sottoscrivo TUTTO quanto scritto qui sopra, dal pesce di Finniki ( alla taverna “La Marina” pagato 27 euro acqua, pastisjo del bambino, calamari fritti, calamari alla griglia, gigante!!. In aggiunta, gratis, ci hanno portato pane con patè di olive, buonissimo, come antipasto ed anguria e melone alla fine) alle spiaggie più belle.
    Numero uno Agios Theodoros secondo me.
    Ciao!
    Sottoscrivo tutto quanto detto dalla pinguina:

    • chiara ha detto:

      ciao sono molto tentata di venire e visitare quest’isola ad inizio agosto ma mi terrorizza il vento… la scorsa estate ero a Mykonos e davvero era assurdo…soffiava in continuo … che dite?? devo rinunciare??? grazie

      • admin ha detto:

        Il vento è sempre presente – e può risultare fastidioso – nella parte meridionale dell’isola. Per il resto non dovresti trovarlo così terribile, anzi!

  26. Barbara ha detto:

    Bellissima questa guida, mi ha accompagnato per tutta la vacanza (prima settimana di luglio 2014), che ho scelto di passare a Karpathos principalmente per mare natura e tranquillità.
    Confermo anch’io l’ottimo viaggio aereo con Neos, peraltro senza cambio orari di volo .
    Il vento è stato una costante (più forte sulla costa Ovest), ma senza quello non si resisterebbe al caldo. Soltanto un giorno ha reso impossibile stare in spiaggia perchè sollevava nubi di sabbia; comunque ci sono nell’isola alcune spiagge più riparate (es. Amoopi) .

    Il mare è meraviglioso ovunque, in tutte le sfumature del blu e del turchese: obbligatorio visitare tutte le spiagge (ghiaia, o sabbia e ghiaia), una più bella dell’altra; in questo periodo non le ho trovate mai affollate, ma consiglio di arrivarci presto se non siete troppo pigri: alle 8.30/9.00 del mattino non c’è quasi nessuno, potete godervi meglio lo spettacolo della natura o scegliere lettino e ombrellone dove vi pare (6 euro, che ci stiate un’ora o tutto il giorno).
    Io ho noleggiato l’auto da Europcar (una Hyundai Getz), non ho avuto problemi; la benzina costa piuttosto cara, intorno a 1.9 euro/litro, ma con un pieno ho girato tranquillamente una settimana. Le strade che scendono alle spiagge sono un pò impegnative e a volte piuttosto ripide, un pò di difficoltà per gli scooter.

    Olympos: La strada per Olympos è tutta asfaltata, e purtroppo costellata da segni di piccole frane, pietre cadute dalle pareti della montagna (senza le reti di protezione ahimè). Nei pressi di Olympos i fantasmi degli “antichi” mezzi utilizzati per i lavori……Tutti arrugginiti, li hanno lasciati lì ??!!!!!! Anche a me ha ricordato San Marino, con le venditrici che ti fermano ad ogni passo e i souvenirs identici a quelli che si trovano nelle altre isole; il paese arroccato sulla montagna è indubbiamente affascinante ma è praticamente disabitato, appena esci dalle stradine principali regna uno stato di abbandono… peccato…
    Se vi va qualche passeggiata serale a piedi meglio soggiornare vicino al centro di Pigadia.
    Ciao!

  27. Sara ha detto:

    Grazie pinguina, le tue indicazioni ci sono state veramente utili durante la nostra vacanza!
    Una piccola nota: se vi piace l’arte non dimenticate di passare a trovare Minas Vlahos presso Art Center a Pigadia, è un personaggio singolare e potrete ammirare gli splendidi volti delle sue creature
    Ciao a tutti

  28. Siamo appena tornati da una vacanza de 19 giorni a Karpatos , veramente bella 1
    Arrivo un po difficle , avevamo prenotato uno studios a Pigadia che si è rivelato molto inadeguato e soprattutto sporco ! ( è la prima volta che ci capita dopo 9 anni di vacanza sulle isole della Grecia ! peccato ) , abbiamo poi trovato una sistemazione fantastica al Venezia Boungalow di Pigadia in residence molto curato gestito da una coppia giovane e molto professionale .
    La camera da letto con uso cucina una terrazza tutto a 50 Euro il giorno.
    Avevamo anche la piscina e il ristorante consigliatissimo !!
    Le spiagge sono bellissime con acqua cristallina , il vento può essere a giorni un po fastidioso noi abbiamo avuti 4 giorni di Meltemi forte !
    Bellissima la spaiggia di Diafkoti , Apella, Kira Panaghia ,Achata Aghios Nicolao ,Ammopi .
    Ci siamo trovati benissimo a cenare in Pigadia da La Mirage ristorante delizioso cob vista mare su tre terrazze e personale gentilissimo.
    Se volete un buon caffè fatto come in casa con la Moka andate all’angolo italiano dove il figlio di Elias vi trtterà come se foste a casa vostra !
    ciao e buona vacanza a chi va a Karpathos in questi giorni

  29. Fabio ha detto:

    Grazie pinguina, le tue indicazioni sono state preziosissime per la recente vacanza a Karpathos.
    Siamo stati una settimana in agosto, l’isola merita assolutamente una visita!
    Qualche notazione:
    - la spiaggia di Diakoftis è sicuramente la migliore dal punto di vista dell’effetto “caraibi” di sabbia ed acqua, però non beneficia di un paesaggio circostante al livello di Kira Panagia, Apella od Agios Theorodos… dipende dai gusti, ma sono da vedere tutte!
    - lo stato della strade è ottimo, si arriva quasi ovunque con auto normalissime o quad; scooter sconsigliati per via delle forti raffiche di vento, specie se si ha intenzione di girare parecchio
    - il ristorante migliore a Pigadia secondo noi è la taverna Helliniko: ottima cucina di terra (carciofi, fave, funghi, formaggi, carne), anche il pesce è di buon livello. Confermiamo anche la bontà di Anna sul lungomare per il pesce, coperti limitati e gestione familiare greca vecchio stile.
    - per chi viaggia in coppia e vuole una giornata “speciale”, le gite di Vassili (Agios Nikolaos) nelle spiagge “private” sono da provare. Prezzo però aumentato: 20 euro a testa… a nostro avviso il prezzo si giustifica se pretendete di rimanere soli tutto il tempo, altrimenti ad agosto rischiate di ritrovarvi compagnia durante il giorno. Manari bellissima, anche Sfaka da provare. Contattate Vassili in anticipo, non tutti i giorni è disponibile.
    - All’angolo italiano a Pigadia potrete gustare un caffè con la moka fatto come si vede, il gentilissimo Michele vi farà compagnia con le sue storie!

    Ciao e buona vacanza a Karpathos!

  30. Daniela & Franco ha detto:

    Bellissima Karpathos, ci è rimasta nel cuore e grazie Pinguina per l’ottima guida, che ci ha accompagnato per tutti i nostri 9 giorni di permanenza.
    Da non perdere le mete classiche:
    Achata (sconsigliato mangiare nell’unica taverna rimasta, noi abbiamo preso solo un caffè e tanto ci è bastato…), Kira Panagia (qui provate la Taverna Sofia, con ottimi piatti sia di carne che di pesce fresco, squisito il pane nero con le noci home-made!)
    Apella, Agios Nikolaos (deliziosa e tranquilla spiaggetta sotto al paese di Spoa, con mare cristallino e ottima Taverna), Amoopi (con la baia Votsalakia, dove i meravigliosi fondali la fanno da padrone, pinne e maschera sono indispensabili per godere appieno di tanta bellezza, nella zona straconsigliata la Taverna Esperida, appena turistica ma piatti davvero buoni e abbondanti ,provate il Farmer’s dish e l’agnello, ottimo anche il pane aromatizzato alle cipolle con pasta d’olive che viene servito come stuzzichino).
    Non perdetevi un salto a Finiki, delizioso porto di pescatori, dove poter gustare ottimo pesce fresco di giornata (da Nikos o Dimitrios), da segnalare anche la Taverna Under the Trees (ambiente molto spartano, ma costolette di agnello, zucchini e patate fritte sono notevoli), assolutamente da sconsigliare a Lefkos la taverna Eklekton (l’unico posto dove abbiamo mangiato male, nonostante le recensioni positive su trip, cibo già cucinato e solo riscaldato e di dubbia qualità. La proprietaria ti porta in cucina ma forse sarebbe meglio che evitasse…), a Pigadia provata con soddisfazione l’Orea in fondo al porto.
    Durante la nostra permanenza abbiamo goduto di un tempo sempre bello e ventilato, niente afa.
    Consigliamo il noleggio di un 4X4 per poter raggiungere anche calette meno conosciute (sarà per la prossima volta) e…Buona Karpathos a tutti!

  31. susanna & paolo 12/6/2014 ha detto:

    grazie pinguina!!di ritorno da karpathos possiamo solo ringraziarti per esserci stata guida nell’esplorare questa bellissima isola:abbiamo seguito passo passo le tue istruzioni ed abbiamo visto direi quasi tutto, compreso le spiagge dove e’ difficile arrivare ma x adesso ci reggono ancora le gambe…karpathos si merita proprio quello che viene scritto “i Caraibi dell’Egeo”, noi non siamo stati ai Caraibi ma il colore dell’acqua, le trasparenze sono uno spettacolo clamoroso, voglio dire che un mare cosi’ bello non lo avevamo visto in altre localita’ anche greche che avevamo gia’ visitato.L’isola poi e’ ancora poco turistica e molto selvaggia, in alcune spiaggette eravamo soli….,quindi chi cerca la natura ancora incontaminata, chi cerca la tranquillita’, chi cerca il mare bellissimo e non ha paura del vento (che poi non e’ stato cosi’ “spaventoso”)vada a karpathos.Chissa’ forse ci ritorneremo

  32. Leila ha detto:

    Ringrazio la pinguina per tutte le notizie sull’isola di Karpathos che sono state importantissime per una vacanza su questa isola veramente incantevole. Sono rientrata da poco e devo dire che ancora sogno anche ad occhi aperti le bellissime baie quasi caraibiche di questa selvaggia isola greca. I colori erano splendidi e l’acqua trasparente e persino tiepida. Il mese di settembre è speciale per una vacanza in Grecia.
    Mi è piaciuto molto anche il paesino di Olympos che ho raggiunto via mare da Pigadia a Diafani e poi con il bus.
    La baia più bella per me è Kira Panaghia; sarei rimasta fino a sera e ci vorrei tornare ancora. Io sono una appassionata di isole greche, ne ho visitate moltissime ma devo dire che questa va davvero al primo posto. Al secondo posto quella di Diakofti. Un mare meraviglioso anche ad Agrilaopotamos, nei pressi dell’aeroporto.
    In quanto ad Apella ora è raggiungibile anche con il bus (siccome non può girare per mancanza di spazio ritorna indietro in retromarcia!! Consiglio vivamente di informarsi sugli orari per evitare incontri troppo ravvicinati).
    Grazie alle tue informazioni ho potuto conoscere anche Irini a Menetes; ho parlato con lei e ho visitato anche la sua casa tradizionale. Ed inoltre ho degustato le sue ottime ”dolmades” con i fiori di zucchina (Kolokithoanthi) ripieni di riso: eccezionali.
    Ad Olympos ho degustato delle ottime melanzane al forno ”Imam Baildì” e anche ottimi souvlaki e le deliziose spanakopita (calzoni ripieni di spinaci) presso la Taverna ”O Milos”.
    Io ho soggiornato ad Amoopi; è stata una scelta azzeccatissima in quanto ci sono delle belle baie tra cui Voltsalakia poco ventosa anche quando soffia …… e come soffia, il vento! (lo chiamano Kareclaris quando sposta le sedie, Trapezaris quando alza i tavoli e Kampanaris …. quando fa suonare le campane).
    Da Amoopi con il bus si può raggiungere facilmente Pigadia e da qui le diverse baie.
    Molto bella anche la parte occidentale dell’isola. A Finiki vale davvero la pena di andarci per le ottime taverne di pesce (Dimitrios è il migliore – ottimo il rapporto qualità-prezzo) ed anche a Potali vicino a Lefkos: ottima baia e buona taverna!
    I migliori ”makarunes” si possono degustare alla Taverna Nina ad Amoopi in località Castelia (è raggiungibile anche a piedi lungo la stradina pedonale che corre lungo la baia e che di notte è illuminata; alla fine si gira a destra e si raggiunge la Taverna) Sono stati i migliori che ho assaggiato e la cucina di questa taverna è davvero ”casalinga”.
    Inoltre devo segnalare anche le ottime carni allo spiedo o le preparazioni del giorno della Taverna Ideal Babecue ad Amoopi: sono tutti prodotti curati e ben cucinati dai proprietari. Buono anche il rapporto qualità-prezzo.
    A Menetes ho potuto conoscere anche la signora Barbara che vende prodotti a km.0 lungo la strada nel suo baracchino; qui si possono trovare il miele, le erbe aromatiche (origano, maggiorana ecc.) thè di montagna, ottimo durante le forme influenzali, camomilla; il pepe di Karpathos chiamato ”Skinokarfos”, una specie di bacca di ginepro un pò piccante (non fa male al fegato, anzi!) che si usa nei ripieni, nelle carni, nelle patate al forno, per profumare il pane speziato; i fichi d’India. e dell’uva speciale oltre alle diverse varietà di ciambelle ”koulourakia”. Prodotti locali che vale davvero la pena di portare a casa o agli amici.
    Insomma anche per noi è stata una vacanza bellissima. Gli isolani sono cortesi, onesti e disponibili e fanno di tutto per farti sentire come a casa e non mancherà occasione per dirti ”Italia e Grecia: una faccia, una razza”.
    La Grecia non delude mai e devo proprio confermare anch’io che una vacanza in Grecia è sempre devastante, sì perchè è proprio un Paradiso ma che non puoi portarti a casa!!
    Grazie Pinguino!

  33. aTotò ha detto:

    Pinguino GRAZIE
    i tuoi consigli si sono rivelati molto saggi e utili
    alla prossima :-) aTotò

  34. Catia ha detto:

    Per cominciare il diario di pinguina è utilissimo e molto dettagliato. Io sono stata due volte a Karpathos ed ho prenotato la mia terza vacanza per 1 settimana a luglio. Siccome alloggiamo sempre ad Amoopy che piace tanto, abbiamo dedicato poco tempo al nord eccetto che Olimpos. Noi noleggiamo sempre scooter o enduro e anche con il vento a 70 km siamo riusciti a non cadere, ma andare ad Olimpos quel giorno è stata una vera impresa. Quest’anno vorrei dedicarmi a qualche spiaggia del nord tipo Papa Minas , Agio Ioannis, Agios Minas e vorremmo anche farci portare a Manari da Vassilis con partenza dalla tavernaTo Votsalo ad Agios Nikolaus. Volevo sapere se per la propria esperienza qualcuno sa dirmi se le strade per queste spiagge sono fattibili in moto enduro o è necessaria un’auto 4×4. A Kato Lakko abbiamo lasciato lo scooter dove inizia la discesa e siamo andati a piedi per i 2 km e devo dire che la strada è veramente disastrata e pericolosa anche con il quad ed il 4×4 perché oltre alla pendenza esagerata ci sono delle vere e proprie voragini scavate dalla pioggia. Comunque a piedi ne vale proprio la pena è un luogo meraviglioso e tutto il bosco circostante profuma di salvia selvatica: una meraviglia

  35. Elio ha detto:

    Una guida molto valida anche a distanza di anni, un grazie di vero cuore due settimane meravigliose!!!! Agosto 2015

  36. Giulio ha detto:

    Sono stato a Karpathos dall’11 al 18 settembre.Ho prenotato volo e albergo tramite l’agenzia slovena Intelekta. Vari miei amici mi avevano consigliato di scegliere un albergo nella zona di Amoopi, ma il tipo dell’agenzia mi ha spinto molto nello scegliere un hotel nella zona di Arkassa. Mai scelta fu più sbagliata e tale scelta mi ha impedito di godere appieno della bellezza dell’isola. Arkassa è un paesino che non ha nulla di bello, si trova sulla costa ad ovest ed è sferzata continuamente dal meltemi. Non è possibile dormire con la finestra aperta, i nuvoloni coprono costantemente la città anche se nel resto dell’isola splende il sole. Ma il difetto più grosso è la lontananza rispetto a tutte le spiagge più belle…per arrivare ad Apella ci ho impiegato circa un’ora e poco meno per Kira Panagia e Achata. l’unico piccolo vantaggio è che è molto vicino a Finiki dove si trova l’ottima taverna Dimitrios con una grossa varietà di pesce freschissimo. Confermo la bellezza delle spiagge già citate e anche quelle di Amopi e Diakoftis. Le spiagge rivolte ad ovest a mio avviso non sono belle perchè il mare è sempre agitato anche nelle giornate in cui il meltemi soffia un po’ meno. Ottima la taverna Acropolis a Kira Panagia per pranzare, piccola, situata sopra la chiesetta, la proprietaria molto gentile, la vista splendida, il kleftiko superbo. A cena, a parte il locale di Finiki, eccezionale la qualità dei cibi da Esperida ad Amoopi, inoltre tutto il personale cortese, veloce e professionale. Ho assaggiato i medaglioni d’agnello, il kleftiko, la moussaka, i carciofi, l’horta…tutto buonissimo e ad un prezzo molto ragionevole. La più grossa delusione è la taverna Dyonisos a Menetes!!!! NON ANDATECI: la signora Irini sarà anche simpatica ma la sua simpatia non può controbilanciare la sua sciatteria, la sporcizia del posto e la qualità pessima del cibo che propone; un piatto enorme di makarounes unti e bisunti…..orribili, un pezzo di Moussaka grande come una suola di scarpe e dal sapore come una suola di scarpe….con prezzi più alti dell’ottimo esperida di Amoopi….veramente da evitare. A parte questo grazie per tutti gli ottimi consigli. Ultima nota: se volete una macchina a noleggio prenotatela tramite internet! Io ho fatto così con Europcar: 177 euro per 7 giorni per un’utilitaria…la stessa macchina prenotata lì sul posto mi sarebbe costata circa 400 euro! Ciao a tutti!

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